
Ebbene sì, anche io sono stata contagiata da una strana febbre, untori i bravissimi performer che hanno portato sul palcoscenico del Teatroteam di Bari la trasposizione teatrale di un grande classico del cinema degli anni 70, “La febbre del sabato sera”, il film che segnò l’ingresso di John Travolta nel mito cinematografico.
Prodotto dalla Compagnia della Rancia, una certezza nel panorama teatrale italiano da decenni, il musical narra la storia di Anthony “Tony” Manero, diciannovenne italo americano che vive nel quartiere di Brooklyn e che, durante la settimana lavora in un negozio di vernici, una vita piatta e quasi triste se non fosse che, il sabato sera, Tony diventa l’incontrastato e osannato protagonista della pista della discoteca “Odissey 2001”, grazie al suo incredibile talento per la danza.
La voglia di mettersi in gioco per fuggire dalla realtà di Brooklyn spingono Tony a partecipare ad una gara di ballo il cui premio in palio è costituito da mille dollari, convincendo la talentuosa e ambiziosa Stephanie Mangano ad unirsi a lui nell’impresa e arrivando a vincere la finale.
Coprotagonisti la famiglia di Tony, padre, madre, sorella e soprattutto fratello ex prete, e il gruppo di amici, attraverso e grazie ai quali Tony compirà un percorso che lo aiuterà a comprendere cosa è realmente importante, raggiungendo maturità e consapevolezza di sé.

Il livello del cast è davvero molto alto. Simone Sassudelli dimostra un’ottima padronanza del ruolo, il suo Tony è sfacciato e arrogante quanto dolce e sensibile, canto e ballo sono all’altezza della situazione. Gaia Soprano bravissima nel rendere la fragilità nascosta sotto un apparente snobismo di Stephanie. Jessica Lorusso interpreta Annette, disperatamente innamorata di Tony e da lui non ricambiata, il suo assolo sulle note di “Se tu non mi vuoi” è stato uno dei momenti più commoventi dello spettacolo, il gruppo di amici e compagni di bravate composto da Bobby (il bravissimo e intenso Gianluca Cavallaro) il cui ruolo si rivela fondamentale nella crescita personale del protagonista, Double J (Alex Sanchez), Joey (Claudio Cangialosi) e Gus (Lorenzo Longobardi). Divertentissimi i siparietti con Marisa Della Pasqua e Gustavo La Volpe, rispettivamente madre e padre (con chiare origini pugliesi) di Tony, mentre Natascia Fonzetti e Alice Grasso hanno dato vita ai personaggi di Dj Monty e Candy, a loro la mia menzione speciale per le splendide voci e le performance indiscutibilmente perfette, loro animano le scene nella discoteca a ritmo di Night Fever, You should be dancing, Disco Inferno coinvolgendo totalmente il pubblico presente.
Non è possibile prescindere dall’evidenziare il ruolo fondamentale del cast tecnico, capitanato dal regista Mauro Simone, che si avvale della scenografia di Gabriele Moreschi, delle luci di Francesco Vignati, dei costumi di Riccardo Sgaramella e soprattutto delle coreografie di Chris Baldock, in un caleidoscopio energico e ammaliante che trasporta lo spettatore nella New York degli anni 70, anche e soprattutto grazie all’immortale musica dei Bee Gees, veri protagonisti di questo racconto.
Gabriella Loconsole
Foto dal sito web della Compagnia