
La prima serata del ricco weekend che ha caratterizzato la trentatreesima edizione di Bari Hi.End, la fiera dell’Alta fedeltà, è stata affidata al gruppo di Giuseppe Bassi, artista barese considerato tra le figure più autorevoli e impegnate a livello internazionale, per la prima assoluta del nuovo album IMA (Adesso), prodotto da Dodicilune e pubblicato il 18 febbraio 2026.
Il titolo prende spunto dalla radice giapponese (ima), che nel pensiero orientale non vuole indicare solo “ora”, ma vuol indicare la congiunzione tra passato e futuro, che evoca presenza e consapevolezza del momento. Compagni di questo viaggio straordinario, musicale e interiore, sono alcuni tra i nomi eccellenti del panorama jazzistico internazionale come il sassofonista argentino (naturalizzato italiano) Javier Girotto, il pianista svedese Daniel Karlsson e il batterista Lorenzo Tucci, musicisti che hanno partecipato all’incisione dell’Album, e che hanno dato prova della loro maestria sul palco del Nicolaus Hotel.

E’ stata la prima assoluta di questo Album dopo venti giorni dalla sua pubblicazione, ma per i più fedeli al contrabbassista barese, buona parte di questi brani era già stata proposta in anteprima al Festival “Francavilla è Jazz” di Francavilla Fontana, o in occasione del Fringe Festival al Kursaal Santalucia (settembre 2025), seppur con un organico leggermente diverso.

Il progetto “IMA” è tutto dedicato all’amore, in tutte le sue svariate forme: nei confronti delle altre persone, delle cose preziose ma anche per le cose rotte, che ci ricordano il nostro passato e la nostra fanciullezza. A parlare d’amore ci hanno provato in tanti: scrittori, poeti, filosofi musicisti. Ognuno di noi vive questo sentimento in fondo al proprio cuore. Ci domandiamo però se questo stesso sentimento sia presente nei cuori di chi oggi spara contro altre persone, sgancia bombe o fa del male a persone care. Evidentemente una cosa è parlarne, un’altra cosa è viverlo. All’inizio del concerto il nostro Giuseppe ci ha tenuto a condividere la sua emozione (più che tangibile) nel vedere, in prima fila, la sua maestra di scuola elementare che per la prima volta è andata ad ascoltarlo, e alla quale ha voluto dedicare il concerto.
I musicisti che l’hanno accompagnato sul palco sono davvero straordinari e che hanno dimostrato una sintonia davvero eccellente. Tra l’altro, solo in due brani, è stato invitato a suonare insieme a loro anche il superlativo Roberto Ottaviano.

Giuseppe Bassi, nato a Bari nel 1971, ha iniziato la sua attività concertistica nel 1988, esibendosi sui palchi più prestigiosi del mondo. Nella corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei più importanti musicisti jazz a livello internazionale, tra cui Lew Tabackin, John Hicks, Billy Drummond, Greg Osby, Chico Freeman, Ute Lemper e ha suonato con i più grandi interpreti del jazz italiano come ad esempio Enrico Pieranunzi, Stefano Bollani, Greta Panettieri, Fabrizio Bosso, Franco Cerri, Enrico Rava, Dado Moroni, Antonio Faraò.

Il pianista Daniel karlson, svedese, è il musicista che più di tutti ha raccolto il testimone del compianto Esbjörn Svensson, morto prematuramente. Titolare di un omonimo trio, con Christian Spering al contrabbasso e Fredrik Rundqvist alla batteria. Di certo è stata una piacevole sorpresa per tutto il pubblico. Di lui, in altra occasione, è stato raccontato che vive in Svezia in una delle 30.000 isolette sparse nel mar Baltico. Difficile da credere, la mattina svolge la sua professione di “traghettatore” da un’isola all’altra e nel pomeriggio si dedica all’attività di musicista, avendo in casa un vero e proprio studio di registrazione.

Javier Girotto nasce in Argentina nel 1965, ma ormai è naturalizato italiano. Si avvicina alla musica grazie al nonno materno, direttore di banda, suonando prima il rullante, poi il clarinetto. A 19 anni vince una borsa di studio del Berklee College of Music e gli si spalancano finalmente le porte del mondo del jazz. Resta nella prestigiosa scuola bostoniana per quattro anni, diplomandosi con lode. L’avventura italiana di Javier Girotto inizia a 25 anni, per curare alcuni affari della sua famiglia, di origini pugliesi, (il tramite della cittadinanza italiana) decidendo in breve tempo, di iniziare in questa nazione la sua carriera professionale. Anche in Italia alterna la collaborazione con gruppi di musica commerciale, latina, con la formazione di diversi gruppi jazz. In questo stesso periodo nasce il gruppo per il quale i sax soprano e baritono di Girotto sono maggiormente conosciuti, Aires Tango, mescolando sonorità jazz con quelle del tango argentino. Infinite le collaborazioni passate e presenti con Antonello Salis, Roberto Gatto, Paolo Silvestri, Paolo di Sabatino, Enrico Rava, Stefano Bollani, Fabrizio Bosso, Nada, Leo Gullotta, Neri Marcorè, Paolo Damiani, Paolo Fresu, Toni Servillo e altri ancora.

Lorenzo Tucci, nato ad Atessa (CH) si trasferisce a Roma giovanissimo dove inizia ad affiancarsi ad artisti italiani e internazionali di grande profilo. Negli anni ha collaborato con numerosi artisti del calibro di Phil Woods, Tony Scott, George Garzone, Mark Turner, Emmanuel Bex, Kirk Lightsey, George Cables, Fabrizio Bosso, Massimo Urbani, Danilo Rea, Enrico Pieranunzi, Enrico Rava, Flavio Boltro, Giovanni Tommaso, Mario Biondi, Daniele Scannapieco, Stefano Di Battista, Maurizio Giammarco, Dado Moroni, Rosario Giuliani, Luca Mannutza, Salvatore Bonafede, Karima, Max Ionata, Ada Montellanico e molti altri.

Durante il concerto sono stati eseguiti tutti e nove i brani dell’Album, più un bis (I know you know) non presente nell’album. Tre le composizioni di Giuseppe Bassi (Best cafè near your house, I will touch you e Cattiva lullaby), ed una ciascuno di Javier Girotto (Suegno), Lorenzo Tucci (Tutto) e Daniel Karlson (Brocken pen).
Il primo e l’ultimo brano (del disco e del concerto, non il bis) sono due composizioni che portano la firma di una pianista giapponese Sumire Kuribayashi. La collaborazione tra Bassi e Kuribayashi è precedente al Covid ed è anche legata al progetto “Atomic bass”, quando il nostro Bassi ha pensato di far risuonare le note del suo contrabbasso davanti alla centrale atomica di Fukushima danneggiata dal terremoto e conseguente tzunami dell’11 marzo 2011, di magnitudo 9.0,

“I will touch you” è uno dei tanti brani concepiti durante il lockdown, quando l’idea di “toccarsi”, di abbracciarsi, era un miraggio, ed era diventato il titolo di una tournee di Bassi e Sumire Kuribayashi subito dopo questo interminabile periodo. Alltro brano originale, parlando di legami affettivi che a volte si creano anche con i nostri animali domestici, è “Cattiva lullaby”, dedicata alla gatta di nome Cattiva, avvelenata da qualche vicino di casa insofferente.

Unica composizione fuori dal tracciato personale di Giuseppe Bassi (e riferita ad una relazione tra amanti) è stata “La chanson di Helene”, tratto dalla colonna sonora del film “Le cose della vita” (1971), con Romy Schneider. E nell’introdurre questo brano, ha raccontato di una infanzia vissuta in una famiglia dove si usava regalare strumenti musicali, quando fu attirato dal contrabbasso e iniziò a prendere lezioni dal sempre presente Guido Di Leone (di sette anni più grande di lui), avviando così un’amicizia che li ha accompagnati fino novembre 2025, e questo legame rimane saldo anche dopo la sua dipartita. E per questo brano è stato invitato sul palco anche Roberto Ottaviano che come suo solito è riuscito a rendere tangibile l’emozione del momento.

E parlando di amore verso chi ci ha lasciato, il bis, dal titolo “I know you know” (lo so che tu lo sai) è stato dedicato a una persona cara che non c’è più, con un amore che però continua a vivere in silenzio, nei cuori di ciascuno. Penso che tutti noi abbiamo vissuto situazioni di questo tipo e l’affetto verso chi ci ha lasciato continua a tenere vivo il ricordo. Anche in questo brano, il sax di Ottaviano (insieme a quello di Girotto) è riuscito a ricamare una cascata di note, quasi a farci immaginare ciò che oggi diventa impossibile.

Grazie all’organizzazione di Bari Hi-End con Massimo Valenza, e a Maurizio Bizzochetti dell’etichetta Dodicilune, che ha prodotto questo meraviglioso Album.
Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro