Eleonora Buratto e Sesto Quatrini sono gli ospiti illustri dell’evento straordinario organizzato dalla Fondazione Teatro Petruzzelli per la prima esecuzione in tempi moderni della ‘Sinfonia in Do’ di Vincenzo Lavigna, in occasione dei 250 anni dalla nascita del compositore pugliese maestro di Giuseppe Verdi

Sabato 21 febbraio alle ore 21.00, la Fondazione Teatro Petruzzelli presenta un appuntamento speciale fuori abbonamento: un concerto straordinario dell’Orchestra e del Coro del Teatro, diretti dalla prestigiosa bacchetta di Sesto Quatrini, con solista la top star della lirica mondiale Eleonora Buratto che interpreterà alcune tra le scene liriche e le arie d’opera più suggestive della storia del melodramma. Maestro del Coro Marco Medved.

Il concerto si aprirà con la prima esecuzione in tempi moderni della Sinfonia in Do di Vincenzo Lavigna, in occasione dei 250 anni dalla nascita del compositore pugliese, originario di Altamura, che fu maestro di Giuseppe Verdi. Un omaggio fortemente voluto dal maestro Nazzareno Carusi, sovrintendente della Fondazione Teatro Petruzzelli, nel solco della volontà di valorizzare i grandi compositori pugliesi che hanno profondamente segnato la storia della musica mondiale.

Inoltre, il programma si comporrà delle seguenti composizioni: di Gaetano Donizetti, «M’odi…ah m’odi…Era desso il figlio mio», Rondò finale di Lucrezia dall’opera “Lucrezia Borgia”, Sinfonia dall’opera “Roberto Devereux”, «E Sara in questi orribili momenti… Quel sangue versato», Scena finale di Elisabetta dall’opera “Roberto Devereux”; di Giuseppe Verdi, Preludio dall’opera “Aida” «Ritorna vincitor», Scena di Aida, dall’opera “Aida”, «Patria oppressa» dall’opera “Macbeth”, «Tu che le vanità», Scena di Elisabetta, dall’opera “Don Carlo”, «Fuoco di gioia», dall’opera “Otello”.

Vincenzo Lavigna nacque ad Altamura il 21 febbraio 1776 figlio di Ludovico Lavigna e Apollonia Carone. Fu inviato a compiere i suoi studi a Napoli dove entrò al Conservatorio di S. Maria di Loreto dal 1790 alla chiusura di quell’Istituto nel 1799. Suoi maestri furono Fedele Fenaroli e Saverio Valente. Divenne in seguito allievo e seguace fedele di Giovanni Paisiello, che lo portò con sé a Milano e lo raccomandò in maniera che Lavigna poté rappresentare alla Scala la sua prima opera teatrale La muta per amore, data nel 1802 con discreto successo. Vinse un regolare concorso e divenne maestro concertatore al clavicembalo del teatro alla Scala dal 1802 per trent’anni fino al 1832. In virtù di questo incarico Lavigna presentò a Milano circa 10 titoli di opere da lui scritte e numerose opere di altri autori da lui riarrangiate spesso con suoi interventi nelle partiture. Dal 1823 divenne anche maestro di solfeggio al Conservatorio di Milano oltre che docente privato molto reputato in città.

E’ oggi famoso soprattutto per l’episodio legato nel 1832 all’episodio dell’esame di ammissione al Conservatorio del giovane Giuseppe Verdi, non giudicato idoneo: questi, consigliato da vari musicisti, si rivolse a Lavigna che lo accolse come allievo privato in casa sua per tre anni, impostando tutta la preparazione del futuro compositore sull’apprendimento delle regole del contrappunto di scuola napoletana, di cui Lavigna era considerato uno degli ultimi grandi esponenti.

Verdi parlò sempre con molto rispetto e devozione del suo primo vero maestro Lavigna, e rimase molto colpito quando gli giunse la notizia della sua morte, avvenuta a Milano il 14 settembre 1836 in conseguenza di un aggravarsi delle condizioni di un esaurimento nervoso i cui primi sintomi si erano avvertiti già dieci anni prima.

Oggi ci restano di Lavigna poche composizioni teatrali integrali, per la maggior parte nei fondi milanesi del Conservatorio Giuseppe Verdi e nell’Archivio Musicale Ricordi, composizioni sacre, didattiche e alcune sinfonie in gran parte scritte per opere dello stesso Lavigna o inserite in suoi arrangiamenti.

La Sinfonia in Do maggiore eseguita per la prima volta in epoca moderna nel concerto del Teatro Petruzzelli di Bari il 21 febbraio 2026, come omaggio al giorno di nascita di Vincenzo Lavigna, è stata reperita da Dinko Fabris nella biblioteca del Conservatorio Paganini di Genova. Era stata scritta probabilmente per il nuovo arrangiamento dell’opera di Giuseppe Farinelli I riti di Efeso curato da Lavigna per una ripresa al Teatro alla Scala di Milano nel 1813.

I biglietti sono in vendita su https://www.vivaticket.com/it/ticket/gala-buratto/294185 e al Botteghino del Teatro Petruzzelli, aperto il lunedì dalle ore 10.00 alle ore 14.00, dal martedì al sabato dalle ore 11.00 alle ore 19.00, la domenica dalle ore 10.00 alle ore 13.00. E-mail: botteghino@fondazionepetruzzelli.it Telefono: 080.9752810.

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