
Il Duke Jazz Club di Bari continua a proporre musica di altissimo livello ospitando musicisti di grande spessore, come il Trio guidato dal chitarrista barese Marco Cutillo, a cui si è unito un Nico Gori in splendida forma, con il suo clarinetto e sax tenore. A completare la formazione il contrabbassista Tommaso Pugliese e Vito Tenzone alla batteria.
Cutillo e Tenzone, insieme a Vincenzo di Gioia, con il loro VMV trio, avevamo avuto modo di apprezzarli a fine gennaio, e riascoltarli a poco più di un mese di distanza non ha fatto altro che confermare le loro capacità davvero sopra le righe, Su queste pagine è possibile rileggere la mia recensione pubblicata il 16 febbraio scorso. E la presenza di Nico Gori ha fatto da volano a queste loro caratteristiche.

Marco Cutillo, classe 2001, barese, ha iniziato a studiare chitarra all’età di 11 anni. Dopo i primi studi ad indirizzo classico, si è avvicinato alla chitarra elettrica e ha esplorato generi come il rock, il pop e il blues. Solo a 18 anni ha scoperto il jazz, studiando al conservatorio di Bari “N. Piccinni” con insegnanti quali Giacinto Piracci e Fabrizio Savino. Ha partecipato ad alcuni tra i più importanti contest jazz nazionali. Con il VMV trio ha vinto il Teano Jazz Contest e il Tomorrow’s Jazz, mentre come solista ha ottenuto il primo premio assoluto al Concorso Nazionale “Igor Stravinskij”, e si è qualificato come finalista al Premio Massimo Urbani, il più prestigioso concorso internazionale per solisti che dal 1996 scopre i giovani talenti del jazz, il cui scopo è quello di attirare giovani musicisti talentuosi nel nostro territorio. Il Premio nasce nel 1996 ad Urbisaglia (MC), da un’idea dell’attuale direttore artistico Paolo Piangiarelli in memoria di Massimo Urbani, geniale sassofonista romano prematuramente scomparso. Giusto per citare alcune collaborazioni di Marco Cutillo, possiamo segnalare, tra gli altri, Fabio Accardi, Roberto Ottaviano, Antonello Losacco e Bruno Montrone.

Per la serata al Duke, Nico Gori (al clarinetto e al sax tenore) è stato davvero un ospite d’eccezione. Fiorentino di nascita, classe 1975. Inizia lo studio del clarinetto all’età di sei anni, conseguendo il diploma presso il Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze nel 1993. Dal 1985 studia saxofoni e pianoforte conseguendo il compimento medio inferiore nel 1994. Nel 2003 consegue a pieni voti il Diploma in Musica Jazz presso il Conservatorio Pietro Mascagni di Livorno. Musicista particolarmente versatile, nella sua carriera ha tenuto numerosi concerti sia come solista che in big bands, orchestre sinfoniche e formazioni jazz in qualità di leader o side-man, spaziando dalla musica classica al jazz, dal funky all’acid jazz, esibendosi in teatri, club, festival, trasmissioni radio e televisive in tutto il mondo. Dal 1998 ha all’attivo diverse registrazioni discografiche con formazioni jazzistiche, funk e pop, partecipando anche alla realizzazione di jingles pubblicitari e brani per la televisione (R.A.I).
Vanta collaborazioni prestigiose con musicisti di grande fama quali tra cui Fred Hersch, Tom Harrell, Lee Konitz, Chicago Underground, Enrico Rava, Stefano Bollani, Renato Sellani, Antonello Salis, Bruno Tommaso, Paolino Dalla Porta, Gianluca Petrella, Roberto Gatto, Ellade Bandini, Ares Tavolazzi, Massimo Moriconi e con cantanti pop quali Anna Oxa, I Dirotta su Cuba, Fabio Concato e Gino Paoli. Nel 2000 vince il prestigioso Premio Massimo Urbani. Da allora (ma forse nche prima), la sua carriera diventa inarrestabile.

Nel 2003 registra il suo primo album da leader “Groovin’ High” per l’etichetta discografica Philology con Ellade Bandini, Massimo Moriconi, Sandro Gibellini e Renato Sellani come ospite. Nel 2003 viene invitato negli U.S.A a tenere un seminario e tre concerti presso la Washington University di Saint Louis, U.S.A, esibendosi con musicisti americani quali Tom Kennedy e Pitah Williams. Nel marzo 2004 è chiamato a tenere alcuni concerti e seminari in Turchia con un quartetto a proprio nome per conto dell’ Istituto Italiano di Cultura ad Ankara ed Istanbul in occasione della settimana del jazz italiano. Tiene inoltre un seminario presso la Istanbul Bilgi University, in collaborazione con il giornalista/critico musicale Francesco Martinelli. Dal 2004 inizia una stretta collaborazione durata diversi anni con Stefano Bollani. Da Maggio 2013, per circa due anni, si trasferisce a Copenhagen, Danimarca, dove suona e registra con alcuni tra i migliori musicisti della scena quali Ole Kock Hansen, Jesper Bodilsen, Morten Lund, Jacob Christoffersen, Simon Spang Hensen, Jacob Fischer, Jesper Lundgaard, Thomas Clausen.

Nell’estate 2015 Nico Gori dà vita, insieme all’Associazione Pisa Jazz e a Francesco Mariotti, ad un nuovo progetto denominato “Nico Gori Swing 10tet”. Si tratta di una “small band” composta da 10 musicisti che propone un repertorio swing tra brani originali e arrangiamenti del leader, rifacendosi alle serate da ballo dell’America degli anni ’30 e ’40. Il tentetto ha all’attivo quattro Album (l’ultimo dei quali dello scorso anno per festeggiare i 10 anni della formazione) e molteplici esibizioni in festival e rassegne in Italia. Il gruppo vanta infatti importanti collaborazioni con artisti del calibro di Renzo Arbore, Stefano Bollani, Rossana Casale, Fabrizio Bosso e Drusilla Foer, con cui ha inciso e si è esibito in alcuni tra i più prestigiosi festival jazz italiani tra cui Umbria Jazz, Ancona Jazz e Ravenna Jazz. Con questo gruppo, a settembre scorso, ha letteralmente trascinato la piazza del “Francavilla è Jazz” di Francavilla Fontana (anche su questo evento è possibile trovare le mie consederazioni su queste pagine). Stiamo parlando di un artista davvero straordinario, con una carriera più che venticiquennale,ed è difficile sintetizzare la sua biografia in poche righe.

Tommaso Pugliese non è la prima volta che si esibisce al Duke. Calabrese (di Scilla), classe 1994, Inizia gli studi del basso elettrico all’età di 14 anni, per poi passare al contrabbasso sette anni dopo. Completa gli studi presso il conservatorio “Arcangelo Corelli” di Messina, conseguendo la laurea triennale in basso elettrico jazz nel 2018, la laurea biennale “indirizzo interpretativo e compositivo jazz” nel 2020 e consegue la seconda laurea biennale in Contrabasso Jazz nel 2022. Durante gli studi, ha ricoperto stabilmente il ruolo di contrabbassista della Big Band del conservatorio di Messina, diretta da Giovanni Mazzarino. Tra le sue varie collaborazioni, spiccano nomi di riferimento della scena jazzistica italiana ed internazionale, come ad esempio Giovanni Mazzarino, Daniela Spalletta, Carlo Nicita, Alessandro Presti, Javier Girotto, Alessandro Napolitano e molti altri.

A chiudere il gruppo, il giovane batterista barese Vito Tenzone, nato a Bari nel 1999, suona la batteria fin da bambino sotto la guida di Giuseppe Berlen. Nel 2024 termina il Biennio Accademico di secondo livello in Batteria e Percussioni Jazz presso il Conservatorio “N.Piccinni” di Bari, concludendo gli studi con la votazione di 110/110 Lode e Menzione D’onore, arricchendo la sua formazione con workshop e masterclass a Umbria Jazz, Siena Jazz e con alcuni dei musicisti più influenti della scena contemporanea. Si esibisce in Germania e in numerosi festival jazz italiani, distinguendosi per un approccio maturo e un forte senso di interplay. Nel 2024 riceve il riconoscimento come Miglior Solista all’Abbazie Jazz Contest mentre nel 2025 vince il Primo Premio dell’Olimpico Jazz Contest istituito da Vicenza Jazz. Attualmente fa parte di numerosi altri progetti e collabora con artisti come Roberto Ottaviano, Mirko Signorile, Gaetano Partipilo, Eugenio Macchia, Antonello Losacco (“Worlds Beyond” e “Live in Berlin”) , Francesco Schepisi e molti altri.

Tutto il concerto è stato davvero appassionante e trascinante, con lunghissimi assoli sia da parte di Nico Gori che di Marco Cutillo, ma anche la sezione ritmica ha avuto il suo spazio. Sono stati riproposti alcuni brani standard, come “My ideal” (che è stato un cavallo di battaglia di musicisti come Chet Backer, Kenny Dorhan o i fratelli Marsalis), “Alice in Wonderland”, o un appassionato brano di Duke Ellington dal titolo “The star – crossed lovers”, ovviamente dedicato al Duke Jazz club, ma soprattutto a chi ne è stato fautore, l’indimenticabile Guido Di Leone.

Ma non sono mancate le composizioni originali di Marco Cutillo, che ha così avuto modo di confermare non solo la sua abilità tecnica con lo strumento, ma soprattutto la sua maturità compositiva con brani come “Living hard”, un trascinante “Five blues”, “Motion” ed “Escape”. Alcuni di questi brani sono recentissimi e sono stati eseguiti dal vivo per la prima volta.
Una serata speciale, con un ospite davvero fantastico, ma anche il trio che lo ha supportato è stato davvero straordinario. Bene così.
Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro