
Dopo un’importante tournée internazionale e italiana Pippo Delbono torna all’Arena del Sole di Bologna con l’ultimo spettacolo Il risveglio, un intimo ed emozionante viaggio attraverso le tante cadute e i tanti risvegli della vita, in scena in sala Leo de Berardinis dal 6 al 9 novembre.
Il 26 novembre in collaborazione con la Fondazione Cineteca di Bologna sarà programmato al Cinema Modernissimo alle 20.15 il film BOBÒ (2025), che il regista Delbono ha dedicato all’attore, amico, divenuto un componente della compagnia, dopo l’incontro nel 1996 nel manicomio di Aversa, dove Bobò era cresciuto. La sua presenza torna, dopo la morte nel 2019, anche in questo ultimo spettacolo teatrale. Il film sarà introdotto dal regista e dalla direttrice artistica di ERT Elena Di Gioia.
Il risveglio riprende la figura dell’uomo assopito sotto l’albero secco, poi improvvisamente ricoperto di fiori, che chiudeva lo spettacolo Amore, per esprimere il bisogno di risvegliarsi, con il rischio di trovarsi di fronte a un mondo peggiore del precedente, quello prima della pandemia che ha chiuso tutti in casa, prima delle guerre scoppiate alle porte di casa, prima del ritorno di ideologie che pensavamo appartenessero al passato.
Il risveglio parte da un’esperienza personale e dal riconoscimento di una fragilità per indagare il sentimento universale della perdita, attraverso racconti, storie e poesie scritti dallo stesso Delbono. È la prima volta che in una sua opera non sono presenti i testi degli autori a lui cari: con Il risveglio vuole infatti «dire un nuovo dolore che l’ha invaso» e per raccontarlo ha sentito di dover fare affidamento alle proprie personali parole.
«Questo spettacolo si chiama Il risveglio – scrive Pippo Delbono nella drammaturgia – ma potrebbe chiamarsi anche la vecchiaia, il dolore… Io ho passato 7 anni nel buio, 7 anni di dolore, come 7 anni dentro a un frigorifero. Poi quando sono uscito mi sono visto e ho detto: “ma sono diventato vecchio”. Non mi ero reso conto. Come quando ti risvegli da un sogno. E ho visto che tutti intorno a me erano diventati più vecchi. E poi in quegli anni c’era il Covid, io ero già nel frigorifero e ho dovuto passare due anni rinchiuso in casa… e poi c’erano le guerre, l’Ucraina, la Palestina, ma a me non importava niente. Ero talmente preso dalla mia guerra, dal mio dolore che ero diventato completamente apatico al dolore del mondo intorno a me».
Il risveglio è un omaggio a Bobò, che dal 1997 è stato protagonista di tutti gli spettacoli e film di Delbono e che, più di chiunque altro, ha incarnato la sua poetica, uomo straordinario, sordomuto, che per 46 anni ha vissuto nel manicomio di Aversa. «Nella mia compagnia – recita – c’era un attore incredibile. Si chiamava Bobò. Un omino piccolo, sordomuto, analfabeta. L’ho incontrato nel manicomio di Aversa, dove ha vissuto per 46 anni. Era un uomo straordinario, un attore incredibile. L’ho fatto uscire da lì. Ha vissuto con me, a casa mia, per 20 anni, ed è diventato il protagonista di tutti i miei spettacoli e di tutti i miei film. Abbiamo girato tutto il mondo insieme. Alla fine lui aveva più di ottanta anni, camminava malissimo, sempre meno, quasi non camminava più, ma danzava. Non poteva camminare ma danzava. Lui era tutto per me, un padre, un fratello, un maestro. Eravamo sempre insieme nel teatro e fuori dal teatro. Inseparabili. E un giorno Bobò se n’è andato via. Per cinque anni non ho potuto più guardare nemmeno una sua immagine. Non potevo sentire parlare di lui. Ci ha lasciati completamente soli, me e la mia compagnia».
La pièce si compone di pochi ed essenziali elementi scenici, per spingere lo sguardo oltre ciò che si vede. Anche Il risveglio nasce dalla musica (con il violoncello dal vivo di Giovanni Ricciardi), seguendo la partitura di un ritmo interiore. Lamenti d’amore e di tenerezza trascinano gli attori e le attrici della Compagnia in una danza simile al rito sacro, vicino forse a un funerale. L’atmosfera si arricchisce di brani provenienti dalla memoria degli anni Settanta, mentre Delbono si ripete «Devi danzare, danzare nella tua guerra».
Pippo Delbono autore, attore e regista di teatro e cinema, è dagli esordi artista residente in ERT. Con la sua Compagnia, fondata negli anni ‘80, ha dato vita a spettacoli che hanno segnato la storia del teatro contemporaneo, a partire da Barboni (produzione ERT del 1997, Premio Speciale Ubu). Ha ottenuto negli anni anche il Premio della Critica per Guerra, Le Maschere del Teatro Italiano per Gente di plastica e Urlo, il Premio Europa per il Teatro a Wroclaw, in Polonia, nel 2009 e il 25° Premio Onorario dell’İstanbul Theatre Festival nel 2021.
I suoi spettacoli (Amore, La Gioia, Vangelo, Orchidee, Dopo la battaglia, La menzogna, Questo buio feroce, Racconti di giugno, Il silenzio, Urlo, Gente di plastica, Esodo, Guerra, La rabbia, Il tempo degli assassini) sono stati in tournée nei teatri e festival di tutto il mondo: fra gli altri, Festival d’Avignon, Biennale di Venezia, Holland Festival di Amsterdam, Hong Kong Arts Festival, Festival de Otoño, Festival Grec di Barcellona, Theater Spektakel di Zurigo, Wiener Festwochen, Festival TransAmeriques di Montréal, Santiago a Mil a Santiago del Cile e il Modern Drama Valley di Shanghai. Nel 2003 Delbono ha realizzato il film Guerra (presentato alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, Miglior film ai David di Donatello 2004), Grido (2006), La paura (Festival di Locarno, 2009), Amore carne (nel 2011 alla 68ª Mostra del Cinema di Venezia), Blue Sofa, Sangue (Festival di Locarno, 2013), La Visite-Versailles (2016) e Vangelo (2017). Ha firmato varie regie liriche e collaborato con musicisti come Alexander Bălănescu, Petra Magoni, Enzo Avitabile e Piero Corso.
Ha pubblicato Barboni – Il teatro di Pippo Delbono (Ubu libri, 1999), Racconti di giugno (Garzanti, 2008), Corpi senza menzogna (Barbès, 2009), Dopo la battaglia – scritti poetico-politici (Barbès, 2011), Sangue. Dialogo tra un artista buddista e un ex terrorista tornato in libertà (Edizioni Clichy, 2014), L’uomo che cadde sulla terra (Edizioni Clichy, 2016), Le don de soi (Actes Sud Editions, 2018). ERT e Luca Sossella editore hanno pubblicato per la collana Linea il libro Delbono di Gianni Manzella (2024).
Il film BOBÒ di Pippo Delbono è stato presentato ad agosto 2025 al Festival di Locarno nella sezione Fuori Concorso.
Il risveglio
con Compagnia Pippo Delbono: Dolly Albertin, Margherita Clemente, Pippo Delbono, Ilaria Distante, Mario Intruglio,
Nelson Lariccia, Gianni Parenti, Pepe Robledo, Grazia Spinella
e con Giovanni Ricciardi (violoncello e arrangiamenti)
luci Orlando Bolognesi, costumi Elena Giampaoli, suono Pietro Tirella, capo macchinista Enrico Zucchelli
organizzazione Davide Martini, assistente di produzione durante il processo creativo Riccardo Porfido,
amministratore di compagnia Arianna Soffiati
direttore tecnico Orlando Bolognesi
personale tecnico in tournée Manuela Alabastro/Pietro Tirella (suono), Elena Giampaoli/Carola Tesolin (costumi),
Orlando Bolognesi/Corrado Mura (luci), Enrico Zucchelli/Mattia Manna (scena)
produttore esecutivo Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
co-produttori Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Metastasio di Prato (Italia), Théâtre de Liège (Belgio), Sibiu
International Theatre Festival/Teatrul Național “Radu Stanca” Sibiu (Romania), Teatrul Național “Mihai Eminescu”
Timisoara (Romania), Istituto Italiano di Cultura di Bucarest (Romania), TPE – Teatro Piemonte Europa/Festival delle
Colline Torinesi, Théâtre Gymnase-Bernardines Marseille (Francia)
in collaborazione con Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento, Le Manège Maubeuge – Scène Nationale (Francia)
Teatro Arena del Sole, via Indipendenza 44
Prezzi dei biglietti: da 7 € a 30 € esclusa la prevendita
Biglietteria: dal martedì al sabato dalle ore 11.00 alle 14.00 e dalle 16.30 alle 19.00
Tel. 051 2910910 – biglietteria@arenadelsole.it | bologna.emiliaromagnateatro.com
Domenica 9 novembre lo spettacolo è audiodescritto per persone non vedenti o ipovedenti grazie all’utilizzo di cuffie wireless collegate alla sala di regia, nell’ambito dell’iniziativa “Teatro No Limits”.