Sui confini dell’umano: “Festa di Confine” in scena al Teatro Curci di Barletta

Che cosa accade quando una vita, una comunità, una storia intera nasce e cresce su una linea di confine? Da questa domanda semplice e radicale prende forma Festa di Confine, in scena il 26 febbraio alle ore 19 al Teatro Comunale Curci, per la Stagione Teatrale 2025/2026 del Comune di Barletta, realizzata in collaborazione con Puglia Culture.

Ideato da Gianpiero Borgia e diretto da Elena Cotugno Comaneĉi, sui testi del drammaturgo franco-rumeno Matei Vișniec, lo spettacolo attraversa confini geografici e politici, ma anche quelli invisibili che abitano il pensiero, la memoria, l’identità. Linee tracciate per dividere, che nel tempo diventano luoghi carichi di storie, riti, usanze; spazi in cui l’appartenenza si conserva perché si conserva il ricordo.

La drammaturgia si costruisce come una mappa di attraversamenti. Sulle frontiere prendono voce doganieri e cecchini, cameriere e migranti, famiglie spezzate, generazioni separate e poi ricongiunte. Figure che vivono sul margine e che, attraverso il corpo e la parola degli attori, ci accompagnano in un viaggio tra passato e presente, tra vecchi e nuovi confini. Il gesto del passare “da una parte all’altra” diventa così esperienza universale, specchio della condizione umana.

Al centro di questo racconto c’è anche la festa. Non come fuga, ma come sospensione: un tempo fuori dal tempo, in cui l’ordine consueto si incrina e le differenze possono, per un attimo, sciogliersi in uno spazio comune. È la cifra di un teatro che nasce dall’osservazione del reale e dalla ricerca sul campo, e che sceglie luoghi non convenzionali per restituire al pubblico un’esperienza intensa, necessaria, condivisa.

Festa di Confine è una produzione TB/Teatro dei Borgia e Artisti Associati – Gorizia, con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia.
Durata: 75 minuti.
Con Raffaele Braia, Elena Cotugno Comaneĉi, Serena Di Gregorio, Sabino Rociola, Valerio Tambone.
Scene di Filippo Sarcinelli.

Daniele Milillo

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