
Quest’anno la Giornata internazionale di lotta della classe lavoratrice non vogliamo guardarla da sotto un palco, ma si costruisce insieme. L’appuntamento è per il 1° maggio in Piazza Madonnella, per una giornata che rifiuta i pacchetti preconfezionati e le definizioni edulcorate.
Non una “festa”, ma la chiamata alla lotta.
Rifiutiamo la narrazione che svuota questa data chiamandola genericamente «Festa del lavoro» per trasformarla in una ricorrenza pacifica o in una gita fuori porta. Per chi lavora, oggi, non c’è nulla da festeggiare: c’è da lottare. Rivendichiamo la necessità dell’unità d’azione contro il capitalismo e il sistema, sostenendo con forza i popoli oppressi da ogni forma di imperialismo.
Perché questa piazza?
Vogliamo unire le resistenze contro la precarietà, il lavoro povero e lo sfruttamento del lavoro dipendente, di cura e “autonomo”. Abbiamo immaginato questo pomeriggio come una fotografia in movimento della classe lavoratrice di oggi: uno scatto nitido, realizzato dai lavoratori e dalle lavoratrici stesse, senza mediatori, influencer o palchi istituzionali.
Il programma: orizzontale e partecipato
Per non sovrapporci ad altre manifestazioni mattutine, la giornata si concentrerà in un pomeriggio di confronto e socialità, senza inviti formali ma con tanti sorrisi entusiasti per chiunque arrivi con una chitarra, una Parmigiana o una teglia di patate, riso e cozze.
Il programma prevede vari momenti di condivisione:
• Ore 14:00 – Si comincia con il pranzo collettivo
• A seguire – Confronti e Racconti: Uno spazio aperto per intrecciare storie di classe e vertenze.
• Musica e Intrattenimento: sarà disponibile un “Angolo Artisti” con chitarre, tastiera e microfono. Chiunque potrà “condividersi” e suonare, portando il proprio contributo alla giornata.
Tutto da costruire. “L’1 maggio in piazza” è un invito alla partecipazione attiva e alla solidarietà internazionale. Non siamo spettatori, ma protagonisti di una giornata di lotta che si fa comunità.