
Comincia domenica 22 febbraio la quinta edizione del Festival dell’Alta Murgia, un appuntamento dedicato alla musica in tutte le sue sfumature. Nato con l’ambizione di coniugare il grande concertismo mondiale alle eccellenze orchestrali e solistiche territoriali, anche quest’anno torna sul palcoscenico del Teatro Mercadante di Altamura, fino al 22 marzo, con quattro appuntamenti.
Abbiamo raggiunto Leonardo Colafelice che è direttore artistico del Festival, pianista pluripremiato, docente e direttore d’orchestra, non sempre in quest’ordine. Colafelice ha il piglio intraprendente e deciso di chi conosce bene ciò di cui sta parlando, la sua voce e le sue parole nascono da un temperamento appassionato che crede fortemente nella divulgazione musicale e nella promozione del territorio attraverso la cultura.
Partiamo dall’inizio: come nasce questo Festival e a quali urgenze culturali artistiche ha risposto?
Il Festival nasce nel gennaio del 2022, in un momento di grande difficoltà e prostrazione delle realtà culturali e artistiche, stavamo uscendo dall’emergenza della pandemia da COVID19 e ho pensato che fosse necessario credere ancora nelle arti performative e soprattutto che fosse necessario offrire ai giovani artisti del territorio, così come alle realtà già consolidate, un contenitore in cui esprimersi. Devo dire che la prima edizione del Festival ha avuto un successo per noi inaspettato: fino a quel momento non ci eravamo mai confrontati con l’organizzazione di un evento ma la risposta entusiasta del pubblico ci ha dimostrato che stavamo andando nella giusta direzione convincendoci a proseguire sulla strada dello spettacolo dal vivo e così siamo arrivati a questa quinta edizione, che speriamo possa continuare coinvolgendo un pubblico sempre più vasto, interessato e interessante.
Se dovesse racchiudere il concept del vostro festival in pochissime parole, quali userebbe?
Sicuramente direi “Grande musica per tutti” poiché ci avvaliamo di un repertorio poliedrico che spazia tra generi e periodi storici differenti: il Festival dell’Alta Murgia propone il grande repertorio orchestrale, magari più conosciuto, accanto a brani meno conosciuti ma comunque di grande valore: il nostro obiettivo è valorizzare la cultura musicale da tutti i punti di vista coinvolgendo grandi artisti di rilievo internazionale insieme alle realtà del territorio. L’obiettivo principale per noi è la divulgazione, far conoscere anche espressioni artistiche meno conosciute ma di elevata qualità: è proprio questo che appassiona gli spettatori e li spinge a tornare a sedersi in sala.
Il Festival dell’Alta Murgia è un festival che vuole avvicinare un pubblico variegato – e soprattutto giovane! – alla cosiddetta “musica colta”, quali sono gli ospiti che ascolteremo sul palco del Teatro Mercadante di Altamura?
Avremo come sempre ospiti che provengono da mondi differenti: quest’anno l’Orchestra Filarmonica Pugliese, una realtà ormai di casa al Teatro Mercadante e nella programmazione del Festival dell’Alta Murgia, aprirà e chiuderà il cartellone: in apertura domenica 22 febbraio sarà affiancata da Gaetano Di Bacco, uno tra i più importanti sassofonisti italiani, e in chiusura, domenica 22 marzo, da una giovane eccellenza del nostro territorio che si è distinta nella scena internazionale, la pianista Serena Valluzzi, già premiata al prestigioso concorso “Busoni” di Bolzano. Ospite del secondo appuntamento, domenica 1° marzo, sarà la cantante, pianista e compositrice cubana Jany McPherson, il suo programma – svelato solo durante l’esibizione – racchiude grandi successi del panorama internazionale così come sue composizioni interpretate secondo lo stile “cuban jazz”. Infine, sabato 14 marzo avremo il piacere e l’onore di ospitare uno dei più grandi violinisti della scena internazionale contemporanea: Roman Kim, il “Paganini del XXI Secolo”, un musicista sensazionale che unisce una tecnica formidabile ad una altrettanto formidabile capacità compositiva che eseguirà alcuni tra i massimi capolavori scritti per violino così come composizioni originali, accompagnato al pianoforte dal M° Giuliano Mazzoccante.
Il Festival dell’Alta Murgia cerca di unire una dimensione artistica globale ad una locale, qual è l’eredità che i grandi eventi e gli ospiti internazionali lasciano sul territorio e nel pubblico?
Faccio un esempio su tutti: nel 2024 il Festival ha ospitato il chitarrista e compositore brasiliano Yamandu Costa, uno tra i più importanti artisti a livello internazionale che difficilmente è possibile ascoltare dal vivo, almeno alle nostre latitudini. Ebbene, in quell’occasione, non solo abbiamo registrato un sold out quasi immediato ma abbiamo registrato presenze da Roma o dal Nord Italia. Questi episodi non rappresentano solo appuntamenti artisticamente memorabili ma sono un importante volano per il turismo e per il tessuto produttivo locale.
Infine, una riflessione: quanto è importante per una comunità avere un Teatro?
Il teatro crea comunità: non solo al suo interno, tra chi lavora alla parte artistica o tra le maestranze, ma anche tra chi ne fruisce: gli spettatori diventano comunità nel momento in cui seguono uno spettacolo, un concerto, o qualsiasi altra attività dal vivo poiché il momento dello spettacolo dal vivo è un momento di condivisione totale, si vive in silenzio un’esperienza unica che sta prendendo forma, l’arte performativa ti dà la possibilità vedere qualcosa che nasce davanti ai tuoi occhi e che non sarà mai uguale, produrrà sempre un’emozione nuova. Il teatro allora serve a questo, a scoprire e vivere ogni volta un’emozione diversa, serve a vivere l’arte insieme agli altri e serve quindi a creare una comunità coesa che vive di principi sani e tra questi non può mancare l’arte.
Salutiamo Leonardo Colafelice augurando quindi non solo al Festival ma a tutta la sua comunità un mese di grande musica e condivisione.
Simona Irene Simone