
Se il nostro Guido Di Leone fosse stato presente, avrebbe apprezzato non poco il concerto del 10 aprile scorso al Duke Jazz Club di Bari, con il quintetto di Antonio Scannapieco e Pasquale Geremia. Una bella formazione particolarmente giovane che ha immediatamente captato l’attenzione del pubblico. I due leader, tromba (e flicorno) e sax tenore, sono stati affiancati e supportati da Guglielmo Santimone al pianoforte, Giulio Scianatico al contrabbasso e Angelo Gregorio alla batteria. A parte Scianatico, barese di nascita e ormai decollato verso alte mete, per gli altri quattro musicisti campani è stata la loro prima esibizione al Duke. Le aspettative nei loro confronti erano davvero alte, visto i riconoscimenti che ha ottenuto questo gruppo. Scannapieco, figlio d’arte, appartiene ad una famiglia di straordinari musicisti come il padre Tommaso (contrabbassista) e lo zio Daniele (sax tenore), più volte ospitati qui a Bari.

Trombettista salernitano classe 1999, Antonio Scannapieco è una delle figure emergenti del panorama jazzistico europeo. Il suo profilo artistico fonde una solida preparazione classica e jazz, costruita presso il Conservatorio “G. Martucci” di Salerno, con un’esperienza internazionale maturata durante un biennio vissuto a Parigi, città che ha contribuito a rifinire il suo linguaggio e la sua tecnica. Il 2024 vede il primo riconoscimento di rilievo con la vittoria del “Conad Jazz Contest” di Umbria Jazz con il gruppo “Scannapieco – Geremia 5et”. Il successo al festival perugino dà il via a un’intensa attività concertistica che lo vede protagonista in festival e club di rilievo, inclusa l’edizione di Umbria Jazz Winter. Nel 2025, il quintetto ottiene un ulteriore riconoscimento internazionale vincendo il premio “New Generation JazzLab” al festival DaJazz di St. Moritz, in Svizzera. In questa prestigiosa cornice, Antonio ha l’opportunità di esibirsi non solo con la propria formazione, ma anche al fianco di mentori d’eccezione e icone del jazz mondiale come Greg Hutchinson, Aaron Goldberg, Dario Deidda e Roberta Gambarini.

E sempre nel 2025 Scannapieco vince la 29a edizione del “Premio Internazionale Massimo Urbani” (il Presidente di Giuria era Max Ionata), di certo il più prestigioso riconoscimento dedicato ai giovani musicisti jazz, davanti ai nostri Vincenzo Di Gioia e Aldo Di Caterino. Questo riconoscimento gli ha consentito la produzione del suo primo album da solista, dal titolo “Introducing Antonio Scannapieco” e che è stato presentato dal vivo. Nonostante la giovanissima età, può vantare collaborazioni di altissimo livello con Mario Biondi, i fratelli Deidda, Flavio Boltro e Fabrizio Bosso, Luca Mannutza, Lorenzo Tucci, Gege Telesforo. Come membro stabile della Big Band di Salerno, ha condiviso il palco con ospiti internazionali del calibro di Danilo Rea, NY Voices e Anthony Strong. La sua versatilità lo ha portato a esibirsi in contesti istituzionali di caratura mondiale, come l’Opéra de Monte-Carlo con la Big Band di Salerno, l’Orchestra “Giuseppe Verdi” di Salerno. Preziosa anche la collaborazione con i Dirotta su Cuba, con cui si esibisce in diversi festival jazz italiani. È stato inoltre ospite nei concerti di Stefano Di Battista al “Duc De Lombards” di Parigi e di Rachel Z e Omar Hakim al festival jazz di Pompei.

Pasquale Geremia, classe 2002, è un sassofonista tenore campano tra le voci emergenti della nuova generazione del jazz italiano. Si forma inizialmente nello studio del sassofono classico fino ai diciotto anni, distinguendosi con il primo premio in diversi concorsi internazionali. Seguirà nel 2020 il percorso accademico presso il Conservatorio Statale di Musica “G. Martucci” di Salerno, sotto la guida del sassofonista Daniele Scannapieco. Fondamentale per la sua formazione è stato l’incontro con la tradizione bebop attraverso due masterclass con Barry Harris. La sua attività si sviluppa principalmente in ambito live, tra progetti originali e collaborazioni. Terminato il percorso accademico si trasferisce anche lui a Parigi, entrando in contatto con la vivace scena jazzistica della città e avviando, insieme ad Antonio Scannapieco, il progetto Scannapieco/Geremia 5et. Anche lui può vantare prestigiose collaborazioni con Greg Hutchinson, Aaron Goldberg, Dario Deidda e Roberta Gambarini, Sandro Deidda, Dario Deidda, Alfonso Deidda, Marc Abrams. Omar Hakim e Rachel Z.

Guglielmo Santimone, è pianista, compositore, arrangiatore. Nato a Salerno nel 2001, inizia gli studi classici all’età di tredici anni e successivamente si appassiona al jazz. Nel 2018 viene inserito nell’Orchestra Regionale Jazz Ensemble Campania. Perfeziona i suoi studi presso l’Accademia Siena Jazz, dove si laurea a pieni voti e menzione d’onore. Numerose le sue esperienze concertistiche, sia da solista che in gruppi musicali in occasione di festival, concorsi e seminari. Vincitore di vari concorsi internazionali, affianca all’amore per il jazz anche la passione per la composizione. Il 26 gennaio 2020 pubblica il suo primo album di debutto “UniSono” affiancato da grandi maestri della scena musicale jazzistica internazionale. Il 9 maggio 2020 pubblica una sua composizione dal titolo “Psychic Warrior” che viene registrato a distanza nel periodo del Covid. Il brano raccoglie i consensi della rivista Jazz Prime evidenziando Guglielmo Santimone tra i giovani talenti del jazz. Con il suo Trio ha pubblicato l’album “Qui e Ora” nel 2024. Attualmente fa parte del corpo docente dell’Accademia Siena Jazz. Anche per lui ottime collaborazioni con Julian Oliver Mazzariello, Rita Marcotulli, Nico Gori, Dario Deidda, Sandro Deidda, Andy Sheppard, Alessandro Lanzoni, Maurizio Giammarco, Alfonso Santimone, Furio Di Castri, Roberta Gambarini, Stefano Tamborrino, Francesco Fratini, Silvia Bolognesi, Ferruccio Spinetti, Fulvio Sigurtà, Fabrizio Sferra, Greg Hutchinson, Aaron Goldberg, Maurizio Urbani, Gerald Clayton, Shai Maestro, Ambrose Akinmusire, Kendrick Scott e tanti altri.

Angelo Gregorio, nato a Capaccio nel 2001, si approccia alla batteria già all’età di 3 anni e successivamente inizia gli studi seguito dal padre, affermato professionista dello strumento, continuando poi nel prestigioso conservatorio Giuseppe Martucci di Salerno. All’età di 21 anni si esibisce e Collabora in vari concerti con artisti affermati tra cui: Daniele Scannapieco, Tommaso Scannapieco, Giovanni Amato, Dario Deidda, Sandro Deidda, Alfonso Deidda, Piero Odorici, Aldo Zunino. Simona Bencini.

Giulio Scianatico, giovanissimo contrabbassista barese (romano di adozione), ha iniziato a studiare alla Scuola di Musica del Pentagramma, diplomandosi poi al Conservatorio Nicolò Piccinni di Bari, e specializzandosi all’Università Siena Jazz in contrabbasso jazz. Per alcuni anni ha continuato la sua formazione in Olanda, al Conservatorium van Amsterdam. Membro anche del gruppo “Wasted Generation” che ha già diverse esibizioni in prestigiosi festival in Italia e all’estero. Ha partecipato a numerosi workshop tra cui quelli presso il Berklee College of Music di Boston e presso la Collective School di New York. Grazie all’esperienza americana Scianatico ha avuto modo di confrontarsi e studiare con musicisti di fama mondiale tra cui Doug Weiss, Aaron Goldberg, Kurt Rosenwinkel e tanti altri. Vanta collaborazioni con vari jazzisti americani. Attualmente impegnato in tour anche con Gegè Telesforo.

Quasi tutti i brani dell’Album sono stati eseguiti dal vivo. Tutte le composizioni sono di Antonio Scannapieco, a parte “Morningless” di Pasquale Geremia e “Red house street” che porta la firma di Scannapieco, Geremia e Angelo Gregorio. Tra l’altro, il brano “Dedicated to M”, particolarmente lirico, è uno dei brani con cui hanno partecipato al “Conad Jazz Contest” di Umbria Jazz 2024, mentre il brano “Wayne” è un chiaro omaggio a grande Shorter. Rispetto alla durata dei brani dell’Album, i tempi si sono raddoppiati, segno evidente che a questi musicisti piace spaziare ed improvvisare. Tutti e cinque hanno mostrato una padronanza dei propri strumenti, una capacità di improvvisazione e di dialogare tra loro.

Il momento clou della serata è stato quando ai magnifici cinque sono stati invitati ad aggregarsi anche Vincenzo Di Gioia e Alberto Di Leone. A questo punto il clima è diventato incandescente, con l’esecuzione due standard (“Lester Leaps In” di Lester Young e “Recorda Me” di Joe Henderson). Per il bis, senza ospiti, un omaggio al grande trombettista Roy Hargrove, scomparso troppo presto.

Questo bel finale, con tanti giovani sul palco, mi ha ricordato “una bellissima doppia pubblicazione discografica del 1983: “Young Lions”, che riproduce un Concerto registrato al Kool Jazz Festival il 30 giugno 1982, “Played By Seventeen Exceptional Young Musicians”, tra cui Chico Freeman, Bobby McFerrin, Wynton Marsalis, Antony Davis e tanti altri, e che voleva proporre la freschezza giovanile del Jazz. Davvero una serata unica.
Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro