L’inarrestabile carica emotiva della voce e del violoncello di un’artista unica al mondo: l’“Alamar World Tour” di Ana Carla Maza fa tappa a Mola di Bari in esclusiva per il Sud Italia e conquista i cuori del pubblico dell’Agìmus

Con il suo “Alamar World Tour”, la giovane cantante e violoncellista cubana Ana Carla Maza ha fatto tappa in esclusiva per il sud Italia a Mola di Bari, al Teatro Niccolò Van Westerhout per presentare il suo nuovo album “Alamar”, pubblicato solo pochi giorni prima.  Non è la prima volta che questa giovanissima musicista (classe 1995) si esibisce dalle nostre parti. Meno di tre anni fa, ad agosto 2023 qualcuno ha avuto modo di ascoltala al Minareto della Selva di Fasano per il Festival di “Bari in Jazz”. Forse allora era semi sconosciuta, ma in questi ultimi anni ha avuto modo di farsi conoscere e apprezzare dal grande pubblico. E anche in questa occasione (come nella precedente), è riuscita ad entusiasmare tutti i presenti in un teatro gremito all’inverosimile, con la sua voce, la sua tecnica, ma soprattutto per la sua allegria, la sua forza, la sua comunicativa, la sua simpatia senza pari. Ad organizzare l’evento, questa volta, l’Associazione Musicale “Agìmus”, diretta da Piero Rotolo. Dopo Padova e Roma, Mola di Bari è la terza data di questo tour che porterà la violoncellista ad esibirsi sui palchi di tutto il mondo.

Ana Carla Maza è nata Guanabacoa, un sobborgo de L’’Avana, legato alle radici afro-cubane,il 14 giugno 1995. E’ una violoncellista, cantante, compositore e produttore jazz cubana, con un padre pianista cileno di musica tradizionale latino americana, Carlos Maza, e una madre chitarrista cubana, Mirza Sierra, in una famiglia di musicisti, l’attività musicale dei figli (anche la sorella è violinista) è stata “imposta”. Su questo Ana Carla ha scherzato con il pubblico raccontato che i suoi genitori non avrebbero mai accettato studi in legge o medicina. Inoltre, la casualità di condividere il giorno del compleanno con quello di Che Guevara è stato visto in famiglia come un segno premonitore per una carriera da perseguire con determinazione.

All’età di 5 anni, ha iniziato a suonare il pianoforte, ricevendo lezioni dalla sorella del pianista Chucho Valdés. I suoi genitori fondarono una scuola di musica. Lì, scoprì la rumba e i ritmi latini e caraibici. Iniziò a suonare il violoncello all’età di 8 anni e fece il suo debutto sul palco all’Avana quando aveva appena 10 anni. Successivamente, nel 2007, la sua famiglia lasciò Cuba per trasferirsi in Spagna.

A 13 anni, è stata coinvolta nei progetti musicali professionali del padre. Ha suonato in due registrazioni da lui pubblicate nel 2010, Carlos Maza en Familia e Quererte . Ha partecipato ai suoi primi concorsi musicali, ha eseguito opere di Pyotr Ilyich Tchaikovsky e Camille Saint-Saëns ed è stata solista in un’orchestra sinfonica. Ha iniziato a cantare mentre studiava il violoncello.

Nel 2012 si è trasferita a Parigi per studiare al Conservatorio di Parigi . Ha continuato i suoi studi musicali al Pôle supérieur d’enseignement artistique Paris Boulogne-Billancourt (PSPBB), parte dell’Università della Sorbona, e poi ha intrapreso una carriera da solista, esibendosi in tutta Europa. La sua è impostazione classica gli ha dato profondità e disciplina, ma le continue ripetizioni, audizioni, composizioni, le otto ore giornaliere di prove le ha vissute un po’ come un “prepararsi alle olimpiadi”, ed alla fine ha intrapreso la sua strada molto personale, senza rinnegare il suo passato. Durante questo periodo, ha incontrato il violoncellista francese Vincent Ségal, che l’ha incoraggiata a perseguire la sua strada.

Nel 2018 ha pubblicato il suo primo album  “Alma”, ispirato alle tradizioni musicali della sua infanzia, dalla bossa nova brasiliana all’habanera cubana, e incorporando un vocabolario musicale più ampio. Nel 2020 ha pubblicato *La Flor*. Entrambi gli album incorporano ritmi latini, melodie pop, armonie jazz e tecniche classiche. Un nuovo album, *Bahía*, è stato pubblicato a Febbraio 2022: una fusione di violoncello classico e voce, che attinge anche ai ritmi cubani, samba, bossa nova, tango, jazz e alla chanson francese. Nel 2023 è stato prodotto il quarto album in studio, “Caribe”, registrato con un sestetto, per arrivare al 2026 ad “Alamar”.

Il concerto è stato per tutti un invito ad effettuare un viaggio immaginario in America Latina, con tutti i suoi ritmi caraibici, dal merengue, alla salsa, al tango, al reggae. Con la sua voce intonata, una padronanza dello strumento e una capacità direi quasi teatrale, ha affascinato e trasportato tutti, in una serata davvero straordinaria. Non sono stai eseguiti solo brani dell’ultima produzione discografica, ma ha attinto a piene mani dal suo ricco repertorio.

Abbiamo così potuto ascoltare brani come “Las primaveras”, “Bahia (de L’Habana)”, “Caribe”, “Astor Piazzolla” (ovviamente a lui dedicato), un gustoso “Cha Cha Cha”, “Habanera”, Per concludere il concerto, due brani pieni di allegria come “A tomar cafè” e “Cumbia del tiempo”. Il brano (e l’Album) “Alamar” racconta la storia della sua famiglia nel quartiere di Alamar (L’Avana), all’interno del “Edificio de los Chilenos”, luogo simbolico dell’esilio cileno dopo il 1973 che aveva accolto bambini e famiglie, e dove si sono conosciuti i suoi genitori (il padre esiliato cileno che si innamora di una cubana).

“Habanera” invece racconta il ritmo del mar, della nostalgia, della melanconia di un viaggio della sua bisnonna che arrivava dalla Spagna dopo un viaggio di tre mesi. E introducendo “Caribe”, non è mancato il suo pensiero a Cuba, che oggi vive un momento drammatico, ma anche quando manca la corrente in tutto il paese, la popolazione riesce sempre a mantenere il sorriso perchè Cuba è la patria della gioia, dell’allegria, dell’amore e della gioia di vivere.

E non sono mancati riferimenti al reggae, alla Repubblica Dominicana e anche ai ritmi della popolazione Quechua (con il brano Huayno), originaria di quella zona delle Ande che collega Peru, Bolivia, e le regioni settentrionali di Argentina e Cile. Un progetto in cui jazz, musica latina e canzone si intrecciano in uno spettacolo molto personale, con l’utilizzo di più lingue: lo spagnolo, il francese, il portoghese e l’inglese.

Non ha lesinato apprezzamenti verso il piccolo Teatro Van Westerhout, alla cittadina di Mola di Bari che, con il suo lungomare, le ha ricordato il suo paese di origine definendola una “piccola Habana”. Un’artista straordinaria, che ha saputo coinvolgere il pubblico con tutte le sue qualità e la sua simpatia. E per i più tenaci, a spettacolo ormai concluso, un’incursione in platea per le foto di rito. Grazie all’Associazione Agìmus e al Direttore Piero Rotolo per averci dato la possibilità di partecipare ad un evento davvero straordinario. Di questa giovanissima artista, poco più che trentenne, ne sentiremo parlare molto a lungo. Una vera forza della natura.

Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro

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