Intrecci, inganni e verità: il Teatro Angioino di Mola di Bari ha inaugurato la sua Stagione con il successo di “Matrimonio perfetto” della Compagnia ‘Teatro d’Oggi’ diretta da Francesco Capotorto

A Mola di Bari, tra ristoranti, pizzerie e paninoteche, c’è un varco che non ti aspetti.
Un varco di bellezza, discreto e luminoso: il Teatro Angioino.
Lì, il rumore del quotidiano si ferma sulla soglia e inizia la scena, attraverso un piccolo, ma significativo passaggio, al di là del quale tutto cambia, inizia la danza degli equivoci, la festa dell’anima e del caso.

L’inaugurazione della nuova Stagione di prosa, come sempre affidata alla saggia direzione artistica del deus ex machina Francesco Capotorto, ha goduto del debutto, salutato da meritati sold out, de “Il matrimonio perfetto”, brillante commedia di Robin Hawdon messa in scena dalla Compagnia Teatro d’Oggi diretta dallo stesso Capotorto che ha curato anche l’adattamento italiano del testo.

Tutto comincia con un risveglio stordito: Bill, lo sposo, si trova accanto a una sconosciuta, Judy, nella suite nuziale, poche ore prima del suo matrimonio. Da quel momento, la perfezione si incrina: la sposa Rachel è in arrivo, i genitori bussano alla porta, e il testimone Tom tenta di rimettere ordine in un caos che cresce, ma ormai l’equivoco è stato innescato e sembra che nulla possa fermarlo. Le relazioni che sembravano solide si stanno sfaldando, ma al momento, testimone e sposo pensano sia ancora possibile “rimettere le cose a posto” .

In realtà le carte si sono mescolate, i ruoli sono ormai confusi: chi ama chi? Chi dice la verità? Al classico chiasmo lui-lei-lei-l’altro si aggiunge la serva un po’ impicciona, Giuly, che diventa voce del destino quando il migliore amico dello sposo inciampa nelle proprie menzogne mentre la sposa cerca risposte nello specchio e non vede quel che accade sotto i propri occhi.
È un gioco di specchi, un intreccio di emozioni e doppi sensi, dove le apparenze si sbriciolano sotto la leggerezza del riso.

Il cuore di questo disordine è stato Bacco, simbolo dell’istinto che rompe gli argini, dell’ebbrezza che scioglie ogni certezza. È lui a scompaginare la vita perfetta di una giovane coppia pronta a coronare il proprio sogno. Perché l’amore, prima di essere promessa, è vertigine. E solo attraversando il disordine si può davvero comprendere il suo peso, la sua grazia, la sua necessità.

Il finale sorprende e spiazza: Amor omnia vincit?
Forse. Ma solo se l’amore sa ridere di sé, accettare il caso, riconoscere la verità anche quando arriva travestita da errore.

Ed è proprio qui che il Teatro Angioino, attraverso la Compagnia del “Teatro d’Oggi”, grazie alla bravura di tutti i suoi interpreti ed alla ottima e curatissima regia di Francesco Capotorto in assoluto stato di grazia, rivela il suo incanto: non solo luogo di scena, ma luogo d’anima, rifugio del possibile, dove la vita, con le sue imperfezioni e i suoi splendori, si fa arte.
Un piccolo tempio che, tra un applauso e una risata, ricorda a chi lo attraversa che la bellezza esiste ancora, discreta, viva, pronta a sorprenderci dietro l’angolo di una strada qualsiasi.

Vicky Berardinetti
Foto di Sabino Guardavaccaro e Antonio Romano
dalla pagina Facebook della Compagnia

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