Un mese di danza che invade la città: a Ruvo di Puglia torna ‘Le Danzatrici en plein air’

Per un mese intero, Ruvo di Puglia si trasforma in un organismo vivo, attraversato da corpi, visioni e linguaggi che arrivano da tutta Europa. Sono 25 le compagnie e oltre 100 gli artisti pronti a dare vita alla sesta edizione del Festival Internazionale di Danza Contemporanea LE DANZATRICI en plein air, in programma dall’11 giugno all’11 luglio 2026.

Un festival che non si limita a occupare gli spazi della città, ma li reinventa: li attraversa, li riscrive, li mette in dialogo con la danza. Promosso dalla Compagnia Menhir, con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Puglia, del Comune di Ruvo di Puglia e in collaborazione con Puglia Culture, il progetto torna con oltre 50 appuntamenti – tra cui 12 prime nazionali e 3 anteprime – confermandosi come uno dei più vitali laboratori coreografici del panorama contemporaneo.

Alla guida, ancora una volta, Giulio De Leo ed Erika Guastamacchia, che costruiscono una programmazione capace di tenere insieme maestri affermati e nuove traiettorie artistiche. Tra i protagonisti, il coreografo Roberto Zappalà e Jill Crovisier, artista pluripremiata a cui il festival dedica un percorso triennale che intreccia creazione, comunità e memoria.

L’apertura, giovedì 11 giugno, è già una dichiarazione di intenti: una serata che mette in relazione generazioni diverse di artisti, affidata alla Compagnia Zappalà Danza 2. In scena Lif di Claudio Scalia e Body Teaches di Zappalà, un lavoro che non si limita a mostrarsi, ma invita il pubblico a entrare nel processo stesso della danza, attraverso il linguaggio MoDem, fatto di connessioni, sguardi e ascolto.

Il finale, l’11 luglio, è un’esplosione di energia e poesia con la compagnia svizzera Area Jeune Ballet Genève: da un lato la precisione geometrica e sospesa di Un autre jour, dall’altro la forza emotiva di We will never give up on love, un inno corale alla possibilità – ostinata e fragile – di credere ancora nell’amore.

Tra i momenti più intensi, la prima nazionale di Tight Dress, creazione di Jill Crovisier reinterpretata da Erika Guastamacchia: un flusso di immagini e frammenti, dove il corpo si muove tra meccanica e impulso, tra memoria e presente, in una ricerca che è insieme ironica e profondamente umana.

E ancora DARE! di Guilherme Miotto, progetto internazionale che ridefinisce il concetto stesso di libertà: non più conquista individuale, ma spazio condiviso che nasce nell’incontro tra i corpi, nell’imprevisto, nella fiducia.

Il festival guarda all’Europa con un focus dedicato alla Spagna e alla prima nazionale di Bebìbula, spettacolo che invita bambini e adulti a immaginare nuove forme di convivenza, fondate su cura e interdipendenza. E si apre anche alla forza narrativa del tango con Un tango para Carmen, rilettura viscerale e contemporanea del mito di Carmen.

Accanto alle presenze internazionali, trovano spazio progetti italiani di grande forza evocativa: Le Palestriti della compagnia Nexus, che trasforma un’antica immagine di agonismo femminile in un gesto contemporaneo di resistenza; e Romeo & Juliet Project di Borderlinedanza, che riporta in vita l’universo visionario di Lindsay Kemp, restituendo al corpo la sua dimensione rituale e poetica.

Originale e profondamente sperimentale è il progetto Petit, diviso in due capitoli e affidato a due compagnie storiche della danza italiana: un gioco coreografico in cui ogni scelta genera possibilità, ogni incontro lascia tracce, ogni movimento accade nel presente irripetibile della scena.

Ma LE DANZATRICI en plein air è molto più di un festival. È un processo che coinvolge la comunità, che apre spazi di partecipazione e ascolto. Con LE DANZATRICI_LAB, cittadini di tutte le età diventano parte attiva del percorso, tra pratiche coreografiche condivise e momenti di confronto che intrecciano arte, antropologia e società.

La città stessa diventa scena: dai chiostri agli spazi museali, dalle piazze ai vicoli del centro storico, ogni luogo si carica di nuovi significati. La danza entra nei luoghi della vita quotidiana, li attraversa e li trasforma, generando cortocircuiti tra passato e presente.

Non è un caso che tutto nasca dall’immagine antica delle “Danzatrici di Ruvo”, affresco che diventa simbolo e visione: corpi che tornano a muoversi, a raccontare, a unire tempi diversi. Da qui prende forma un’indagine profonda sull’archeologia del gesto, sulle memorie che abitano il corpo, sulle tracce invisibili che ci attraversano.

In un tempo segnato da fratture e conflitti, la danza si fa linguaggio capace di accogliere la complessità senza semplificarla. Un linguaggio gentile, ma potente, che invita a guardarsi, riconoscersi, incontrarsi.

LE DANZATRICI en plein air è questo: una chiamata collettiva, un rito contemporaneo, uno spazio in cui il corpo torna a essere luogo di identità, relazione e possibilità. Un’esperienza che non si limita a essere vista, ma che si attraversa. E che, una volta vissuta, continua a muoversi dentro.

Biglietti 
€6,00/serale €3,00/matinée 

info e prenotazioni telefoniche 
Elena Iosca
+39 379 239 3620- prenotazioni@compagniamenhir.it.

Daniele Milillo

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