‘Sounds for Gaza’: la Puglia si ritrova per l’ultimo atto di una mobilitazione collettiva

Con due eventi pubblici, in programma giovedì 30 gennaio al Teatro Comunale Rossini di Gioia del Colle e venerdì 31 gennaio a Bari, negli spazi di Post-Factory, si avvia alla conclusione il percorso di Sounds for Gaza, iniziativa culturale e solidale promossa dall’Associazione culturale NODE insieme a una rete ampia e trasversale di artisti, operatrici e operatori culturali, associazioni, spazi indipendenti ed esercenti, sostenuta da una cittadinanza attiva e consapevole.

Due appuntamenti diversi ma complementari, pensati come momento finale di incontro, restituzione e rilancio collettivo, che accompagneranno la chiusura della campagna di raccolta fondi a sostegno della popolazione civile palestinese.

Dopo oltre due mesi di mobilitazione diffusa in tutta la Puglia, Sounds for Gaza arriva così al suo ultimo atto pubblico, confermando la forza di un progetto nato dal basso e cresciuto grazie alla partecipazione diretta di una comunità che ha scelto di non restare in silenzio.

Il primo appuntamento, giovedì 30 gennaio al Teatro Comunale Rossini di Gioia del Colle, è una serata costruita come un racconto corale: musica dal vivo, letture e interventi pubblici si intrecciano per aprire uno spazio di ascolto, riflessione e responsabilità condivisa.

Sul palco si esibiranno Nabil Salameh, cantautore e giornalista palestinese naturalizzato italiano, fondatore dei Radiodervish e degli Al Darawish, ed Erica Mou, tra le voci più riconosciute della scena cantautorale italiana contemporanea. Accanto a loro, PierPaolo Capovilla e Giorgio Cuscito, Gaetano Partipilo, Eugenio Macchia, Dario Skepisi e Zen-03, in una narrazione che attraversa musica, parola e impegno civile.

La serata sarà arricchita da talk, speech e momenti di lettura, con un contributo video di Luciano Canfora e la partecipazione dal vivo di Domenico Quirico, Michele Giorgio, Teresa Ludovico, Lorenzo D’Agostino, Rosario Milano, Cosimo Damiano Damato e Flavio Luperto. È previsto inoltre un collegamento diretto con EMERGENCY a Gaza, per raccontare dal campo il lavoro sanitario in corso e restituire al pubblico uno sguardo diretto sulla realtà sostenuta dalla raccolta fondi.

Il percorso di Sounds for Gaza si chiude venerdì 31 gennaio a Post-Factory a Bari, con una serata dal carattere conviviale e partecipato, pensata come ultimo momento di incontro e condivisione prima della chiusura definitiva della campagna.

Un appuntamento che unisce cibo, musica, danza e parola: una cena palestinese accompagnerà interventi pubblici, contributi artistici e momenti informali di confronto. In scena i Danzatori del Corso di Pizzica dell’ASD L’Arte di Tersicore, con lo spettacolo «Ballare in tempo di guerra è come sputare in faccia al diavolo», coreografato da Vanessa Digennaro. A seguire, il live set di Tekciervo, con special guest Alpha Oumar Baldé e Boubacar Diallo.

Una serata volutamente raccolta, che restituisce il senso più profondo del progetto: fare comunità, incontrarsi, condividere e trasformare la partecipazione in un gesto concreto di solidarietà.
Non una semplice chiusura, ma il sigillo di un percorso costruito nel tempo, fatto di relazioni, presenza e responsabilità comune.

Sounds for Gaza nasce dall’iniziativa di artisti e operatori culturali e si è progressivamente ampliato coinvolgendo spazi indipendenti, associazioni, librerie, esercizi commerciali e una cittadinanza che ha scelto di non restare spettatrice di fronte a una delle più gravi crisi umanitarie del nostro tempo. Un progetto cresciuto attraverso “Ramificazioni”, la rete di eventi diffusi che da novembre a gennaio ha attraversato la Puglia con concerti, reading, mostre, talk e momenti di raccolta fondi.

La campagna, che ha già superato i 12.000 euro, resterà attiva fino al 31 gennaio 2026 sulle piattaforme
buonacausa.org/cause/soundsforgaza e gofundme.com/soundsforgaza.

Le somme raccolte saranno devolute, al netto dei costi operativi, interamente a EMERGENCY, organizzazione umanitaria indipendente e neutrale attiva nella Striscia di Gaza con strutture sanitarie operative a Khan Younis. I fondi sosterranno attività di assistenza medica di base per adulti e bambini, primo soccorso, stabilizzazione di emergenze medico-chirurgiche, trasferimenti ospedalieri e follow-up post-operatori.

È possibile contribuire anche attraverso i punti solidali attivi sul territorio presso gli spazi aderenti all’iniziativa: Eroi, Glicine, Morgana American Bar, Ottica Lucatorto, Storie del Vecchio Sud a Bari; Oblio, Mamita Club, Casa delle Arti a Conversano; Libreria Libriamoci a Bitritto.
Tutte le informazioni sono disponibili sui canali social dedicati Instagram e Facebook.

Daniele Milillo

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