Si inaugura con “Il Paradiso probabilmente” di Elia Suleiman il Cineforum ‘Gabbie’ 2026 di Spazio 17 a Bari

L’idea di un cineforum su alcune delle prigioni sociali che ci impediscono libertà nasce dalla convinzione che per provare a fuggire da una gabbia bisogna prima conoscerla e riconoscerla. Scopo dei 6 incontri è mostrare le gabbie: una forma di militanza che utilizza pensiero, storie e parola.

Si parte da un film su un uomo palestinese che, prova a fuggire dalla “gabbia” del suo paese perché il progetto è nato dall’ intenzione di continuare a parlare di Palestina e di farlo con Mohammad Afaneh, il presidente della comunità palestinese di Puglia e Basilicata. Si continuerà poi a confrontarsi con altre prigioni sociali: la violenza familiare, insieme alla psicologa Roberta Fanelli; la religione e le sette l’ideologia, con Luigi Corvaglia, psicologo esperto in manipolazione e guerra cognitiva; le ideologie, con Giacomo Biancofiore, militante di Alternativa Comunista; la dipendenza, con Michela Lopez, psicologa delle dipendenze; la prigionia e la pena di morte per reati politici, con Gennaro Tosto, attivista.

Spazio17 è un’associazione che, dal 2017, nel quartiere Madonnella di Bari è diventata un punto di riferimento per chi subisce forme di oppressione, trasformando i bisogni materiali immediati in percorsi di rivendicazione collettiva. Attraverso i suoi sportelli gratuiti — dal supporto sindacale per lavoratori e lavoratrici precarie, all’assistenza nelle istanze socio-sanitarie, fino al sostegno al Movimento di lotta per la casa — Spazio17 si oppone in modo concreto allo smantellamento dei diritti sociali, organizza il conflitto e costruisce strumenti collettivi di lotta. Il suo orizzonte non si esaurisce nei confini cittadini: la sua vocazione internazionalista si è espressa anche nel sostegno alla resistenza palestinese, attraverso assemblee, momenti di controinformazione e iniziative pubbliche. Per due anni consecutivi ha ospitato il Nazra Palestine Short Film Festival e oggi questo impegno continua con la campagna “Don’t Stop Talking About Palestine”, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sul genocidio in corso. Non smettere di parlare di Palestina significa riconoscere in quella terra un’esperienza di resistenza e di opposizione a un modello capitalista devastante.

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