Memoria, democrazia e giustizia: a Roma nuovo appuntamento di ‘InSalaZa’ tra cinema, libri e dibattito

Prosegue InSalaZa, il ciclo di incontri promosso dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS in collaborazione con la Biblioteca Esfir Shub: un format che apre le porte dell’Archivio alla città e lo trasforma in un luogo vivo di incontro e riflessione sui temi della democrazia, della memoria e dell’attualità politica e culturale.

Il prossimo appuntamento è in programma lunedì 16 marzo 2026. Alle 16:30 si comincia con la proiezione del documentario Bianco e nero di Paolo Pietrangeli, realizzato nel 1975 e oggi conservato nell’Archivio AAMOD.

Attraverso materiali d’epoca, testimonianze e interviste – tra cui quella all’allora ministro dell’Interno Mario Scelba – il film indaga il neofascismo nelle sue molteplici forme: quella esplicitamente violenta e quella più insidiosa, che si muove negli spazi della politica e delle istituzioni, “in doppiopetto”. Il racconto attraversa quasi trent’anni di storia italiana, dalla rottura dell’unità antifascista nel clima della Guerra fredda fino agli anni della strategia della tensione. Ne emerge un percorso che tocca alcuni momenti chiave della storia repubblicana: i conflitti politici tra il 1948 e il 1953, la crisi del governo guidato da Fernando Tambroni nel 1960, il tentativo golpista del SIFAR nel 1964, le grandi mobilitazioni studentesche e operaie del 1968-69 e la successiva reazione conservatrice degli anni Settanta. Un’opera intensa e rigorosa, che propone una lettura critica delle radici, delle connessioni e degli obiettivi del neofascismo nella storia dell’Italia repubblicana.

Presentato in numerosi festival internazionali – tra cui il Laceno d’Oro di Avellino, il Krakow Film Festival, Grenoble, Lipsia, Mosca, Volgograd e Thonon-les-Bains – Bianco e nero rappresenta uno dei lavori più significativi di Pietrangeli nel campo del documentario politico.

Alle 18:00 l’incontro prosegue con la presentazione del volume Le ragioni del NO di Nello Rossi e Armando Spataro (Editori Laterza, Bari-Roma, 2026). Sarà presente Nello Rossi, che dialogherà con il presidente dell’AAMOD Vincenzo Vita.

Il libro nasce dall’esperienza di due magistrati che hanno attraversato per decenni la vita della giustizia italiana. Con linguaggio chiaro e argomentazioni puntuali, gli autori analizzano la posta in gioco nel referendum del 22 e 23 marzo, offrendo al lettore strumenti utili per orientarsi in un passaggio che riguarda non soltanto l’organizzazione della magistratura, ma l’equilibrio complessivo del sistema democratico.

Nel dibattito pubblico – osservano gli autori – i sostenitori del sì richiamano questioni molto sentite dall’opinione pubblica: la durata dei processi, i presunti errori giudiziari, la responsabilità dei magistrati, il rapporto tra politica e giustizia. Tuttavia la riforma costituzionale proposta interviene solo marginalmente sui problemi concreti della giustizia italiana e punta piuttosto a ridefinire l’equilibrio tra i poteri dello Stato, rafforzando il ruolo del governo e indebolendo l’autonomia della magistratura.

Per questo la consultazione referendaria assume un significato più ampio: riguarda la conferma o meno dei principi della Costituzione della Repubblica Italiana, che affida alla separazione e all’equilibrio tra i poteri una funzione essenziale di garanzia democratica. Secondo gli autori, un eventuale successo della riforma potrebbe inoltre incoraggiare l’attuale maggioranza di governo a proseguire sulla strada di ulteriori modifiche istituzionali – come il cosiddetto “premierato” – aprendo scenari di profonda trasformazione dell’assetto dello Stato.

Nel corso dell’incontro saranno inoltre proiettate immagini tratte dall’archivio dell’AAMOD, a testimonianza di come il patrimonio audiovisivo conservato dalla Fondazione racconti nel tempo il rapporto tra giustizia, istituzioni e partecipazione democratica.

Anche in questa occasione l’Archivio si conferma uno spazio aperto di confronto e partecipazione, capace di accogliere prospettive diverse ma unite dall’esigenza di rafforzare la consapevolezza civica e la qualità del dibattito pubblico. Come ricordava Luigi Einaudi: «conoscere per deliberare».

Daniele Milillo

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