
Lo stesso giorno dell’uscita ufficiale del loro primo progetto discografico, pubblicato dalla Inner Urge Records , il VMV trio ha voluto presentare una versione live sul palco del Duke Jazz club di Bari. The search of meaning (La ricerca del significato) vede la luce dopo un percorso ed una collaborazione durata tre anni, ma è qualcosa che va oltre, e che racchiude un legame, un’amicizia una sintonia che si è andata affinando nel tempo.
Vincenzo Di Gioia al sax alto, Marco Cutillo alla chitarra e Vito Tenzone alla batteria (ma ha utilizzato anche una tastiera Midi) hanno davvero dato spettacolo e trasportato il numeroso pubblico presente sull’onda di una musica ricercata e rarefatta, senza però tralasciare i virtuosismi che abbiamo avuto il piacere di gustare in lunghi e numerosi assoli da parte dei tre giovanissimi musicisti pugliesi.

La presentazione iniziale del gruppo è stata affidata a Fabrizio Savino, non in veste di chitarrista, bensì in quella di produttore. Fabrizio Savino è docente di chitarra jazz presso il Conservatorio Nicolò Piccinni di Bari e devo facilmente pensare che sia rimasto affascinato dalle capacità (tecniche e compositive) del suo alunno, ma non solo, per diventarne produttore.
Parliamo di un trio di giovanissimi musicisti pugliesi che con il loro trio sono riusciti a coniugare una capacità tecnica, emozioni e improvvisazione in un jazz contemporaneo di grande personalità. Hanno tenuto a precisare che si tratta di un “concept album”, dove il significato di ogni brano è collegato al successivo. Il loro intento è stato quello di andare oltre la mera tecnica e la complessità armonica e ritmica della scrittura, bypassando tutto questo per arrivare direttamente all’ascoltatore.

Vincenzo Di Gioia è il più giovane dei tre (Ruvo di Puglia, 2003). Lo scorso giugno ha partecipato al Concorso Internazionale Massimo Urbani, rivolto ai giovani musicisti jazz, qualificandosi al secondo posto, ma ha anche conquistato il Premio Santa Cecilia 2019 e il Premio Pierluigi Galluzzi 2023. A dicembre 2025, per la 9ª edizione del Premio Marco Tamburini, evento realizzato in collaborazione con il Dipartimento Jazz del Conservatorio di Musica “Francesco Venezze” di Rovigo Il nostro Vincenzo Di Gioia è risultato vincitore per la categoria riservata ai giovani solisti di jazz.

Barese classe 2001, Marco Cutillo ha iniziato a studiare chitarra all’età di 11 anni. Dopo una formazione di stampo classico, si è avvicinato alla chitarra elettrica e ha esplorato generi come il rock, il pop e il blues. Ha scoperto il jazz intorno ai 18 anni, studiando al conservatorio di Bari “N. Piccinni” con insegnanti quali Giacinto Piracci e Fabrizio Savino. Ha partecipato ad alcuni tra i più importanti contest jazz nazionali. In gruppo ha vinto il Teano Jazz Contest e il Tomorrow’s Jazz, mentre come solista ha ottenuto il primo premio assoluto al Concorso Nazionale “Igor Stravinskij”. Ha collaborato, tra gli altri, con Fabio Accardi, Roberto Ottaviano, Antonello Losacco e Bruno Montrone.

Vito Tenzone, Nato a Bari nel 1999, suona la batteria fin da bambino sotto la guida di Giuseppe Berlen e a soli dieci anni ottiene già un premio internazionale (“Days of Percussion International Competition” nella città di Fermo). Nel 2024 termina il Biennio Accademico di secondo livello in Batteria e Percussioni Jazz presso il Conservatorio “N.Piccinni” di Bari, concludendo gli studi con la votazione di 110/110 Lode e Menzione D’onore, arricchendo la sua formazione con workshop e masterclass a Umbria Jazz, Siena Jazz e con alcuni dei musicisti più influenti della scena contemporanea. Si esibisce in Germania e in numerosi festival jazz italiani, distinguendosi per un approccio maturo e un forte senso di interplay. Nel 2024 riceve il riconoscimento come Miglior Solista all’Abbazie Jazz Contest mentre nel 2025 vince il Primo Premio dell’Olimpico Jazz Contest istituito da Vicenza Jazz. Nel VMV Trio porta una visione ritmica personale, energica e aperta al dialogo musicale. Attualmente fa parte di numerosi altri progetti e collabora con artisti come Roberto Ottaviano, Mirko Signorile, Gaetano Partipilo, Eugenio Macchia, Antonello Losacco (“Worlds Beyond” e “Live in Berlin”) , Francesco Schepisi e molti altri.

Nonostante la giovanissima età dei musicisti (la somma dell’età dei tre è uguale alla mia), VMV Trio è un progetto solido e coeso: i tre musicisti portano avanti percorsi individuali, ma trovano nel trio un’identità condivisa, uno spazio di crescita e sperimentazione collettiva. Il percorso del gruppo è solo all’inizio — e si propone come una promessa nel panorama jazz contemporaneo: musica che unisce ricerca, sensibilità e capacità di comunicare storie e emozioni.

Ogni composizione cattura frammenti di introspezione, desiderio, connessione e trasformazione, alternando momenti di delicatezza a esplosioni di energia. E’ in sostanza la storia di una amicizia vera, che va oltre la musica che suonano.
In alcuni momenti del concerto ho avuto la sensazione di immaginarli seduti in un treno che li trasporta in un viaggio senza una meta precisa. Un treno che fa tante fermate per caricare altre persone (gli spettatori), che riprende il cammino, prende velocità, per poi rallentare di nuovo in vista di nuove tappe, nuove avventure.

Tutti i brani del loro Album sono state eseguiti durante il concerto, alcuni a firma di Marco Cutillo (“Missin Piece” e “Outrage”), altre a firma di Vito Tenzone (“Where am I now?” e “May 14 – the story of us”), e altre due di Vincenzo Di Gioia (“Now fly, the dream is real” e “Film”). Un brano, definito come “traccia di collegamento”, dal titolo “Troubled consciousness”, porta la firma di tutti e tre.

Fuori da CD, i due brani che hanno concluso il primo set (un brano di Vito Tenzone) ed il bis (Overthiker). Non sono mancati i ringraziamenti per l’etichetta discografica Inner URGE Records, per Fabrizio Savino nelle vesti di produttore, ma anche per Guido Di Leone che aveva stabilito la data del concerto e voleva che la prima presentazione dell’Album avvenisse al Duke Jazz club. La cosa certa che sono tre ragazzi destinati ad arrivare lontano.
Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro