Il Mimmo Campanale Trio alla Libreria Roma di Bari riapre con successo i battenti della rassegna ‘Imprinting Music’

Torna l’autunno e tornano i concerti della domenica mattina presso la libreria Roma. “Imprinting Music – Il Jazz in libreria” è una rassegna ideata da Daniela Gagliano e Gianlivio Liberti, che ci hanno permesso di poter godere di momenti di ascolto mattutini in spazi notoriamente chiusi nelle giornate festive. Sono occasioni privilegiate per incontrarsi, per fare nuove amicizie ed ascoltare sempre buona musica.

Dopo la pausa estiva, la nuova rassegna ha preso avvio con il Trio del batterista Mimmo Campanale, con Camillo Pace al contrabbasso e Domenico Cartago al piano elettrico. E’ stato presentato l’ultimo Album registrato a nome di Mimmo Campanale, con la stessa formazione presente in libreria, e che rende omaggio a diverse composizioni dei suoi amici.

Mimmo Campanale, nato ad Andria, autodidatta, ha maturato numerose esperienze nell’ambito della musica Jazz e Pop. Campo privilegiato di interesse e di ricerca musicale è il Jazz al quale si accosta nel 1984. Nel 1985 partecipa alla costituzione del gruppo Jazzerie con Maurizio Quintavalle, Nico Stufano feat. Roberto Ottaviano al sax sopranoincidendo due Album. Dal 1986 fa parte del Mario Rosini Trio con Paolo Romano al basso elettrico. Nel 1987 con il contrabbassista Maurizio Quintavalle costituiscono il trio del pianista, compianto amico, Davide Santorsola, incidendo cinque dischi.

Dal 1988 collabora con il gruppo Pop “ Novecento” partecipando ai vari tour in Italia e produzioni con ospiti di levatura mondiale quali: Billy Preston, Stanley Jordan, Eumir Deodato, Al Jarreau.
Dal 2000 fa parte del Con Alma trio con Guido Di Leone – chitarra e Vito Di Modugno – organo Hammond incidendo due dischi. Nel 2007 insieme al pianista Mario Rosini e alla front-leader del gruppo soul/funk Dirotta su CubaSimona Bencini, costituisce gli LmG Quartet completato dal sax alto Gaetano Partipilo e Luca Alemanno contrabbasso. Oggi è uno dei batteristi più ricercati sul tutto il territorio nazionale. Siamo sempre abituati a vederlo come accompagnatore (ultima collaborazione ormai stabile, quella con Greta Panettieri) ma vederlo e ascoltarlo da leader è stato altrettanto soddisfacente.

Camillo Pace, tarantino, ha studiato contrabbasso presso il conservatorio “Nino Rota” di Monopoli e si è laureato in discipline musicali jazz con specializzazione storico – musicologica presso il conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari. Il suo percorso musicale lo vede presente in diverse formazioni che spaziano dal jazz al pop, per continuare alla musica folk e cantautorale. Tra le sue collaborazioni troviamo nomi come Marco Tamburini, Bobby McFerrin, Paolo Fresu, Roberto Ottaviano, Stochelo Rosenberg, Davide Santorsola, Gabin Dabirè, Nico Morelli,  Salvatore Russo, Ornella Vanoni, Lucio Dalla, Ron, Gregory Porter, Gabriele Mirabassi, Eugenio Bennato, Orchestra della Magna Grecia, Javier Girotto, Achille Succi, Claudio Fasoli, Tony Scott, Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari, Daniele Scannapieco, Susanna Stivali, Simona Bencini, Maria Pia De Vito, Rosalia de Souza,  Antonello Salis, Sarah Jane Morris, Tiziana Ghiglioni, Bruno Tommaso, ecc.

Domenico Cartago pianista e compositore nato a Trani, ha sviluppato un linguaggio personale che gli permette di spaziare e di essere attualmente attivo e presente, in differenti progetti musicali e diverse incisioni di dischi musicali che vanno dal jazz, al pop e alla musica elettronica.

Nel 2015 pubblica il suo primo lavoro discografico intitolato “Skylark”, un disco di standard jazz, con un un’ unico brano originale dal titolo Nina, con Mimmo Campanale alla batteria e Luca Alemanno al contrabbasso

Il nuovo Album di Campanale, pubblicato a novembre 2024, dal titolo “CollaborationsOne” vuole essere un segno di gratitudine verso tanti amici con cui Campanale ha collaborato in questi quarant’anni di carriera. Solo tre dei dieci brani proposti portano la sua firma, mentre gli altri sono “il suo omaggio” ad altri musicisti, tutti pugliesi, che negli anni hanno suonato con lui. Così l’Album diventa un omaggio al jazz pugliese e alle sue eccellenze.

Solo il primo e l’ultimo brano del concerto portano la firma di Campanale. Si parte dal brano “1980” e si chiude con “Acustronica” (brano del 2014, che dà il titolo all’omonimo album). Nel mezzo gli omaggi ai suoi amici, con composizioni di Domenico Cartago (Aria), Maurizio Quinavalle (Seven steps to your soul), Nico Stufano (Forever), Vito Di Modugno (Gilda) e a Camillo Pace (Notte stellata). Il momento più emozionante è stato quellodedicato al compianto Davide Santorsola, con il brano “Parenthesis #2”. Ricordare Santorsola è stao un passaggio obbligato vista la lunga collaborazione tra i due. Il brano, tra l’altro, è sfociato, nel finale, in una composizione di Sonny Rollins, St. Thomas, brano a cui Santorsola era affezionato e che riproponeva spesso nei suoi concerti.

Il bis finale è stato un brano sempre di Mimmo Campanale, dal titolo “Maki Papi”, non presente nel nuovo disco (dall’Album “Mimmo Campanale… of course!” del 2015), e dedicato al figlio. Tutti i brani dell’Album erano già stati registrati in album precedenti, con formazioni differenti. Per alcuni sono cambiati gli arrangiamenti, per altri no, ma il risultato finale è quello di un album più che godibile, magari da far trovare sotto l’albero di Natale.

Ma veniamo alla notizia che oggi mi rattrista non poco. Mentre scrivevo la mia recensione, l’11 novembre, sono stato avvisato della morte di Guido di Leone, chiedendomi di scrivere un ricordo della sua parsona. Con la morte del cuore ho accantonato queste righe per scrivere altro che non avrei mai voluto fare. Tra l’altro, nel racconto musicale di Mimmo Campanale c’e stato uno spazio anche per Guido.

Sono tantissimi i musicisti giovani e meno giovani che gravitano attorno alla scuola di musica del Pentagramma e del Duke Jazz Club. Guido Di Leone è stato un fratello per i più anziani, un padre per i più giovani, e questo rapporto è sempre stato visibile e tangibile. Solo venti giorni prima avevamo festeggiato al Teatro Petruzzelli i primi quarant’anni del Pentagramma. L’auspicio di tutti è che quello che Guido Di Leone ha saputo realizzare, riesca a sopravvivere alla sua improvvisa dipartita. Non sarà facile, ma la città di Bari merita questo e altro. Grazie Guido.

Il prossimo appuntamento della rassegna Imprinting Music – Il Jazz in libreria è stato annunciato per domenica 23 novembre, sempre di mattina, Con il trombettista Fabrizio Gaudino, il sassofonista Gianfranco Menzella ed il pianista Hammond Alberto Gurrisi. Un ringraziamento particolare anche a Daniela Gagliano e alla Libreria Roma. Non mancate.

Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro

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