L’associazione ‘Nel Gioco del Jazz’ fa risuonare il grande schermo al Teatro Forma di Bari con “World Soundtracks”, l’avvincente viaggio nelle colonne sonore del Mercadante Quartet

Un raffinato omaggio alla storia del cinema ha animato la serata del Teatro Forma di Bari, dove il Mercadante Quartet ha presentato World Soundtracks, un concerto per immagini inserito nella rassegna «Soundscapes» diretta da Pietro Laera e proposta dall’associazione Aps Nel Gioco del Jazz, presieduta da Donato Romito.

L’evento si è configurato come un viaggio emozionale attraverso alcune delle più celebri colonne sonore, in cui musica dal vivo, proiezioni e narrazione si sono intrecciate in un’esperienza immersiva che ha restituito alle melodie più note una nuova dimensione espressiva e suggestiva. Sin dalle prime battute il concerto ha delineato la propria identità: non una semplice esecuzione di temi celebri, ma un dialogo continuo tra suono e immagine, in cui la musica diventava commento, memoria, rievocazione. Esattamente come ai tempi del cinema muto, quando i musicisti in sala accompagnavano le proiezioni dal vivo, sul grande schermo scorrevano sequenze tratte da film entrati nell’immaginario collettivo, mentre il quartetto – formato da Leo Binetti al pianoforte, Giampaolo Caldarola al sax baritono, Rocco Debernardis al clarinetto e Saverio Petruzzellis alle percussioni – ne reinterpretava le musiche con un linguaggio cameristico arricchito da sfumature jazzistiche.

Il repertorio ha attraversato alcune delle pagine più memorabili della musica per il cinema. Sul grande schermo (un ottimo ledwall digitale installato per l’occasione) scorrevano sequenze tratte da film entrati nell’immaginario collettivo, mentre il quartetto ne reinterpretava dal vivo le celebri colonne sonore ripercorrendo le straordinarie collaborazioni tra compositori e registi italiani che hanno segnato la storia della settima arte. Sono risuonate le fiabesche e impertinenti musiche tratte da Pinocchio di Comencini, seguite dalle atmosfere malinconiche di Nino Rota per i film di Federico Fellini – tra cui Amarcord, La dolce vita e – accanto all’epica inconfondibile di Ennio Morricone per Sergio Leone, evocata attraverso sequenze da Il buono, il brutto, il cattivo e dalla ‘Trilogia del Tempo’ (Giù la testa, C’era una volta il West e C’era una volta in America). Molto suggestive le immagini e la celebre colonna sonora di Nino Rota per Il padrino. Non sono mancati momenti di intensa liricità con le musiche di Nicola Piovani per La vita è bella di Roberto Benigni e di Morricone per Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore. Il viaggio cinematografico ha incluso anche pagine dedicate alla tradizione italiana più popolare: dalle musiche di Piero Piccioni per i film di Alberto Sordi – come la celebre Marcia di Esculapio da Il medico della mutua e il motivo di Finché c’è guerra c’è speranza – fino ai richiami alla comicità di Totò, Peppino e la… malafemmina. Un momento particolarmente giocoso è stato dedicato a Polvere di stelle, quando i musicisti hanno intonato con ironia alcune battute della celebre Ma ’ndo vai se la banana non ce l’hai, prima di trasformarla in un brillante episodio strumentale.

Molto efficace è stato l’inserimento tra un’esecuzione e l’altra di uno speciale commento, una voce fuori campo registrata che, imitando figure iconiche del cinema – da Marlon Brando a Totò, da Robert De Niro a Henry Fonda, fino allo stesso Benigni e a Sordi – ha offerto aneddoti, curiosità e brevi ritratti degli artisti, contribuendo a creare un’atmosfera coinvolgente di gusto quasi teatrale.

Grande affiatamento ha caratterizzato le esecuzioni del Mercadante Quartet, nato dalla pluriennale esperienza dell’Orchestra Saverio Mercadante di Altamura, diretta dallo stesso Debernardis. Le trascrizioni dei brani, appositamente realizzate per questa formazione, hanno mostrato grande equilibrio timbrico: il dialogo tra clarinetto e sax baritono disegnava linee melodiche di forte suggestione, mentre il pianoforte costruiva l’ossatura armonica con eleganza e incisività e le percussioni sottolineavano con discrezione i passaggi più dinamici. Ogni strumento trovava spazio per emergere in momenti solistici – in particolare il pianoforte in alcune pagine più intime – senza mai perdere la coesione dell’ensemble, guidato da Rocco Debernardis.

Il risultato è stato un commento sonoro avvolgente alle immagini proiettate, capace di restituire allo spettatore la potenza evocativa delle grandi colonne sonore. In questo incontro tra cinema e musica, il Mercadante Quartet ha dimostrato non solo padronanza tecnica, ma anche una notevole sensibilità interpretativa, trasformando la memoria collettiva del grande schermo in un’esperienza viva e condivisa da una platea entusiasta.

Camilla Zonno
Foto dalla pagina Facebook dell’Associazione

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