Un sonetto dedicato al “Buen camino” di Checco Zalone, il nuovo eclatante successo della coppia Luca Medici e Gennaro Nunziante

Cari tutti, un breve sonetto del film di Zalone. Diversamente dall’ultimo film, il nostro ha scelto di essere rediretto (in tutti i sensi) da Genny Nunziante che ha dato, dopo Tolo Tolo, molto più corpo alla regia e ad una storia esile costruita, sembra, in divenire. Prova ne sia il finale, che è bello senza essere un “lieto fine” classico, riecheggiante la chiusa di Luci della Città di Chaplin.

I personaggi, nel loro insieme, sono abbozzati e volutamente non approfonditi per dare spazio all’istrionismo di Luca (sceneggiatore tra gli altri), in arte Checco, con battute semplici, molto scorrette e francamente molto divertenti, proprio per la loro ovvietà. Divertenti ed azzeccati i filippini (ricordarsi Sole a catinelle) che ballano e cantano.

Le canzoni sono, come sempre, il pezzo forte di Checco Zalone. Una musica semplice e orecchiabile. Nulla di particolarmente originale ma rimangono impresse come certe canzoni estive che in realtà non ti lasciano mai. Brava la Arnò, Cristal. Ottima la Arjona (Alma). Divertenti i compagni di viaggio. Compresi nella parte sia la Colombari che Taheri, ultra sinistra pieni di soldi (di Checco). Solo mi si permetta: se vuoi essere scorretto, però, devi essere Mel Brooks.

Marco Preverin

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