
Con il nuovo anno riprendono le attività domenicali presso la Libreria Roma per queste “deliziose” matinée musicali. Il 2026 inizia alla grande con un’ospite d’eccezione: la tenor sassofonista americana (ma anche flautista e cantante) Carol Sudhalter, classe 1943, accompagnata dai nostri musicisti, sempre insuperabili, come Vito Di Modugno all’organo Hammond e Francesco Lomagistro alla batteria.
Può sembrare un trio creato per l’occasione, ma in realtà è una collaborazione che è iniziata più di venti anni fa a Ney York e per tutto questo tempo, anche se non in maniera assidua, è stato mantenuto saldo e vivo il legame tra loro, segno evidente di un’intesa che va ben oltre la semplice occasione. Ed insieme, hanno raccontato, sono riusciti a superare distanze, a sconfiggere pandemie e perché no, anche a superare uragani (che in America non sono come i nostri acquazzoni).

Carol Sudhalter è nata a Boston il 5 gennaio 1943 (abbiamo festeggiato insieme il suo ottantatreesimo compleanno) è una sassofonista jazz cresciuta in una famiglia di musicisti: suo padre Albert suonava il sassofono contralto nella zona del New England con le band di Herbie Marsh, Eddy Duchin , Bobby Hackett e altri. Anche i suoi fratelli e altri parenti sono stati musicisti. Richard Sudhalter , soprannominato “Dick”, il fratello maggiore, suonava la tromba e la cornetta e ha scritto libri (che hanno ricevuto riconoscimenti) sulla storia del jazz. Il fratello di mezzo, James, suonava il sassofono baritono e formò e diresse una “twist band”.
Nei primi anni Sessanta, Sudhalter iniziò a suonare il flauto mentre si laureava in biologia allo Smith College. Continuò a studiare flauto con insegnanti privati a Washington DC, New York, Boston, Israele e Italia fino al 1978. Ha insegnato pianoforte, sassofono e flauto privatamente, al Mannes College e per il New York Pops Salute to Music Program.
Nel 1975 ha preso la decisione di dedicarsi al sassofono (tenore e baritono) e nel 1978 si trasferì da Boston a New York per unirsi alla prima band latina tutta al femminile, “Latin Fever”, prodotta da Larry Harlow. Nel 1986 fondò l’Astoria Big Band. Si è esibita con Sarah McLawler , Etta Jones, Chico Freeman, Jimmy McGriff, Duffy Jackson e altre celebrità, e ha suonato in rinomati jazz club di New York, così come in festival jazz nazionali, italiani e britannici.

È stata citata nel libro “Madame Jazz” di Leslie Gourse (Oxford University Press, 1997) al capitolo 14: “Carol Sudhalter: A Role Model” e anche in “Growing Up With Jazz” di W. Royal Stokes (Oxford University Press, 2005). Altri articoli sono stati pubblicati di recente su The Huffington Post e The Queens Council on the Arts. Nel 2012 Carol Sudhalter ha ottenuto una nomination per il referendum della rivista Down Beat, ottenendo il nono posto nella categoria “miglior flautista jazz”.
Dall’incontro in libreria abbiamo potuto riscontrare che i suoi anni li porta magnificamente, dimostrandosi una musicista dotata di una buona tecnica, una voce suadente e una buona dose di ironia. Con molta modestia ci ha raccontato che Lou Donaldson consigliava ai sossofonisti di imparare a cantare per riprendere un po’ di fiato. Degno di nota l’utilizzo direi perfetto della lingua italiana, che ha aiutato tantissimo gli spettatori ad entrare in sintonia con lei.

Di Vito Di Modugno non possiamo che parlarne bene. E’ un’eccellenza nel panorama nazionale ed internazionale. Suona il piano (è diplomato al Conservatorio in pianoforte), suona il basso elettrico dal 1973 (ha iniziato a suonarlo nella band del padre, visto che non sempre era possibile avere un piano sul palco), ma quando suona l’organo Hammond riesce a dare il meglio di sé. E’ davvero un musicista straordinario. Di certo uno dei migliori organisti in circolazione (anche secondo la rivista “Down Beat”).

Francesco Lomagistro, tarantino, batterista/percussionista/insegnante da diversi anni sulle scene musicali nazionali ed internazionali, il suo approccio alla musica inizia con lo studio del pianoforte all’età di 11 anni per poi passare alla batteria a 16. Ha conseguito la Laurea in “Strumenti a Percussioni” presso il Conservatorio N. Piccinni di Bari , ed in seguito la specialistica di II livello per la Didattica per lo Strumento Musicale.

La sua versatilità gli ha permesso di avere una intensa attività concertistica, diversificando la stessa in più ambiti e generi: dalla classica al pop, dal jazz allo studio recording, condividendo il palco con diversi artisti nazionali ed internazionali come Mariella Nava, Antonella Ruggero, Milva, Cecilia Gasdia, Enzo Gragnaniello, Tony Esposito, Mimmo Locasciulli, Mario Rosini, David Schnitter, Fabio Morgera, Cicci Santucci, Marco Tamburini, Dario Deidda, Max Ionata, Roberto Ottaviano, Gaetano Partipilo e tanti altri musisti di spicco.
Nel 2016 ha formato un nuovo progetto con Pietro Vincenti e Camillo Pace, i T-RIOT, con i quali ha prodotto “A Different Truth” cd edito per l’etichetta giapponese Albòre Jazz, conquistando nuovi estimatori in Giappone , Nord Europa, Sud Africa e Stati Uniti; nominato fra i migliori dischi del 2017 per Radio Jazz fm di Londra, e ai primi posti della Top Jazz Charts di iTunes in Finlandia e Vietnam. Nel 2021 è uscito un nuovo lavoro discografico da leader , stavolta in compagnia di Fabio Giachino e Gaetano Partipilo , dal titolo “World Expansion” e nel 2023 , a nome di Enzo Messina, Camillo Pace e Lomagistro è stato pubblicato “Galaxy Portrait” un disco interamente registrato dal vivo.

I brani eseguiti durante il concerto sono stati degli “standard” jazz, più o meno famosi, e per ogni brano la Sudhalter ha sempre tenuto a dare credito ai compositori, ritenendolo un passaggio obbligato. Siamo percò passati da Cole Porter (Easy to love) a Gene de Paul (“Teach me tonight” e “I’ll remember april”), da Sonny Rollins (Sonnymoon for two) a Blue Mitchel (Fungii mama), per un totale di otto lunghissimi brani (bossa nova compresa).

Davvero un gran bel concerto, con tre artisti di calibro elevatissimo, con una grossa intesa tra loro. Possiamo solo dire che in queste fredde domeniche invernali, l’appuntamento presso la Libreria Roma diventa un momento piacevolissimo, per l’accoglienza di Daniela Gagliano, la Direzione Artistica sempre attenta di Gianlivio Liberti, le loro torte, un buon caffè, ma soprattutto una musica sempre speciale.
Gaetano De Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro