Il Quartetto di Pietro Ciancaglini conquista il Duke Jazz Club di Bari con il live dell’album “Consecutio”

Un’altra bella serata al Duke Jazz Club di Bari con il quartetto del bassista e contrabbassista romano Pietro Ciancaglini, ben supportato da Bruno Montrone al pianoforte e Giovanni Scasciamacchia alla batteria. E a completre il gruppo, la cantante Chiara Orlando.

Pietro Ciancaglini, bassista elettrico, contrabbassista, compositore e didatta, è diplomato in Contrabbasso presso il Conservatorio “L.Refice” di Frosinone e in Discipline Musicali, indirizzo interpretativo-compositivo/Jazz presso il Conservatorio “L. Perosi” di Campobasso. Ha collaborato, tra gli altri, con Marcello Rosa, Ettore Fioravanti, Pietro Tonolo, Roberto Gatto, Maurizio Giammarco, Rosario Giuliani, Nicola Stilo, Rita Marcotulli, Franco D’Andrea, Enrico Pieranunzi, Ada Montellanico, Enrico Rava, Paolo Fresu, Fabrizio Bosso, Flavio Boltro, Javier Girotto, Dado Moroni, Emanuele Cisi, Francesco Cafiso, Antonio Faraò, Steve Grossmann, George Garzone, George Cables, Joe Chambers, Eliot Zigmund, Bill Smith, Lee Konitz, Gil Goldstein, Toninho Horta, Michèle Hendricks, Joanne Brackeen, Mark Turner, Randy Brecker, Greg Osby, Bob Mintzer, Peter Bernstein, Alex Sipiagin, Nasheet Waits, Kevin Hays, David Kikoski, Ferenc Nemeth, Eric Alexander, Grant Stewart, Joe Lovano, Seamus Blake. Intorno agli anni 2000 è stato un componente del gruppo di Lorenzo Tucci, insieme a Fabrizio Bosso e Daniele Scannapieco. Un quartetto straordinario che dette vita, dal 2001 al 2009 agli “High Five” quintet con il quale ha svolto un’intensa attività di concerti in Italia e all’estero. Ha suonato inoltre con il cantante Mario Biondi e con Nicola Conte, spesso in tour, anche all’estero.

Ha al suo attivo numerose collaborazioni discografiche, tra cui l’album “Ortodoxa” di S. Bonafede (Red Records /2001), nominato nello stesso anno miglior disco italiano dell’anno dalla rivista “Musica Jazz”; l’album “Five For Fun”(Blue Note /2008) con il quintetto High Five; l’album “Handful of soul” (Schema records /2006) del cantante Mario Biondi, di cui è stato anche l’arrangiatore ; l’album “Other Directions” (Blue Note /2004) di Nicola Conte.

Ha pubblicato a proprio nome quattro album:“Italian Jazz graffiti”(Isma records /2002); “Reincarnation of a lovebird”(Schema records /2009);“Second Phase” (JandoMusic /2014); “Consecutio” (GleAM records /2023. Degna di nota anche l’esperienza con il gruppo L.C.T (Lussu, Ciancaglini, Tucci), che ha inciso due Album, in particolare “Hikmet”, del 2005, dedicato al poeta turco, e che vede anche la collaborazione del tenorsassofonista statunitense Mark Turner. Nazim Hikmet, poeta turco naturalizzato polacco, perseguitato per le proprie ideologie politiche – e non solo quelle – ha intriso i suoi poemi di amore, nonostante quanto patito durante i suoi sessanta anni di vita, o poco più. Ogni 21 marzo l’UNESCO festeggia la giornata mondiale della poesia e nel 2002 venne reso omaggio a quella di Nazim Hikmet. Sempre nel 2002, per il centenario della nascita del poeta, il governo turco gli restituì simbolicamente la cittadinanza toltagli nel 1951.

Maria Chiara Orlando, compagna anche nella vita di Pietro Ciancaglini, con la sua voce ad effetto ha stupito il pubblico del Duke. Non una cantante in senso tradizionale, ma ha mostrato un uso della voce a sostegno del contrabbasso, dialogando a due voci e scambiandosi spesso il ruolo guida. Nasce come cantante jazz, ma si è avvicinata anche al mondo dei fiati, laureandoti in tromba jazz. Ha acquisito il Diploma accademico di secondo livello in “Canto jazz” presso il Conservatorio “Santa Cecilia” 2019/2020, votazione 110/110 e lode, il Diploma accademico di secondo livello in “Discipline musicali jazz” presso il Conservatorio “Santa Cecilia” 2017/2018, votazione 110/110 e lode, il Diploma accademico di primo livello in “Tromba jazz” presso il Conservatorio “Santa Cecilia” 2015/2016, votazione 110/110 e il Diploma professionale di Canto moderno presso il “Saint Louis College of Music” di Roma, anno conseguimento 2011.

Anche per lei una intensa attività concertistica e collaborazioni prestigiose con Daniele Tittarelli, Rosario Giuliani, Maurizio Urbani,  Enrico Pieranunzi, Paolo Damiani, Marcello Rosa, Claudio Corvini, Nick the Nightfly, Jesse Davis, Joy Garrison, Roberto Gatto, Francesco Cafiso, Stefano Di   Battista, Javier Girotto, Massimo Faraò, Alessandro Presti, Cettina Donato, Nicola Angelucci, Paolo Recchia, Alessandro Minetto, Pietro Lussu, Enrico Zanisi, Andrea Rea e tanti altri. Attualmente è insegnante di canto Jazz presso il Conservatorio “C. Monteverdi” di Bolzano.

Dei “nostri” Bruno Montrone e Giovanni Scasciamacchia c’è poco da aggiungere. Sono due musicisti della nostra terra (Puglia e Basilicata) tra i più richiesti dai grandi artisti, anche a livello internazionale. La capacità lirica di Bruno Montrone e il drumming davvero energico, ma senza alcun eccesso sono una garanzia di successo. L’intesa tra i quattro componenti del gruppo è stata eccellente.

Pietro Ciancaglini chi ha fatto ascoltare, con il basso elettrico ed il contrabbasso, degli assoli davvero speciali, cosa rara da ascoltare a livello acustico ed elettrico insieme. E l’intesa con la voce della Orlando non ha fatto che esaltare le loro collaborazione.

Per l’occasione, sono stati presentati brani del suo ultimo Album registrato (2023) a suo nome, dal titolo “Consecutio”, insieme ad Arrmando Sciommeri e Pietro Lussu. Una prosecuzione del precedente album del 2014, dal titolo “Second Phase” (2014), inciso con musicisti straordinari quali il pianista americano Dave Kikosky e il baterista Ungherese (ma attivo a New York) Ferenc Nemeth.

Il primo brano del concerto (It’s wonderfull, di George Gershwin), appartiene al precedente album, ma i brani a seguire sono stati tutti presi da “Consecutio”: il brano omonimo, “7,45”, “Two wings” e “Things that change”. Anche la seconda parte del concerto è iniziata con un brano del disco precedente (Opening), per passare poi a “Deep” e Big Soul”.

Verso la fine, è stato invitato sul palco anche Alberto Di Leone con la sua tromba, per eseguire uno standard: “It’s you or no one”. E per concludere il concerto  è stato scelto un brano inedito, sempre di Ciancaglini, dal titolo All the best comes”. E, dulcis in fundo, un raffinato bis finale con un brano di Sam Rivers, “Beatrice”, riarrangiato sempre da Ciancaglini.

Una particolarità spiegata da Ciancaglini: l’Album Consecutio è stato registrato con la sovraincisione di due bassi: uno nella sezione ritmica e uno come solista. Durante il concerto invece, la voce di Maria Chiara Orlando è stata utilizzata come rinforzo melodico per i temi del basso, e volutamente utilizzata come uno strumento a fiato. Tutto questo per cercare di raccontare che il concerto non è stato uno dei tanti, ma un lavoro raffinato che ha esaltato le capacità dei quattro musicisti, davvero straordinari.

Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro

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