
Inserito nel cartellone del Fuori Bif&st 2026, il film Il mondo può fare a meno di me torna martedì 24 marzo 2026 alle 19:00; questa volta saremo ospiti di La Campus, libreria di quartiere, in via Toma 76 a Bari.
Dopo la proiezione il regista Francesco Marano e la protagonista Silvana Kuhtz con Eustachio D’Errico, neurologo, malattie rare Policlinico Bari, commenteranno il film e risponderanno alle domande del pubblico.
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria allo 080 926 0560 (tel. e whatsapp)
Che cosa succede quando la vita ci porta un cambiamento epocale? Questo film affronta questo tema: l’improvviso cambio di passo che una tragedia ci fa vivere. Il punto di partenza è quanto è capitato a me e che ho tradotto in parole, quelle che sono state usate dal regista.
Avevo registrato con gli ultimi scampoli della mia voce reale un poemetto, diretto, crudo, su quanto stavo vivendo e l’avevo mandato al mio amico, Francesco Marano, film maker. Mi ha telefonato dicendomi di voler trasformare quegli audio in un film. Ha scelto un approccio quasi etnografico, osservando l’ambiente di casa mia, giardino, gesti e silenzi senza una sceneggiatura rigida, lasciando che il ritmo emergesse dalle cose, dalle parole degli audio, dalle azioni del quotidiano. Ognuno vi legge ciò che vuole. Forse, capirà meglio la vita dei disabili, dei brutti, goffi, diversi, deformi, e userà le parole allo sfinimento finché ancora ce le ha!
È complesso parlare di sé, ancora di più in una condizione di fragilità come quella che vivo da tempo. Nel film si può vedere e ascoltare la vita quotidiana della fragilità grazie alla cornice delicata e brutale, spiazzante e poetica che ne ha fatto il regista Francesco Marano. Parliamo di me ma anche, forse, di molti di noi vulnerabili, storti, appesi a un filo.
Silvana Kuhtz
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Silvana mi ha mandato sue registrazioni dei testi che aveva scritto di fronte e dentro quanto le stava succedendo – ci racconta il regista Francesco Marano – e mi ha colpito subito la cruda sincerità di quello che diceva e la varietà di sensazioni che comunicava. Forse nessuno avrebbe il coraggio di dire in quel modo come ci si sente davanti alla progressiva perdita della voce, all’incalzare della fragilità. Sono proprio quelle registrazioni che ho usato nel film, che è stato per me una sfida. Mi chiedevo, sarà possibile fare un film con quelle registrazioni senza cadere nella lamentela? Sarà possibile dare a Silvana la completezza di una persona che in effetti non si lamenta mai, si mette al fianco del suo problema e non si fa guidare da esso? Ho lavorato come quando faccio documentari etnografici, guardandomi intorno, osservando quello che c’è, senza una sceneggiatura o una scaletta. Non ho filmato tutto in una volta, ci sono voluti più giorni di riprese, da certi errori sono nate nuove soluzioni, e in fase di montaggio ho solo pensato a restituire un ritmo che soggettivamente coglievo nei gesti, nei silenzi, nelle parole e negli oggetti.
Il titolo viene da uno dei testi di Silvana e mi è sembrato subito perfetto.
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Il mondo può fare a meno di me
regia Francesco Marano
con Silvana Kuhtz
anno 2025
durata 36 min.
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Francesco Marano è professore di antropologia visuale all’Università della Basilicata, filmmaker, artista e curatore di residenze art-antropologiche. È autore di numerose pubblicazioni, fra cui “Il film etnografico in Italia” (2007), “Camera etnografica. Storie e teorie di antropologia visuale” (2007), “L’etnografo come artista” (2013). Ha realizzato documentari etnografici selezionati in festival internazionali e ha esposto le sue opere a Timisoara, Plovdiv e Matera.