L’ultimo regalo di Guido Di Leone al suo pubblico: “Promenade”, l’album con Dario Deidda e Joey Baron (e Francesca Leone)

Promenade è l’ultima produzione discografica di Guido Di Leone, pubblicata postuma dall’etichetta Abeat Records il 2 marzo 2026. E’ un racconto (perché di questo si tratta) registrato presso il Mast Recording studio di Bari il 27 maggio 2025, con un trio davvero straordinario, composto, oltre al caro Guido, dal bassista Dario Deidda e dal batterista americano Joey Baron. Un trio che in quei giorni si era incontrato a Bari per un concerto inserito nella rassegna “Music loves 2025” organizzato dall’Associazione “Nel Gioco del Jazz”. Ospite, ma solo per un brano dell’Album, la cantante Francesca Leone.

Non appena disponibile, alla prima occasione ho acquistato il CD, e ho aspettato qualche giorno per ascoltarlo. Non avevo fretta di ascoltarlo. Volevo solo gustare il sound di questi tre splendidi musicisti, che ho sempre apprezzato. Alla fine mi sono acomodato sul divano, di fronte al mio impianto stereo, e premuto il pulsante play. Devo ammettere che l’emozione è stata grande, come se quel suono mi avesse riportato indietro nel tempo; non chissà quanto tempo indietro, ma solo di qualche mese, quando era facile, frequentare il Duke Jazz Club, in occasione di grandi concerti con musicisti ospiti, e avere il piacere di ascoltare uno/due brani insieme al nostro Guido.

Di Guido Di Leone ne ho sempre parlato bene. Tutti gli volevamo bene per tante cose: per la sua musica, la sua umanità, la sua gentilezza. Quello che è riuscito a realizzare con il Pentagramma e successivamente con il Duke Jazz Club merita l’attenzione dell’intera nostra città. Non è un’esperienza come tante altre, ma è diventata un’eccellenza a livello nazionale, andando ben oltre i confini. A ottobre, solo venti giorni prima la sua improvvisa dipartita, avevamo finito di festeggiare i quartant’anni della Scuola di musica del Pentagramma, avviata quando aveva poco più di vent’anni, che ha aggregato tantissimi musicisti suoi coetanei e formando una fiume di giovani leve che ha avuto la capacità di considerarli tutti figli suoi. Davvero una famiglia molto allargata.

E’ stato identificato nell’area del “Modern Mainstream”, ha sempre avuto come riferimento le figure di chitarristi del calibro di Wes Mongomery e Jim Hall, a cui ha dedicato il suo primo album, “All for Hall”, del 1991.

Dario Deidda è nato e scresciuto in una famiglia di musicisti, a sei anni inizia a studiare pianoforte insieme al padre e ai fratelli per poi appassionarsi alla batteria ed infine al basso elettrico. A tredici anni si iscrive al Conservatorio Giuseppe Martucci di Salerno al corso di contrabbasso classico dove oggi è docente.

Dopo aver conseguito il diploma svolge alcune attività in studio di registrazione collaborando con Sonora Art Quartet, con il progetto Deidda Brothers, la Salerno Liberty Cirty Band, il Trycicle, i Cuban Stories (assieme al fratello Alfonso) e al fianco del percussionista Ernesttico Rodriguez. Altra formazione con cui si esibisce sono i “Pure Funk Live” di Gegè Telesforo e nei tour in Italia con Carl Anderson.

Predilige il jazz, ma si avvicina però anche ad altri generi più popolari che lo portano a suonare tra gli altri anche con Pino Daniele nel 1999 e con Fiorella Mannoia dal 2003 al 2007. Oltre a progetti personali, ha avuto modo di esibirsi con il Kurt Rosenwinkel Standars Trio e Quintet, insieme al chitarrista Mark Turner e al batterista Marcus Gilmore. Grazie anche alla vittoria per otto volte consecutive del riconoscimento come miglior bassista italiano al Jazzit Award, è considerato uno dei migliori bassisti italiani nel mondo

Joey Baron è nato nel 1955 a Richmond, in Virginia. E’ un batterista statunitense noto soprattutto per la sua attività nel jazz d’avanguardia con Bill Frisell e John Zorn. Dopo il liceo, ha trascorso un anno al Berklee College of Music. Si è trasferito a Los Angeles all’inizio degli anni ’70 e ha intrapreso una carriera professionale, suonando con Carmen McRae e Al Jarreau . Ha lavorato come batterista freelance e musicista di sessione con Chet Baker , Stan Getz , Dizzy Gillespie e Hampton Hawes

Nel 1982 si è trasferito a New York, suonando con il chitarrista Bill Frisell , con il quale avrebbe inciso spesso nel corso della sua carriera. Ha suonato anche in gruppi con Fred Hersch, Enrico Pieranunzi e Marc Johnson. A partire dalla fine degli anni ’80, divenne parte integrante della scena jazz d’avanguardia entrando in sala di registrazione con tantissimi musicisti quali Joe Lovano, Laurie Anderson, Marc Johnson, Fred Hersch, Dave Douglas,  e iniziò una lunga collaborazione con John Zorn con il quale ha inciso una cinquantina di Album. Tra gli italiani, è stata feconda anche la collaborazione con Enrico Pieranunzi, con il quale ha inciso otto Album. Se posso esprimere un mio giudizio sul suo modo di suonare la batteria, è dotato un ritmo impeccabile, un’eleganza senza pari e un tocco delicatissimo che lo contraddistingue dagli altri suoi colleghi

L’album “Promenade” si compone di 10 brani, la metà dei quali scaturiti dalla penna di Guido Di Leone. E proprio questo aspetto a sottolineare la sua fervida capacità creativa che lo ha sempre contraddistinto. Il brano di apertura, “Bel Bottom”, si apre con un tempo cadenzato dal tocco delicatissimo di Baron e dal basso di Deidda che introducono Guido Di Leone. Immediatamente si torna indietro nel tempo, e sembra quasi voler riportare indietro Guido, andato via ormai quattro mesi fa. Le sue composizioni risultano fresche, mai monotone e mai ripetitive. A seguire, un brano dedicato a Dario Deidda (Groove Dario), e un “Boogie Joey”, che ricordo di averlo ascoltato anche dal vivo in uno dei suoi ultimi concerti, ed ovviamente dedicato al grandissimo Joey Baron.

Altre due composizioni portano la firma di Guido Di Leone: il brano “Vanette” e “Dream waltz”. Gli altri cinque brani invece, hanno origini più disparate, dall’immancabile tributo alla musica brasiliana, con il brano “Ligia” di Antonio Carlos Jobim, e “Cancao do Amanhecer”, di Edu Lobo e Vinicius De Moraes, interpretato magistralmente da Francesca Leone alla voce.

Altri due brani sono un omaggio alle musiche da film, con “Love Theme from Romeo and Juliet” di Nino Rota e “Tea for two”, una canzone scritta da Vincent Youmas nel 1925 per il musical “No, no, Nanette”, che diventerà un film con Doris Day nel 1950. E l’ultimo brano, che chiude l’album, è un omaggio a Jimmy Hall, con il brano “Slam”.

Un disco bellissimo, elegante, allegro, che mette in evidenza le capacità artistiche dei tre musicisti (più Francesca Leone). Magari un bel pensiero per la prossima festa del papà. Grazie Guido. Un motivo in più per rimanere nei nostri cuori.

Gaetano de Gennaro
Le foto di Gaetano de Gennaro
e di Franco De Lucia (ove non specificato)

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1 commento su “L’ultimo regalo di Guido Di Leone al suo pubblico: “Promenade”, l’album con Dario Deidda e Joey Baron (e Francesca Leone)

  1. Pietro Balta Rispondi

    Che interessante descrizione dei brani e degli artisti. Vien voglia di ascoltarli.

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