
C’è un tempo dell’estate in cui la musica diventa racconto, i luoghi si trasformano in scenari d’emozione e le parole degli artisti si fanno esperienza condivisa. È il tempo di Festival Abbabula, che dal 26 giugno al 23 luglio torna a intrecciare suoni, visioni e storie con la sua 28ª edizione, confermandosi il più importante festival in Sardegna dedicato alla musica e alle parole d’autore.
Ad aprire il festival sarà un evento dal fascino speciale: il concerto di Daniele Silvestri nell’area archeologica di Turris Libisonis a Porto Torres, luogo di memoria e bellezza che inaugura simbolicamente un’edizione capace di unire, ancora una volta, grandi protagonisti della scena internazionale e preziose traiettorie di ricerca.
Ideato e realizzato da Le Ragazze Terribili — storica realtà culturale al femminile attiva da oltre 35 anni — Abbabula è molto più di un festival: è un progetto che fa della qualità artistica, della scoperta e della relazione con il territorio la propria cifra identitaria. Un laboratorio di visioni che da quasi tre decenni porta in Sardegna alcuni dei nomi più significativi della musica italiana e internazionale.
Tra Sassari, Sennori e Porto Torres, piazze, teatri e spazi di straordinario fascino diventeranno palcoscenici di un viaggio sonoro che attraversa generi, linguaggi e geografie musicali. Un cartellone che mescola maestria e sorpresa, grandi ritorni e nuove rivelazioni.
A introdurre il clima del festival, due anteprime che ne raccontano già l’anima aperta e trasversale: il 7 maggio l’ironia incontenibile di Fabio Celenza e il 9 maggio il carisma leggendario di Tony Hadley con la sua Fabulous TH Band.
Il programma è un mosaico di mondi sonori. C’è il virtuosismo di Eric Johnson, la profondità poetica di Daniele Silvestri, l’eleganza di Sergio Cammariere e Alberto Fortis; c’è l’irriverenza visionaria di Tony Pitony, l’energia magnetica dei Nu Genea, il groove cinematico de Il Mago del Gelato.
E poi il respiro internazionale delle contaminazioni di Zé Ibarra, tra tradizione brasiliana e jazz-pop sofisticato; le pulsazioni funk di The Funkin’ Machine; le suggestioni notturne di Napoli Segreta e il viaggio sonoro di Habibi Funk, che trasforma l’ascolto in esplorazione.
Accanto ai grandi ospiti, Abbabula continua a coltivare il dialogo con la scena sarda, valorizzando talenti e progettualità che raccontano il presente creativo dell’isola: Becciu, Alessandro Azara, Bianca Frau, Doc Sound, Dopos*le, Mad Dog, Vulika Rot, La Terapia e il live dei siciliani Santamarea, vincitori di Musicultura 2023.
Tra i momenti più originali e attesi, la produzione speciale di Abbabula 2026, “Senza Fine – omaggio a Ornella Vanoni”, con Francesca Corrias e la Disorchestra: un progetto che rinnova la vocazione del festival a produrre bellezza, non solo ospitarla.
Abbabula si distingue proprio per questo: non limitarsi a programmare concerti, ma costruire esperienze. Ogni artista è scelto come parte di un racconto più ampio, ogni luogo è pensato come spazio da abitare, ogni serata come incontro irripetibile. Come sottolinea la direttrice artistica Barbara Vargiu, la selezione del festival nasce da una ricerca meticolosa, dalla volontà di accostare grandi nomi a piccole meraviglie sonore, trasformando ogni edizione in un equilibrio prezioso tra eccellenza e scoperta.
Ed è questa visione ad aver fatto di Abbabula un appuntamento di riferimento, capace negli anni di intercettare il futuro, accogliere artisti poi diventati centrali nelle scene internazionali, e costruire un legame profondo con il pubblico.
Anche le istituzioni ne riconoscono il valore come motore culturale e territoriale: da Sassari a Porto Torres, fino a Sennori, il festival si conferma spazio condiviso di crescita, promozione e identità.
Più che una rassegna, Abbabula è un paesaggio culturale in movimento. Un luogo in cui la musica dialoga con la storia, i territori con il mondo, il presente con ciò che verrà.
E anche quest’anno promette di farlo con la forza delle grandi edizioni. Con il fascino delle notti d’estate. Con quella rara capacità di trasformare un concerto in memoria.
Daniele Milillo