
Dopo il successo della mostra dedicata all’arte presepiale che ha accolto oltre 11 mila visitatori, la Fondazione Teatro Petruzzelli torna ad aprire alla cittadinanza le porte dello storico Palazzo San Michele di Bari con una nuova esposizione intitolata “La Settimana Santa. Tra manufatti e musica, la fede popolare nel Meridione d’Italia, dal Seicento a oggi”.
La mostra allestita a Palazzo San Michele, in Strada San Benedetto 15, a Bari Vecchia, sarà visitabile dal martedì alla domenica, dalle 18.00 alle 21.00, a partire da giovedì 2 aprile, fino a giovedì 14 maggio. Giorno di chiusura il lunedì.
La mostra ha vissuto una inaugurazione di prestigio ieri, giovedì 2 aprile, allorquando il Sovrintendente della Fondazione Teatro Petruzzelli Nazzareno Carusi ha aperto ufficialmente l’esposizione sulle note dell’Orchestra di Ottoni della Fondazione Teatro Petruzzelli, composta da Alessio Puglisi, Massimiliano Campoli (trombe), Bartolomeo Mercadante, Francesco Tritto (tromboni), con un programma che ha annoverato Effero, Marcia Funebre di Francesco Tritto, La Generositè di George Philipp Telemann, Pavane di Gaspar Sanz. Il Sovrintendente, nella sua presentazione, si è soffermato in particolare sul primo brano, Effero, Marcia funebre, una composizione di Francesco Tritto, tra i componenti del quartetto, che ha introdotto gli spettatori all’ascolto, e che è una testimonianza dell’importanza del passato accanto al presente: come la composizione di Tritto è il risultato della conoscenza della musica del passato e ha quindi alle spalle uno studio approfondito di opere dei secoli scorsi, così il prezioso ambiente di palazzo San Michele ospita in questi giorni opere di autori contemporanei accanto ad altre antiche, a partire dal XVII secolo. Tra queste spicca la Testa del Cristo della sala Nervi, opera in bronzo realizzata da Pericle Fazzini.
Il percorso espositivo, ad ingresso gratuito, a cura di Attilio Canta, presidente del Gruppo Presepisti San Nicola, propone una esperienza immersiva dedicata all’iconografia della Settimana Santa che si declina in ben 100 opere d’arte antiche e contemporanee.
Il pubblico potrà ammirare una preziosa selezione di opere antiche e contemporanee che ripercorre la sacralità e la teatralità dei riti religiosi dell’Italia meridionale. Il Percorso, attraverso l’iconografia spesso tetra e cruenta della morte e del dolore, preparava al Mistero della Resurrezione. Un espediente teatrale usato sapientemente, in passato, per avvicinare anche i fedeli meno scolarizzati ai racconti evangelici della Passione di Cristo.
Coprotagonista del percorso la selezione musicale dedicata alla storia significativa e ricca di suggestione delle “bande” nell’Italia meridionale, con la rilevanza del loro suono e del loro colore, all’interno di una tradizione scritta e colta. Quel linguaggio bandistico del Mezzogiorno che irrompe con forza anche in teatro, nell’orchestra del melodramma ottocentesco, spesso per merito di musicisti pugliesi, con particolare riferimento alla tradizione musicale della Settimana Santa.

Le opere selezionate con cura sono state concesse a titolo gratuito da istituzioni religiose e museali pugliesi, artisti contemporanei attivi nel panorama internazionale dell’arte sacra, collezioni privati.
Dai crocifissi d’epoca, oggetti sacri ed iconici, densi del pathos che contraddistingue questo particolare periodo dell’anno, ai diorami pasquali che raffigurano le scene della Passione, della Morte e della Resurrezione, realizzati da valenti maestri attivi nel panorama dell’arte presepiale italiana e internazionale. Dalle Madonne Addolorate, ai Misteri, protagonisti delle processioni e oggetto di una devozione profonda ed antica che sopravvive anche in tempi moderni. Senza dimenticare le raffigurazioni delle Crocifissioni e delle Deposizioni e gli strumenti delle Confraternite, antiche istituzioni custodi delle tradizioni della nostra terra.
Di particolare pregio le rare bottiglie del XIX secolo, nelle quali gli artisti, con pazienza certosina, riproducevano scene e simboli della Passione introducendo il tutto dalla stretta imboccatura.
Tra le Opere più rilevanti gli antichi manufatti in cartapesta di artisti del calibro di Nicola De Pandis e Achille De Luchezi, le sculture in legno di Filippo Angelo Altieri di Altamura e Vincenzo Mussner di Ortisei, i bronzi di Pericle Fazzini e Amerigo Tot, nonché una stauroteca contenete una reliquia della Santa Croce.
Una menzione a parte merita la sezione dedicata ai bozzetti originali in terracotta dei progetti che hanno portato alla realizzazione dei 52 quadri per la famosa processione dell’associazione I Misteri di Valenzano.

Palazzo San Michele ospiterà a conclusione del percorso espositivo una conferenza moderata dal maestro Nazzareno Carusi, sovrintendente della Fondazione Teatro Petruzzelli e dal musicologo di fama internazionale Dinko Fabris, che vedrà come relatori l’Architetto Attilio Canta, curatore della mostra e presidente del Gruppo Presepisti San Nicola e della professoressa Annamaria Bonsante, docente di Storia della Musica del Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari e di Drammaturgia Musicale al Dams dell’Università degli Studi di Bari.
Il percorso proporrà opere provenienti:
dall’Arciconfraternita della Chiesa di San Michele (Bari vecchia),
dal Museo Diocesano di Bisceglie,
dal Museo Senatore Vito Rosa della Parrocchia di Santa Croce (Bari), dall’Oasi Santa Maria (Cassano delle Murge),
dalla Parrocchia di San Nicola di Bari (Adelfia),
dall’Associazione I Misteri di Valenzano,
dalla Parrocchia di San Ferdinando (Bari),
dall’Opera Pia Arciconfraternita del Carmine (Bari).
Opere realizzate dagli artisti Attilio Canta (Bari), Enzo Bonsante (Bari), Francesca Lisi (Palo del Colle), Giovanni Chiechi (Adelfia), Roberto Ninni (Adelfia), Cosimo Del Giudice (Crispiano), Giacinto Gentile (Massafra), Francesco Montagna (Bari), Giovanni Parisi (Trani), Vito Antonio Romanelli (Bari), Michele Genga (Statte), Giuseppe Potenzieri Pace (Palo del Colle) e dalle collezioni di Antonia Angelini (Bari) Antonio Barberini (Bari), Nicola Patruno (Adelfia), Sbisà Polizio (Bari), Donato Monte (Triggiano), Angela Vernia (Bari), Vincenzo Cenerino (Bari).
Camilla Zonno
Foto di Clarissa Lapolla