La rassegna salentina ‘SEI Festival’ compie vent’anni e rilancia con Litfiba e Fulminacci

Venti a Sud Est non è solo un claim: è una direzione, un invito a lasciarsi trasportare. La ventesima edizione del SEI Festival di Coolclub celebra questo traguardo simbolico raddoppiando il proprio orizzonte e, per la prima volta, dispiegandosi in due momenti distinti. Due stagioni, due respiri, un unico movimento che attraversa luoghi, suoni e visioni.

Il viaggio prende forma dal 20 al 29 marzo a Lecce, con un programma diffuso che trasforma la città in una mappa sonora aperta e pulsante. Qui la canzone d’autore incontra la ricerca elettronica, le nuove scritture dialogano con le radici, e ogni concerto diventa un punto di attraversamento. Sul palco e negli spazi del festival si alterneranno faccianuvola, Italia 90, Nu-Shu, Aka5ha, Sara Gioielli, Dimaggio, Santamarea, Lumiero, Malamore e Generic Animal: artisti diversi per provenienza e linguaggio, ma accomunati dalla capacità di raccontare il presente e immaginare il futuro.

Accanto alla musica, il SEI continua a coltivare il racconto e la memoria. Avincola renderà omaggio a Enzo Carella, figura unica e ancora da riscoprire della canzone italiana, mentre il giornalista Giovanni Ansaldo presenterà un volume dedicato ai vent’anni di Ovunque proteggi di Vinicio Capossela, un disco che ha segnato profondamente l’immaginario musicale contemporaneo. E come ogni vero rito collettivo, il festival si arricchirà anche di momenti conviviali e simbolici, come la presentazione del nuovo vino Bianca dei Censi di Garofano Vigneti e Cantine, partner storico che accompagna da anni questo cammino.

Con l’estate, il SEI tornerà a espandersi nel cuore del Salento, tra Corigliano d’Otranto, Melpignano e altri centri, riaffermando il suo legame profondo con il territorio. I primi nomi annunciati raccontano già la forza di questa edizione: il 7 agosto i Litfiba, nella loro formazione originale, celebreranno i quarant’anni di 17 Re, disco epocale e visionario; il 9 agosto sarà la volta di Fulminacci, tra le voci più autentiche della nuova canzone italiana, pronto a portare dal vivo il suo nuovo percorso artistico. Altri nomi saranno annunciati nelle prossime settimane, completando una line up che si preannuncia come una vera costellazione sonora.

Un doppio movimento, dunque: geografico e simbolico. Il SEI continua a essere un luogo di incontro e scoperta, uno spazio in cui le traiettorie musicali si incrociano, si riconoscono e si trasformano.

Il visual: una bussola, un respiro, una direzione
L’identità visiva di questa edizione, firmata dal graphic designer e animatore pugliese Giuseppe Laselva, nasce dal claim e lo trasforma in immagine viva. Al centro, un moderno Eolo emerge come figura-guida: dal suo respiro si sprigionano correnti luminose, attraversate da uccelli migratori che evocano suoni in viaggio, rotte aperte, possibilità ancora da esplorare. È una bussola poetica che racconta il senso più profondo del festival: il movimento continuo. Nato nel 2006 come Sud Est Indipendente, il SEI celebra oggi vent’anni di storia restando fedele alla propria natura: un luogo che custodisce le radici e, allo stesso tempo, guarda lontano.

Lecce, marzo: la città diventa suono
Il primo atto si apre venerdì 20 marzo al Museo Castromediano con Aka5ha, che costruisce architetture elettroniche intime e stratificate. La sera, alle Officine Cantelmo, sarà la volta di faccianuvola, tra le voci più sensibili e visionarie della nuova scena italiana.

Sabato 21 marzo, il festival intreccia musica e parola al Fondo Verri, con Avincola e il suo racconto dedicato a Enzo Carella. In serata, alle Officine Cantelmo, il suono si farà più intenso con i Nu-Shu, power trio dall’identità sonora potente, e gli Italia 90, protagonisti del nuovo post-punk europeo.

Domenica 22 marzo si apre nella luce del mattino, al Castello Carlo V, con la voce magnetica di Sara Gioielli, sospesa tra Mediterraneo e contemporaneità. La sera, alle Officine Cantelmo, Dimaggio darà forma a un pop intimo e consapevole, mentre i Santamarea racconteranno la trasformazione e la crescita con il loro alt-pop emotivo e luminoso.

Venerdì 27 marzo, all’Archivio Carmelo Bene, Giovanni Ansaldo accompagnerà il pubblico dentro la genesi di Ovunque proteggi, in un viaggio tra musica, visioni e memoria. La notte proseguirà alle Officine Cantelmo con Lumiero, che rilegge la canzone d’autore in chiave cinematografica, e i Malamore, pronti a segnare una nuova tappa del loro percorso artistico.

Il 28 marzo sarà il momento di Generic Animal, artista imprevedibile e necessario, capace di muoversi tra elettronica e tensione rock con un linguaggio unico e personale. A completare il programma, proiezioni, incontri e momenti di esplorazione che renderanno il festival un’esperienza diffusa e immersiva, fino all’appuntamento conclusivo del 29 marzo.

Un festival, vent’anni di visioni
Ideato, prodotto e promosso da CoolClub, con la direzione artistica di Cesare Liaci e Veronica Clarizio, il SEI Festival è diventato, in vent’anni, un punto di riferimento per la musica contemporanea, un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni del suono e della cultura. Sui suoi palchi si sono incontrati artisti e visioni provenienti da tutto il mondo, costruendo un racconto collettivo fatto di scoperte, intuizioni e traiettorie condivise.

Oggi, con Venti a Sud Est, quel racconto continua. Perché il SEI non è solo un festival: è un vento che attraversa, connette e trasforma.

Daniele Milillo

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