Andamento lento? Tutt’altro. Tullio De Piscopo trascina il pubblico dall’Associazione “Amici della Musica Orazio Fiume” di Monopoli

Prosegue l’attività della 46° edizione della rassegna organizzata dall’Associazione “Amici della Musica – Orazio Fiume” di Monopoli, con un concerto davvero accattivante, che ha visto sul palco  uno dei musicisti più leggendari della storia della musica italiana, spaziando dal jazz al rock, dal pop al folk: il batterista napoletano Tullio De Piscopo.

La sua storia inizia da lontano, nella sua Napoli. Il prossimo 24 febbraio festeggerà i suoi 80 anni di età, con una carriera che supera abbondantemente i 60. Il suo nome, per i più, è legato essenzialmente a Pino Daniele ed in questi giorni, è d’obbligo ricordare anche James Senese, altro musicista partenopeo, seppur di colore, scomparso solo 15 giorni prima del concerto monopolitano. Impossibile ricordare Pino Daniele senza la presenza, sul palco, dei suoi “fratelli in blues” James e Tullio. Tutti e tre hanno scritto una delle pagine più belle della musica italiana, mettendo Napoli al centro dell’attenzione. Ma dire che Tullio De Piscopo sia stato soltanto il batterista di Pino Daniele è molto riduttivo.

A Monopoli si è presentato con una formazione composta da cinque giovani e validi musicisti.

Daniele Labelli alle tastiere. 54 anni, insegnante di pianoforte presso la Scuola di Musica della Fondazione Musicale di Santa Cecilia di Portogruaro (VE). Stefano Gajon al clarinetto, sax soprano, tastiere e chitarra. Nato a Venezia nel 1976, ha studiato al Conservatorio “B. Marcello” di Venezia, diplomandosi in clarinetto con il massimo dei voti nel 1995 e successivamente (2003) in “Jazz”. Alessandro Simeoni al basso elettrico. Classe 1996, di Jesolo, nel 2018 si è aggiudicato una borsa di studio quadriennale in musica nella prestigiosa istituzione americana. Il riconoscimento è avvenuto a seguito della sua partecipazione ad “Umbria Jazz Clinics”

Gianluca Silvestri alla chitarra. Di italiano ha in fondo ben poco: nato a Londra, nel 1996 si è trasferito in California e l’anno seguente si iscrive al Musicians Institute di Los Angeles, la scuola dove costruisce la propria tecnica chitarristica e si lascia affascinare dal blues, un amore che lo porta ad esibirsi in più di una circostanza al B.B. King Blues Club della città degli angeli. Si è diplomato con menzione (Best guitar player of the year 1998). Tornato in Italia, ha continuato il suo percorso di crescita musicale frequentando corsi tenuti da grandi artisti come Enrico Intra e Franco Cerri. Suona con De Piscopo dal 2011. Rosario Di Giorgio, giovanissimo batterista siciliano originario di Partinico. In diversi momenti del concerto ha affiancato Tullio De Piscopo alla batteria. Per certi versi un confronto generazionale, ma senza vincitori: entrambi, anche insieme, hanno dato un ritmo irrefrenabile a tutta la serata.

Tullio De Piscopo è un mito. In questa sua lunghissima carriera ha suonato con tutti e ha partecipato da protagonista a mutamenti musicali che sono considerati pietre miliari. Forse, prima fra tutte, la sua collaborazione con Astor Piazzolla e la nascita del suo “Nuevo Tango”. Quello che ha raccontato in sala non deve essere considerato una esagerazione. Quando Piazzolla (musicista argentino originario della nostra Trani) si trasferì in Italia, si attorniò di eccellenti musicisti italiani, tra i quali due fra i turnisti più richiesti del periodo come Pino Presti (direttore d’orchestra, arrangiatore e bassista) e il nostro Tullio De Piscopo. Determinanti, con il loro contributo, alla svolta stilistica del compositore argentino.

Già all’età di 13 anni si esibiva nei locali partenopei ma la sua svolta avviene quandi si trasferisce, a 23 anni, prima a Torino e poi a Milano. Da questo momento in poi la sua carriera sarebbe stata contraddistinta da infinite collaborazioni di prestigio con artisti d’oltre oceano in tournée in Europa, da prestazioni in orchestre, qualche album solista e qualche album in cui accompagna musicisti come  Franco Battiato, Fabrizio De André, Armando Trovajoli, Loredana Bertè, Renato Zero, New Trolls Atomic System,

Nei primi anni settanta entrò nel Franco Cerri Quartet e nel 1974, a luglio, partecipò allo storico concerto che ottenne grande consenso di pubblico e di critica a Umbria Jazz, a Orvieto assieme a Gerry Mulligan, Gianni Basso, Renato Sellani, Dodo Goya. Vanta collaborazioni con musicisti di rango fra i quali Max Roach M’Boom Re Percussion, Quincy Jones, Chet Baker, Dizzy Gillespie, Gerry Mulligan, Bob Berg, Don Cherry, Gil Evans, Wayne Shorter, Slide Hampton, Billy Cobham, Gato Barbieri, Vinícius de Moraes, Toquinho, John Lewis, Massimo Urbani, Astor Piazzolla, Eumir Deodato, Severino Gazzelloni, Alphonso Johnson, Naná Vasconcelos, Niels-Henning Ørsted Pedersen, Richie Havens, Mike Melillo, Dado Moroni, Franco Cerri, Enrico Intra, Guido Manusardi, Mario Rusca, Sante Palumbo, Stefano Cerri, Gianni Basso, Renato Sellani, Enrico Rava, Massimo Moriconi, Donatella Rettore, Mina, Adriano Celentano, Lucio Dalla, Manu Chao, Roberto Vecchioni, Enzo Jannacci, e tanti, tanti altri.

Autore di colonne sonore, tra cui ricordiamo Mi manda Picone di Nanni Loy. Nel 1987 Tullio De Piscopo è in tour europeo con Gato Barbieri, insieme a Joe Amoruso e Rino Zurzolo. Indimenticabile la “drum battle” nel 1986 conun’altra leggenda della batteria come Billy Cobham. 

Come cantante ottenne successo con la canzone M’briachete tu, poi la consacrazione con Andamento lento (con la quale partecipò a Sanremo 1988 e vinse il Festivalbar nello stesso anno). Altre canzoni celebri sono E allora e allora (Sanremo 1989) Stop Bajon (1984, suo primo brano cantato), He’ fatte ‘e solde, eh? (1985), Jastao (1990), e Qui gatta ci cova (Sanremo 1993)

Nel 2008 è tornato a suonare, dopo più di vent’anni, con Pino Daniele, insieme agli stessi musicisti dell’epoca (James Senese, Tony Esposito, Rino Zurzolo e Joe Amoruso). Nel 2013 ha partecipato al tour mondiale con Pino Daniele, suonando in teatri e jazz festival, con la partecipazione di artisti come Marcus Miller e Mino Cinelu. Nello stesso anno partecipa al tour “Nero a Metà”. Nel 2015 uscirà un doppio CD, con la documentazione dell’ultimo concerto di Pino Daniele (il 22 dicembre 2014) a Milano al Mediolanum Forum di Assago.

Il 29 novembre 2018 Tullio De Piscopo è annoverato fra le 100 Eccellenze Italiane nel mondo nella quarta edizione del “Premio 100 eccellenze Italiane” presso la Sala della Lupa in Montecitorio.  Il 4 giugno 2023, in occasione della festa organizzata allo Stadio Maradona di Napoli per la vittoria dello scudetto ottenuta dalla squadra partenopea, è stato ospite dell’evento con James Senese e molti altri.

Mi piace anche ricordare che Il nostro grande pianista Dado Moroni (il giorno dopo ha suonato a Bari) ha iniziato a suonare proprio nel gruppo di Tullio De Piscopo e abbiamo avuto il piacere di ascoltarli insieme al Beat-Onto Jazz Festival a settembre 2021 (con il contrabbassista Aldo Zunino).

Il concerto, aperto con un brano di Oscar Peterson, è scivolato via con una serie di brani cantati che hanno reso famoso Tullio De Piscopo ad una platea più vasta, da “Stadera” a “NA-MI-NA”, “Stop Bajon (Primavera)”, “Qui gatta ci cova”, “E allora e allora”, per arrivare ad “Andamento lento”, che è stato riproposto nuovamente, come secondo bis. Il primo bis invece, è stato dedicato a Pino Daniele ed eseguito in solo con la sua batteria. L’ultimo brano, prima dei due bis, ha visto tutti i musicisti scatenati in un’improvvisazione tra il rock, il soul, il funky ed il blues, con riferimenti a James Brown ed i Blues Brothers, e con Gianluca Silvestri in evidenza. Pubblico, ovviamente, in visibilio. Ma tutti i musicisti sono stati capaci di entusiasmare il pubblico (concerto Sold out).

Tra i tanti bei racconti, bellissima è stata la narrazione dei suoi viaggi in treno (il brano MA-MI-NA sta per Napoli Milano Napoli), da ragazzo, e per seguire le raccomandazioni della mamma era costretto a dormire in treno, seduto sulla batteria per il timore che potevano rubargliela. Batteria comprata a cambiali (250 mila lire al mese, tutte pagate). Bello e dettagliato anche il racconto del suo incontro con Astor Piazzolla, con il suo banoneon, e la nascita di un brano storico “Libertango”, ovviamente eseguito a metà concerto.

Ridendo e scherzando, ha detto che è già pronto il cartellone del prossimo tour per festeggiare gli ottant’anni: “The Last Tour”, nutrendo però dubbi in merito. Non sappiamo come andrà a finire, ma di certo, per la serata e per il suo contributo alla musica italiana, non possiamo che dirgli Grazie.

Un corposo insieme di successi che hanno fatto del musicista napoletano un caposcuola del sound mediterraneo, riconosciuto con premi importanti quali l’onorificenza dall’Accademia Medicea, il Leone d’Oro alla carriera, il premio 100 eccellenze italiane e il recente premio Tenco per i ‘Suoni della Canzone’.

Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.