
Non l’ho mai fatto prima, ma voglio tentarci: scrivere una piccola riflessione partendo da un brano musicale.
“Peace piece” è un brano jazz registrato da Bill Evans nel dicembre 1958 per il suo secondo album “Everybody Digs Bill Evans” (Tutti apprezzano Bill Evans). Si tratta di un’improvvisazione eseguita alla fine della sessione di registrazione ed è una delle sue più semplici, costruita su una delicata progressione di due accordi.
Vorrei invitare coloro che si sono lasciati incuriosire dal titolo, di cercare il brano e sedersi per ascoltarlo in religioso silenzio. Per me è diventato un mantra, una preghiera. Ogni sera, prima di addormentarmi, chiedo ad Alexa di mettere un po’ di musica. Non avendo pacchetti in abbonamento, spesso i brani si ripetono e ogni sera mi auguro di risentirlo prima di addormentarmi.

Un pezzo di Pace (questo è il titolo) mai come oggi è più attuale, con i tantissimi conflitti sparsi nel mondo e che ci hanno creato assuefazione, con premi Nobel dati a caso e “regalati”, svilendo il suo significato.
Eppure a me (non solo a me) hanno insegnato che la Pace non è assenza di guerra. E’ qualcosa che va ben oltre e che deve essere costruita, che richiede impegno di tutti, non solo dei grandi della terra.

E proprio in questi giorni è passato da Bari lo spettacolo di Elio Germano e di Theo Teardo “La guerra com’è”. Germano non ha fatto altro che leggere brani tratti dal libro di Gino Strada dal titolo “Una persona alla volta”, mentre Teardo ha costruito una colonna sonora in diretta, dando spessore alle letture e a qualche immagine proiettata in un Teatro Piccinni affollato.
Elio Germano ha dato voce a Gino Strada, un testimone del nostro tempo, che con la sua vita ed il suo esempio, si è sempre messo dalla parte degli ultimi. Non ha mai cercato consenso, ma ha sempre messo a repentaglio la sua incolumità per curare le vittime di guerra, essenzialmente donne e bambini. Mine antiuomo, costruite anche in Italia, che non colpiscono gli uomini, ma attirano l’attenzione dei più piccoli facendoli saltare in aria.
Apprezzabile anche l’iniziativa di fare incontrare gli interpreti con le scolaresche, il giorno prima dello spettacolo, con il programma “Dentro la scena” che accompagna tutta la Stagione Teatrale, dove il Teatro diventa un’Agorà per riflettere sui temi del nostro tempo. La guerra, il diritto alla salute, i diritti umani, che se li neghiamo a qualcuno, non valgono per nessuno. Sul palco, con Elio Germano e Theo Teardo, l’Assessore alla Cultura del Comune di Bari Paola Romano, Giancarlo Visitilli docente di Lettere, scrittore, giornalista e critico cinematografico, Giulia Gigante per l’Associazione di cultura e politica “Orizzonti”.

Un momento in cui Elio Germano ha potuto essere più diretto nei confronti dei ragazzi di liceo, facendoli riflettere sul significato della pace, sul rifiuto della guerra, sulla partecipazione politica, sul rispetto dell’altro. Peccato però che una buona parte dei ragazzi era più interessato a consultare il cellulare e a chiacchierare. E nel dibattito che ne è seguito, neanche un ragazzo è stato in grado di presentare una domanda, segno che per l’incontro non vi è stato nessun approfondimento sullo spettacolo, su Gino Strada, su Elio Germano (mai banale), e sul valore educativo del Teatro. E a volte diventa imbarazzate sentir parlare di retorica, di dirci sempre le stesse cose tra di noi, su temi sui quali siamo sempre d’accordo su tutto.
Emergency, tondata da Gino Strada nel 1994 ha curato gratuitamente oltre 14 milioni di persone, spesso in zone di guerra. E questo ci deve interrogare ogni giorno, giovani o meno giovani, su quello che può essere il nostro contributo, che non si può limitare a lasciare un “Like” sui social. Il mestiere dell’insegnante a scuola può essere il più bel mestiere al mondo, forse il più difficile. Ma dobbiamo (noi adulti) impegnarci a far appassionare i più giovani all’Arte, alla Cultura, alla Musica, alla partecipazione politica.

E chiudo questa mia piccola riflessione tornando al brano iniziale. Spesso andiamo dietro a mode o correnti che ci trascinano, che ci fanno divertire, ma alcune volte dobbiamo andare più a fondo delle cose, non disdegnare cose che ci costringono a pensare, a sederi per “gustare” un brano musicale, che ci obbligano a riflettere. Solo così riusciamo a rompere la catena dell’indifferenza.
Grazie a Gino Strada, sempre nel mio cuore, a Elio Germano, a Theo Teardo e a tutti coloro che si spendono per educare i più giovani (prima fra tutti, mia figlia).
Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro
La pace è voluta da molti con le parole ma nei fatti purtroppo tutti lanciano bombe e napalm e mine incuranti dei bambini neonati vecchi e donne. Si uccide per la pace ….. È un controsenso spietato inutile e bastardo