A Bologna l’anima nascosta della psichiatria raccontata da Danio Manfredini

Danio Manfredini – autore, attore, regista, cantante e pittore – è una delle personalità più originali del teatro contemporaneo italiano, capace di ispirare generazioni di artisti con la forza poetica del suo lavoro. All’Arena del Sole di Bologna presenta Cari spettatori, un affresco intenso ed umano dedicato al mondo dei malati psichici. Lo spettacolo sarà in scena dal 26 al 30 novembre nella sala Thierry Salmon.

Artista poliedrico e da sempre lontano dai grandi circuiti, Manfredini fa parte della comunità creativa di Emilia Romagna Teatro, con cui condivide relazioni artistiche profonde e percorsi produttivi. In occasione delle date di Cari spettatori, ERT propone anche una mostra che raccoglie tele e disegni realizzati dall’autore nel corso degli anni: ritratti di personaggi, situazioni preparatorie allo spettacolo e appunti per la sceneggiatura di Divine. Proprio Divine, che ERT ha deciso di rimettere in produzione, tornerà in scena al Teatro delle Moline dal 12 al 22 marzo.

In Cari spettatori Manfredini firma la regia ed affida la scena a due suoi storici compagni di lavoro: Vincenzo Del Prete, che interpreta Arturo, e Giuseppe Semeraro, nei panni di Gino.

I protagonisti sono due ex pazienti psichiatrici, sospesi tra pensione di invalidità e psicofarmaci, che cercano di ricominciare una nuova vita dopo l’uscita dalla comunità. Vivono insieme in un appartamento della Caritas, dove guardano i video della struttura da cui provengono: dalle immagini e dai suoni affiorano ricordi, frammenti di esistenza, storie che non smettono di vibrare.
Tra scontri, lamentele e momenti di profonda tenerezza, le loro giornate scorrono lentamente nella stanza, interrotte solo da brevi uscite per le sigarette o la spesa.

Gino sogna di scrivere un grande copione teatrale sui temi del mondo – la rivoluzione, la minaccia atomica, la fede, la tecnologia che sovrasta l’umano – e cerca nell’arte un varco per trasformare la sofferenza in possibilità, magari nella speranza di diventare famoso. Arturo, al contrario, desidera una quotidianità semplice: una casa popolare, una fidanzata, una normalità da raggiungere passo dopo passo.
Mentre Gino si avventura in slanci visionari e comici, Arturo osserva il presente con lucidità disincantata, restituendo sintesi essenziali sul senso dell’esistenza.

Sono vite che scivolano ai margini, vite esitanti e fragili, intrappolate in un tempo sospeso dove l’incertezza paralizza e gli anni scorrono silenziosi.

«Nel 1997 un paziente della comunità psichiatrica – racconta Manfredini – mi propose di dettarmi un copione. Ogni giorno lanciava in aria pensieri, premonizioni, invocazioni. L’ho seguito ovunque, block notes alla mano, cercando di fissare il suo flusso di coscienza. Nel 2010 un altro paziente, con aspirazioni da regista, mi consegnò dei dvd che documentavano momenti di vita in comunità: una festa di Natale, una cena in giardino, un cortometraggio da lui realizzato, Il treno delle stelle. Mi disse: “Li consegno a lei, forse un giorno ne farà qualcosa”. E poi c’era il più giovane, che si perdeva in discorsi filosofici sul destino dell’uomo e del paziente psichiatrico, lasciandomi parole esaltate, rabbiose, malinconiche, colme dell’inquietudine di chi sente un potenziale ma non sa come esprimerlo».
Per quasi trent’anni questo materiale è rimasto chiuso in un cassetto. Oggi, con Cari spettatori, Manfredini lo porta finalmente in scena, come un atto di gratitudine verso le persone che hanno nutrito la sua arte e la sua vita.

Danio Manfredini si forma con César Brie e Iben Nagel Rasmussen dell’Odin Teatret. È autore ed interprete di spettacoli diventati di culto: Miracolo della rosa (Premio Ubu Speciale 1989), Tre studi per una crocifissione, Al presente (Premio Ubu miglior attore 1999), Cinema Cielo (Premio Ubu miglior regia 2004), Il sacro segno dei mostri.
Nel 2012 incide Incisioni, album di cover della canzone italiana prodotto da Massimo Neri e Cristina Pavarotti, da cui nasce anche uno spettacolo presentato al Teatro Franco Parenti. Nel 2016 pubblica l’album di inediti Vivere per niente.

Nel 2013 riceve il Premio Lo Straniero come «maestro di tanti, pur restando ai margini dei grandi circuiti e refrattario al successo mediatico», e il Premio Speciale Ubu «per l’insieme dell’opera artistica e pedagogica condotta con poetica ostinazione». Dal 2013 al 2016 dirige l’Accademia d’Arte Drammatica del Teatro Bellini di Napoli. Nel 2023 gli viene assegnato il Premio Ubu alla Carriera.

Teatro Arena del Sole – Via Indipendenza 44, Bologna
Biglietti: da 7 € a 30 € (più prevendita)
Biglietteria: martedì–sabato 11.00–14.00 / 16.30–19.00
Tel. 051 2910910 – Email: biglietteria@arenadelsole.it
Info: bologna.emiliaromagnateatro.com.

Daniele Milillo

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