Con “La Signora delle Camelie” al Teatro Fontana di Milano, Giovanni Ortoleva smonta il mito dell’amore romantico

Dal 16 al 19 aprile, La signora delle Camelie torna in scena come un’esperienza intensa e necessaria: il capitolo conclusivo della trilogia con cui Giovanni Ortoleva attraversa e mette in crisi i grandi miti dell’amore romantico.

Dopo il debutto in prima nazionale del novembre 2025, lo spettacolo – liberamente ispirato al romanzo di Alexandre Dumas figlio – si impone non come una rilettura, ma come uno scavo profondo. Una discesa dentro una storia che tutti crediamo di conoscere, e che invece, qui, si rivela nella sua forma più nuda e scomoda.

Perché La dame aux camélias non è solo il racconto di un amore impossibile. È un testo attraversato da una violenza sociale lucidissima, capace di generare uno degli archetipi femminili più potenti dell’Ottocento e di contaminare, nei secoli, teatro, opera, danza e cinema. Eppure, sotto la stratificazione romantica che il tempo ha costruito, resta una verità brutale: quella di una donna sacrificata, osservata, consumata.

Ortoleva parte proprio da questa frattura. Smonta il mito, ne scrosta l’estetica sentimentale e riporta al centro la sua natura più feroce. In scena, la vicenda di Marguerite Gautier si trasforma in una cronaca impietosa di un omicidio sociale, dove il romanticismo si rivela per ciò che è: una copertura, un alibi.

Il risultato è uno spettacolo sospeso tra Ottocento e presente, in cui la tensione emotiva convive con uno sguardo lucido e contemporaneo. Accanto alla grazia e alla disperazione dell’eroina, emergono il voyeurismo, il moralismo e le ossessioni di una società che continua a esercitare il proprio potere sul corpo femminile. Una società che guarda, giudica, consuma.

Ed è proprio questo sguardo – insistente, vorace, mai sazio – il cuore pulsante della messinscena. Un bisogno di vedere tutto, di possedere tutto, che attraversa il testo di Dumas e arriva fino a noi, intatto. Fino a trasformare ogni cosa, persino la morte, in spettacolo.

Nel chiudere il suo percorso sui miti dell’amore romantico – dopo Lancillotto e La dodicesima notte di William Shakespeare – Ortoleva sceglie dunque un testo che non concede tregua. Una parabola feroce, attraversata da misoginia, classismo e patriarcato, che già Roland Barthes aveva intuito come potenziale detonatore di critica sociale.

E nel confrontarsi con questo classico, il regista sceglie una strada radicale: non fare sconti. Né all’autore, né a sé stesso, né allo spettatore. Così la distanza storica si assottiglia, il racconto scivola sempre più vicino, fino a diventare uno specchio.

Uno spettacolo che non consola, ma interroga. Che non abbellisce, ma espone.
E che, proprio per questo, continua a colpirci – forse più di quanto vorremmo.

AL CUORE con Stratagemmi Sottobanco

Dopo lo spettacolo, la riflessione continua.

LOVE IS A LIE: LA TRAVIATA
17 aprile – post show

Un talk che scava sotto la superficie del melodramma per interrogare uno dei miti più celebri dell’amore romantico: La traviata di Giuseppe Verdi.

Cosa resta, quando si dissolve il sentimentalismo?
Emergono le tensioni di una società voyeuristica e moralista, che trasforma il corpo femminile in luogo di proiezione, controllo e consumo.

Con il cast dello spettacolo e Stratagemmi Sottobanco, per un momento di confronto tra approfondimento e convivialità.

Informazioni

Orari
Giovedì e venerdì ore 20.30
Sabato ore 19.30
Domenica ore 16.00

Prezzi
Intero 25 €
Under 30 18 €
Over 65 / Under 14 12 €
Giovedì sera 22 €
Convenzioni 20 €
Scuole di teatro 12 €
Prevendita e prenotazione 1 €

Info e prenotazioni
+39 02 69015733
biglietteria@teatrofontana.it
www.vivaticket.com.

Daniele Milillo

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