La Stagione d’Opera e di Balletto 2026 della Fondazione Teatro Petruzzelli nasce nel nome del massimo capolavoro di Niccolò Piccinni “La Cecchina o sia la buona figliuola”, in scena nell’ambito delle celebrazioni dedicate al Tricentenario della nascita del sommo compositore barese

La Cecchina o sia la buona figliuola, considerata il massimo capolavoro di Niccolò Piccinni, aprirà la Stagione d’Opera e di Balletto 2026 della Fondazione Teatro Petruzzelli, mercoledì 21 gennaio alle 20.30.
L’opera, che sarà rappresentata per la prima volta al Teatro Petruzzelli, è un nuovo allestimento della Fondazione lirica pugliese, in coproduzione con la Fondazione Teatro Massimo di Palermo. Sarà utilizzata l’edizione critica a cura di Francesco Paolo Russo (Bärenreiter-Verlag).

Condurrà l’Orchestra del Petruzzelli il direttore stabile del Teatro, Stefano Montanari. La regia è di Daniele Luchetti, le scene di Alessandro Camera, i costumi di Massimo Cantini Parrini, il disegno luci di Marco Filibeck, le coreografie di Florence Bas. Regista collaboratore Alessandra Premoli.

Daranno vita all’opera Ana Maria Labin (La Marchesa Lucinda), Francesca Benitez (Il cavaliere Armidoro), Krystian Adam (Il Marchese della Conchiglia), Francesca Aspromonte (Cecchina), Paola Gardina (Paoluccia), Michela Antenucci (Sandrina), Christian Senn (Mengotto), Pietro Spagnoli (Tagliaferro).

La Cecchina o sia la buona figliuola, dopo la prestigiosa Prima di mercoledì 21 gennaio alle ore 20.30, verrà replicata venerdì 23 gennaio alle 20.30, domenica 25 gennaio alle 18.00, mercoledì 28 gennaio alle 18.00.

Martedì 20 gennaio alle 19.00, nel foyer del Teatro Petruzzelli, Francesco Paolo Russo terrà la Conversazione sull’Opera; l’ingresso all’incontro è libero fino ad esaurimento posti.

Piccinni aveva 32 anni ma era già molto famoso a Napoli e a Roma, dove si eseguivano con successo le sue opere comiche, quando ebbe la possibilità di allestire nel 1760, al Teatro romano Delle Dame, La Buona figliola un libretto di Carlo Goldoni scritto nel 1756 per un altro compositore meridionale, Egidio Romualdo Duni di Matera.

Fu un trionfo e da quel momento l’opera, denominata “Cecchina” dal nome della sua protagonista, divenne l’opera comica più famosa e più rappresentata dell’intero Settecento, con oltre 300 riprese in altrettante città d’Europa, giungendo fino in Russia e perfino in Cina, dove fu la prima opera europea ad essere eseguita alla corte dell’imperatore.

La storia della “povera ragazza”, ritenuta orfanella e adottata col nome di Cecchina dal Marchese della Conchiglia che poi se ne innamora, osteggiato dalla sorella e dalle convenzioni sociali del tempo, tra gelosie e invidie delle categorie sociali più basse, tocca le corde del patetico, giustificando per quest’opera il termine francese di “larmoyante” (lacrimevole), anche se la figura comica del soldato tedesco Tagliaferro, che deriva dall’antico mondo delle maschere della commedia dell’arte, risolverà la vicenda provando l’origine nobile di Cecchina che potrà dunque sposare il Marchese. Sia per l’intreccio tra aristocrazia e classi popolari, che per l’ispirazione musicale, vi sono molti punti in comune tra quest’opera e Le Nozze di Figaro di Mozart, che fu scritta un quarto di secolo più tardi nel 1786.

Nell’ambito delle celebrazioni dedicate al Tricentenario di Niccolò Piccinni la Fondazione Teatro Petruzzelli ha programmato una serie di iniziative speciali che hanno preso ufficialmente il via venerdì 16 gennaio, giorno del “compleanno” di Niccolò Piccinni, con il concerto intitolato “Piccinni, e brilla il genio!”, con il soprano di fama mondiale Rosa Feola, la quale ha accettato il ruolo di “testimone di Piccinni nel mondo”, la direzione di Tony Florio che ha condotto il Coro del Teatro Petruzzelli e l’ensemble di strumenti antichi Cappella Neapolitana, in un programma dedicato a Cum invocarem (Salmo IV), per coro a quattro voci e archi, Letania, per coro a quattro voci e violini, Salve Regina, per soprano solista e orchestra.

Fra le iniziative collaterali organizzate dalla Fondazione Teatro Petruzzelli, in sinergia con il Comune di Bari e dedicate al Compositore barese, anche un DocuFilm dedicato a Piccinni e realizzato da Daniele Luchetti con gli allievi dell’Accademia del Cinema di San Pio di Bari, che sarà proiettato al Teatro Petruzzelli nel corso della prossima edizione del Bifest, il Festival Internazionale del Cinema di Bari.

Nel mese di aprile al Teatro Piccinni, andrà in scena Piccinni e Gluck, una corona per due, del giornalista, scrittore e autore teatrale Valerio Cappelli, interpretato da Sergio Rubini. Lo spettacolo si concentrerà sulla tenzone che oppose Niccolò Piccinni a Christoph Willibald Gluck, di quattordici anni più grande e considerato il più grande operista europeo del suo tempo. Ultima, ma non ultima, anche una iniziativa pensata per coinvolgere i più giovani, con il cortometraggio dedicato ai ragazzi scritto e diretto da Massimo Dilevrano, in collaborazione con Nasse Animation Studio. Un progetto nato per intero in Puglia, ambientato e realizzato a Bari, con la supervisione artistica di Maria Grazia Pani. Nell’opera filmica la figura di Piccinni prende la forma di un personaggio animato e accompagna un bambino nel fantastico viaggio alla scoperta del Teatro e della sua opera più celebre: “La Cecchina”. Il progetto coniuga valorizzazione del patrimonio musicale, innovazione visiva e finalità educative.

Per il triennio che conduce al 2028,la Stagione lirica della Fondazione Teatro Petruzzelli sarà aperta da un’opera di Piccinni, corredata da intense iniziative parallele concertistiche e culturali in accordo con il Comune di Bari, primo promotore delle celebrazioni. “La Cecchina, o sia la buona figliola”, nuovo allestimento scenico della Fondazione Teatro Petruzzelli, in coproduzione con la Fondazione Teatro Massimo di Palermo, aprirà la “Stagione d’Opera e di Balletto 2026” mercoledì 21 gennaio alle 20.30, con la direzione di Stefano Montanari e la regia di Daniele Luchetti, basata sulla recente edizione critica di Francesco Paolo Russo. “La Cecchina”, lo ricordiamo, non soltanto è l’opera che diede la celebrità a Piccinni, ma fu anche il titolo del Settecento più eseguito in tutto il mondo, con oltre trecento repliche dopo la prima romana del 1760, fino agli estremi d’Europa, alle Americhe, alla Russia e perfino alla Cina, dove fu la prima opera europea rappresentata nel 1776. Martedì 20 gennaio alle 19.00, nel foyer del Teatro Petruzzelli, Francesco Paolo Russo terrà la Conversazione sull’opera La Cecchina, ossia La buona figliola, di Niccolò Piccinni. L’ingresso all’incontro è libero fino ad esaurimento posti.

Nel 2027, poi, al Teatro Petruzzelli sarà rappresentata “Zenobia” (prima opera seria di Piccinni, che segnò il suo debutto al Teatro di San Carlo a Napoli nel 1754, su un testo scritto a Vienna nel 1740 da Metastasio); e, nel 2028, sarà la volta di “Atys” (composta dal Genio barese pochi anni dopo il suo arrivo a Parigi, nel 1776, e rappresentata per la corte reale nel 1780).

I biglietti per tutti gli spettacoli della Fondazione Petruzzelli sono in vendita al Botteghino del Teatro Petruzzelli, aperto il lunedì dalle ore 10.00 alle ore 14.00, dal martedì al sabato dalle ore 11.00 alle ore 19.00, la domenica dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e su www.vivaticket.it E-mail: botteghino@fondazionepetruzzelli.it Telefono: 080.9752810.

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