
Voce incredibile e un carisma da diva, Emma Smith al Teatro Forma di Bari ha regalato momenti d’estasi swing, per la rassegna “Soundscapes” dell’Associazione “Nel gioco del jazz”.
Londinese, figlia d’arte, genitori musicisti e un nonno trombonista che le ha fatto da ispiratore e mentore che girava sempre in tour al fianco di Frank Sinatra e Barbara Streisand, durante la serata ha dichiarato che il suo rammarico è che il quella fantasmagorica famiglia abituata a frequentare il jazz, nessuno sapesse cucinare.
Figlia d’arte insomma che ha affinato il gusto nel salotto di casa e il talento studiando nelle più prestigiose scuole inglesi per realizzare il suo sogno jazz.
Attualmente è di sicuro una delle voci più apprezzate sui palcoscenici mondiali, tanto da aver prestato il suo talento alla colonna sonora di 007 in James bond: You only live twice. E per una che ha pubblicato il suo primo album da solista, “Meshuga Baby”, nel 2022, è dimostrazione di una stoffa davvero da fuoriclasse.

Insomma un serata brillante grazie non solo alle capacità canore e allo swing innato, ma anche alla simpatia loquace della Smith, non a caso per quattro anni conduttrice radiofonica su BBC Radio 3, insieme alla mostruosa bravura del trio di musicisti londinesi al seguito.
Il concerto è stata l’occasione per la presentazione dell’ultimo suo album Bitter Orange, e per fare un excursus tra le sue produzioni precedenti e la sua formazione artistica. Ha disegnato una carrellata tra brani composti da lei stessa, pezzi vintage e grandi reinterpretazioni da Ella Fitzerald a George Michael, passando per l’immancabile Frank Sinatra.
Il pretesto narrativo la Smith lo ha preso dall’uggiosa serata di questo venerdì per tracciare un viaggio da Bari a Londra, cercando di riproporre, attraverso la musica e le parole la sadness, il clima, le strade, la gente londinese e questo mood swing con il pezzo London Pride, che ha trasformato il teatro forma in un perfetto jazz club.

Voce potente e versatile e personalità da artista consapevole non solo delle sue doti canore, ma anche della sua presenza scenica con I’m the greatest star , ha conquistato il pubblico ammaliando con la sua voce suadente e la sua teatralità.
Impeccabile in Night and day, emozionante nella versione essenziale e raffinata di Faith di George Michael, ha toccato vette di vera poesia con una apprezzatissima citazione di West side story di Leonard Bernstein.
Al netto del notevole talento della Smith c’è da dire che la compagine di musicisti londinesi al suo seguito ha fatto decisamente bene la sua parte con pianoforte, contrabbasso e batteria protagonisti eccezionali di assoli da togliere il fiato.
Una serata di grande jazz, insomma, conclusasi con l’entusiasmo di un instancabile applauso e l’omaggio di un pezzo finale.
Alma Tigre
Foto dalla pagina Facebook dell’Associazione