L’analisi spietata nei confronti di quanti non hanno il coraggio di scegliere, condannandosi anche da adulti ad un destino da eterni immaturi: è nelle sale “Le cose non dette”, il nuovo film di Gabriele Muccino

C’è tutto Gabriele Muccino nell’ultima sua opera cinematografica “Le cose non dette” nelle sale dal 29 Gennaio: un “romance” urlato, nevrotico al punto giusto tratto dal romanzo Siracusa di Delia Ephron e con un cast d’eccezione da Stefano Accorsi (Carlo) a Claudio Santamaria (Paolo), passando per Carolina Crescentini (Anna) e Miriam Leone (Elisa), senza dimenticare le piacevolissime sorprese della piccola Margherita Pantaleo (Vittoria) e la bellissima scoperta Beatrice Savignani (Blu).

Al centro quattro coppie, che in qualche maniera, cercano di non rassegnarsi all’infelicità e insoddisfazione della vita di tutti i giorni: Carlo ed Elisa (Accorsi e Leone) rispettivamente professore universitario e scrittore in profonda crisi d’ispirazione e lei giornalista di punta di una rivista di successo a corto d’idee e poi i loro amici di sempre Anna e Paolo (Crescentini e Santamaria) assieme alla loro figlia tredicenne Vittoria (Pantaleo).

Tutti e cinque decidono di partire per il Marocco, a Tangeri, sfuggendo alle loro enormi dinamiche irrisolte, le loro cose non dette, ma a sconvolgere tutto è l’arrivo di Blu (Savignani), giovanissima studentessa universitaria nonché amante di Carlo.

E da qui ha inizio il cinema kamikaze del regista, che enfatizza la chimica degli attori con un vorticoso rincorrersi, un dinamismo di già consolidata efficacia in una stupenda Tangeri che fa quasi da palcoscenico in cui far muovere gli attori; lo storytelling mucciniano, in cui ogni parola diventa estensione perfetta di ogni personaggio, diretta scrupolosamente dalla cifra stilistica del regista che fa andare avanti, indietro, correre, sudare, baciare, gridare, piangere, ridere e in cui l’impetuosa colonna sonora di Paolo Bonvino ne amplifica volutamente ogni particolare.

Con il passare del tempo si inizia a riprendere il filo del discorso e a delineare quello che è il reale leitmotiv del film: screditare la figura dell’uomo fragile e infantile, ridicolizzando la sua impreparazione alla vita nonostante la sua preparazione fatta di studi e di cultura ed ecco la figura femminile prendere il sopravvento, facendo si che siano i punti femminili a indirizzare il flusso, che vedrà sia in Miriam Leone (Elisa) ma soprattutto nella piccola tredicenne la chiave del film, con un finale dal sapore amaro e con un tocco di thriller.

C’è, come detto, tutto il cinema del regista, nel bene e nel male, non risparmiando chi non ha il coraggio di scegliere, lasciandosi trascinare verso il destino di adulti eternamente immaturi.

Samantha Pinto

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1 commento su “L’analisi spietata nei confronti di quanti non hanno il coraggio di scegliere, condannandosi anche da adulti ad un destino da eterni immaturi: è nelle sale “Le cose non dette”, il nuovo film di Gabriele Muccino

  1. grazia nicodemi Rispondi

    Stupendo….mi e piaciuto così tanto che l ho voluto rivedere due volte.
    Bravi tutti gli attori .. complimenti.

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