Con il progetto ‘Around the Blues’, “Con Alma Trio” ha accolto al Duke Jazz Club di Bari le voci di Luciana Negroponte e Savio Vurchio

Una serata davvero speciale, al Duke Jazz Club di Bari, con il progetto “Around the Blues” e che ha visto il gruppo “Con Alma trio” ospitare due voci davvero speciali, come quelle di Luciana Negroponte e di Savio Vurchio. Ovviamente durante la serata più volte il pensiero è volato al ricordo di Guido Di Leone.

Si, perchè il gruppo  “Con Alma trio” è un noto trio jazz trio tutto pugliese, composto da Vito Di Modugno (organo Hammond), Guido Di Leone (chitarra) e Mimmo Campanale (batteria), famosi per le loro performance energiche e per le collaborazioni con grandi nomi del jazz internazionale come Jim Snidero e Jerry Bergonzi, e che hanno pubblicato album come ” Con Alma” (1999) e “Con Alma trio meets Jerry Bergonzi” (2015), portando il suono del jazz organistico in festival e club in Italia e all’estero. I loro punti di riferimento di questo stile sono due: il chitarrista Wes Montgomery e l’organista Jimmy Smith. Un incontro avvenuto oltre venticinque anni fa di tre amici (direi tre fratelli) che volevano rendere omaggio ad un brano di Dizzy Gillespie dal titolo “Con Alma”. Hanno sempre proposto  un jazz moderno e coinvolgente, con grande interplay e solidità ritmica, ispirato alla tradizione dell’organ trio ma con creatività molto personale. Innumerevoli sono state le collaborazioni, da Jim Snidero a Max Ionata, Patrizia Conte, Francesca Leone, Paola Arnesano, Simona Bencini, Fabrizio Bosso, Stefano D’ Anna, Michele Carrabba e tanti atri.

Questa precisazione iniziale è doverosa perché, nella programmazione iniziale, preparata ad ottobre, tra loro avrebbe dovuto esserci il nostro Guido. Al suo posto invece, abbiamo avuto il piacere di ascoltare un altro nostro chitarrista: Pino Mazzarano. Nato a Triggiano nel 1966, intraprende lo studio della chitarra a otto anni. Diplomato in Chitarra Classica al Conservatorio di musica “N. Rota” di Monopoli e diplomato in Musica Jazz sotto la guida del M° Gianni Lenoci. Ha partecipato a vari concorsi nazionali come solista ed in duo flauto e chitarra.

Nel 1990 supera un’audizione che gli permette di partecipare ad un corso di formazione e qualifica professionale per strumentisti nel campo della musica jazz e contemporanea, studiando con jazzisti di fama internazionale tra i quali: Ettore Fioravanti, Roberto Ottaviano, Gianluigi Trovesi, Bruno Tommaso, Paolo Fresu.

Di Vito Di Modugno e Mimmo Campanale ne abbiamo parlato all’infinito. Sono due eccellenze del panorama jazz pugliese, ma non solo. Entrambi apprezzatissimi e richiestissimi. La loro presenza sul palco, in progetti propri o di altri musicisti, è sempre una garanzia di uno spettacolo che riesce a trascinarti e a coinvolgerti.

Ma ovviamente, l’attenzione della serata è stata catalizzata dalle voci ospiti, che di certo non sono voci qualsiasi. Luciana Negroponte a mio avviso, rimane tra tante, quella fuori dal comune, riuscendo a passare con una facilità estrema da tonalità basse a quelle acute, e con una potenza davvero incredibile. In un progetto di questo genere resta la figura centrale, l’asse portante di tutto. Tra i suoi progetti spicca quello in duo con Vito Di Modugno dove entrambi riescono a coinvolgere il pubblico in una esaltazione della musica dell’anima.

Savio Vurchio, andriese anche lui come la Negroponte,  è un cantante noto per la sua voce caratteristica e le sue partecipazioni in progetti musicali particolari. Da qualche anno partecipa al progetto “Nero a metà Experience” che celebra la musica di Pino Daniele, esibendosi con musicisti che hanno lavorato con il grande artista napoletano. E’ dotato anche lui di una voce straordinaria e molto caratteristica che fa di lui un vero “crooner”. Ha una lunga carriera alle spalle, iniziata con le percussioni cubane e poi sviluppata nello studio del solfeggio ritmico e nella sua attività di interprete, passando dal reggae, al funky, al soul, jazz e blues.

La serata al Duke è stata davvero emozionante e coinvolgente, nonostante i ricordi di Guido Di Leone e l’ironia che è stata trasversale a tutto il concerto. Spesso le due voci si sono stuzzicate a vicenda, riuscendo a creare un clima di disteso, ma quando si è trattato di suonare o di cantare, la professionalità è emersa prepotente.

I due set sono stati aperti con l’esibizione solo in trio di Di Modugno, Mazzarino e Campanale. Il brano di apertura del concerto è stato un brano di Wes Mongomery dal titolo “Road song”, mentre in apertura del secondo set è stata eseguita una composizione originale di Vito di Modugno, dal titolo “Kynard”, presente nel secondo Album di “Con Alma trio”, ospite Jerry Bergonzi.

Tutto il concerto è scivolato via con brani della tradizione nera come “Try a little tenderness” di Otis Redding, interpretato magistralmente anche da Aretha Franklin, di Sam Cook (A change is gonna come), dei Blod Sweet & Tears (I love more than you’ll ever know) e due brani di Duke Ellington, dal titolo “Imagine my frustation” e “Ain’t got nothing but the blues”. In merito al Imagine my frustation, la Negroponte ci ha raccontato l’essenza del brano, composto da Ellington e cantato da Ella Fitzgerald, la quale durante gli spettacoli, avrebbe voluto anche lei partecipare alle danze, ma non poteva farlo solo a causa del colore della sua pelle.

Molti dei brani cantati sono stati eseguiti insieme, dalla Negroponte e da Vurchio, ma non sono mancati i brani in cui le due voci si sono alternate. Debbo dire che entrambi sono riusciti a dare a tutta la serata un impronta molto personale ed unica. Con i tre accompagnatori poi, l’interplay è stato perfetto e sono riusciti a trascinare il folto pubblico presente.

Non sono anche mancati i tributi a Pino Daniele con un primo brano, “I got the blues” (presente nel suo “Bella ‘Mbriana” del 1982), e il bis che ha chiuso il concerto, “A me me piace ‘o blues”, indimenticabile.

Davvero una serata speciale, con cinque musicisti davvero straordinari: per le loro qualità, per i brani scelti, per la loro simpatia. Anche questo è servito a prepararsi al Natale.

Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro

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