“Allacciate le cinture!”, la magnifica performance del Duo Baldo e di Maria Luigia Borsi, conquista il pubblico della Camerata Musicale Barese tra grande arte esecutiva ed ilarità clownesca

Il riso è la musica della vita.” (William Osler)

Chi ha il coraggio di ridere, è padrone del mondo.” (Fryderyk Chopin)

Ha ragione, dall’alto della sua smisurata esperienza, Evans Mirageas quando sentenzia che “non c’è bisogno di possedere una laurea in musicologia per godere dello spettacolo del Duo Baldo: basta il desiderio di voler passare una serata che ci faccia sorridere, che ci faccia divertire e che ci aiuti a ricordare che la musica classica è nutrimento per l’anima”; infatti, la follia organizzata cui il violinista americano Brad Repp (al secolo Brad Burns) ed il pianista pratese Aldo Gentileschi danno vita con il loro formidabile show, ormai famoso in tutto il mondo, è una fusione di virtuosismo dello strumento e di amore per la musica classica, ma presentati in modo da mettere a nudo e prendersi gioco, con tenerezza, degli aspetti più aulici ed irraggiungibili, tra cui la ritualità e la rigidità, di quelle vette spesso inaccessibili ai più, dimostrandoci che possono essere travalicate, superate, attraversate dalla garbata e raffinata irriverenza di trovate non propriamente accademiche, così da risultare accessibili anche all’orecchio meno allenato di chi non può accedere alle visioni del panorama classico, magari sperando che, al termine di questo caos controllato, qualcosa di quella realtà così distante abbia attecchito nello spettatore e stuzzichi in lui la pulsione a coltivarla.

Alla già impareggiabile intuizione artistica del Duo, ora si aggiunge un elemento che la rende addirittura incomparabile, grazie alla presenza della divina voce del soprano Maria Luigia Borsi, nella memoria di chi scrive indelebilmente sovrapposta alla Madame Butterfly da quando – nel 2011, se la memoria non mi inganna – ha interpretato l’eroina pucciniana nell’ambito della Stagione della Fondazione Petruzzelli, generando, grazie anche alla regia di Daniele Abbado ed alla conduzione dell’indimenticato Maestro Boris Brott, un connubio perfetto ed indissolubile tra l’Artista ed il personaggio, in un crescendo emotivo che acuiva le nostre emozioni in modo talmente esponenziale da farci comprendere, in quello stesso preciso istante, che non ci sarebbe stato più possibile dimenticare quei momenti, resi, peraltro, indelebili dalla presenza sul palco della figlia della coppia Borsi / Burns (Maria Luigia e Brad sono felicemente uniti da anni) nel ruolo del piccolo Pinkerton. Del resto, più delle nostre, ora come allora, lusinghiere lodi, per il nostro soprano parla la sua straordinaria carriera, che ha di recente avuto un ulteriore meritatissimo riconoscimento dall’inserimento della sua sublime versione, realizzata con la London Symphony Orchestra, dell’Aria “Ebben? Ne andro lontana” tratta dal primo atto de ‘La Wally’ di Alfredo Catalani nella colonna sonora del film “Niente di nuovo sul fronte occidentale”, che ha trionfato agli Oscar 2023 aggiudicandosi 4 statuette, tra cui proprio quella musicale.

Inserito nell’ottimo cartellone allestito da Gianna Fratta e Dino De Palma per l’84° Stagione della Camerata Musicale Barese, lo spettacolo “Allacciate le cinture!” è la perfetta commistione tra l’ineguagliabile Arte esecutiva e l’incontrastata grazia della Borsi, impegnata nell’esecuzione delle più celebri Aree d’opera (“tutte con protagoniste suicide” ripeterà l’irriverente Burns), e i due magnifici musicisti/intrattenitori, per cui ogni definizione ed etichetta può apparire imprecisa, vana e limitante, se non un lapalissiano accostamento al genio assoluto che solo Stan Laurel ed Oliver Hardy hanno saputo esprimere nella loro vita artistica, così da dare prova di tutta l’abilità e simpatia che li contraddistinguono, coinvolgendo appieno il pubblico che affollava il Teatro Kursaal Santalucia di Bari, abbattendo definitivamente la quarta parete, senza cadere nell’abusato escamotage di rockeggiare la musica classica, ma giocando con il testo musicale e con gli stessi ‘strumenti’ (la voce sopra tutti) a loro disposizione, costruendo scherzi e gag comiche che hanno il sapore delle vecchie comiche in bianco e nero e, per lo più, mute, con l’italiano Gentileschi (Stanlio) che, in pratica, non proferisce parola durante tutto il concerto, lasciando che sia il collega americano Repp / Burns (Ollio) a presentare i brani, praticamente già un gioco nel gioco, e l’eccelsa Borsi a regalare perle ad ogni sua apparizione.

In tal modo, i tre realizzano un concerto unico nel suo genere, in cui non sappiamo dire se, nel gradimento del pubblico della Camerata, prevalesse lo smisurato virtuosismo delle esecuzioni o l’irrinunciabile divertissement del clown, del fanciullino di pascoliana memoria; ad ogni modo, la loro performance, pregna di momenti tanto di sana ilarità quanto di pura emozione, ha davvero dell’incredibile, frutto di un meccanismo ormai perfetto che ci ha definitivamente conquistati, riuscendo nella – quasi – impossibile missione di renderci, nei tempi oscuri che ci è dato in sorte di vivere, leggeri, ilari, rilassati, spensierati, in una parola sola, migliori, perché, come ha detto Henry Sanders, “una risata è proprio come la musica: indugia nel cuore. E dove la sua melodia è udita, i mali della vita se ne vanno”.

Pasquale Attolico
Foto dalla pagina Facebook della Camerata

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