“Sherlock Holmes – Il musical”, interpretato da uno strepitoso Neri Marcorè, indaga con ironia e suspence su un attentato alla Regina d’Inghilterra, trascinando il pubblico del Teatroteam di Bari nei suoi mitici ragionamenti

Nel 1990 Neri Marcorè mi conquistò con l’imitazione praticamente perfetta del mio cantautore preferito, Luca Barbarossa, il suo talento di imitatore, attore teatrale cinematografico e televisivo, showman a 360 gradi è noto e apprezzato da tutti ed è per questo che non è semplice sicuramente condividerne la scena ecco perché, appropinquandomi ad assistere alla rappresentazione del musical “Sherlock Holmes” organizzato da Aurora Eventi al Teatroteam di Bari, pensavo che “neri” o meglio offuscati dalla sua presenza scenica, sarebbero risultati i suoi comprimari.

Lo confesso, felicissima di ammetterlo, mi sbagliavo totalmente, ma procediamo con ordine, partendo dalla trama.

Londra, 17 Giugno 1897, alla vigilia del Giubileo per celebrare i sessant’anni di regno della Regina Vittoria, Sherlock Holmes, principe dei detective, dopo la morte del suo nemico giurato Moriarty attraversa un periodo di assoluta indolenza, nulla lo stimola, i crimini per i quali viene richiesto il suo intervento non lo stimolano abbastanza e difatti rifiuta di fornire il suo apporto nonostante allettanti proposte economiche.

Durante la notte avviene l’omicidio di un uomo e, attraverso messaggi cifrati lasciati proprio dalla vittima, il quale richiede espressamente l’intervento di Holmes, stimolandone l’interesse. L’investigatore infatti torna al lavoro, aiutato dal fido dottor Watson scopre che è in atto un piano per attentare alla vita della Regina esattamente nel giorno del giubileo e che potrebbe causare centinaia di vittime, inizia così una corsa contro il tempo per scoprire dove, quando e soprattutto da chi verrà compiuta l’azione.

La messa in scena, per la regia di Andrea Cecchi, autore anche dei testi insieme ad Alessio Fusi (per le liriche) e Enrico Solito, curata nei minimi particolari, si avvale di un cast tecnico capace di cambiare scene e atmosfere nel giro di pochi secondi, la scenografia di Gabriele Moreschi, coadiuvata dalle luci di Emanuele Agliati infatti muta continuamente e ci porta nella Londra della fine del diciannovesimo secolo, con le sue atmosfere insieme grigie ma anche vitali, complici anche i costumi di Alba Brunelli e Vanessa Rugi che riproducono fedelmente la moda del periodo.

La colonna sonora, scritta da Andrea Sardi i cui testi spiegano perfettamente la trama è mirabilmente interpretata sia dai protagonisti che dall’ensemble, le cui coreografie sono curate da Roberto Colombo e Caterina Pini, coinvolgendo il pubblico che non riesce a staccare l’attenzione da quanto avviene sul palcoscenico.

Tornando al cast artistico, come ho anticipato si è dimostrato all’altezza del protagonista, da Paolo Giangrasso nei panni dell’imprescindibile Watson a Barbara Corradini in quelli della signora Hudson, da Francesca Ciavaglia, la bella Molly O’Neill a Niccolò Curradi interprete di Mycroft Holmes, fino a Simone Franca, Riccardo Gianini e Lapo Braschi, la mia personale menzione speciale va a Giuseppe Verzicco, interprete brillante e divertente del vanesio ispettore Lestrade, un plauso generale comunque per l’ironia, e la leggerezza va davvero all’intero cast.

Sopra tutti ovviamente lui, Neri Marcorè, capace di dare al suo protagonista il tipico atteggiamento inglese senza il manierismo in cui, interpretando personaggi di questo tipo, è possibile cadere, stiamo pur parlando di un artista la cui carriera è lì a dimostrare un talento indiscutibile ma c’è qualcosa in lui, la sensazione che non si prenda troppo sul serio, che affronti il suo lavoro con la consapevolezza di essere al servizio del pubblico che non è scontata e che soprattutto, per utilizzare un termine abusato in questi contesti, “arriva” e trascina lo spettatore in una fascinazione incontrovertibile.

Il merito di aver portato questo spettacolo al Teatroteam, come ricordato anche dal protagonista alla fine della messa in scena, va, come detto, ad Aurora Eventi; peccato solo che si sia trattato di una singola replica perché il tutto esaurito registrato durante la serata sarebbe sicuramente stato bissato.

Gabriella Loconsole

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