
Sabato 25 ottobre, al Multicinema Galleria di Bari, al termine dello spettacolo delle 21, sarà ospite in sala l’attore Edoardo Leo, protagonista del film «Per te», diretto da Alessandro Aronadio. Il film è una produzione Piperfilm, Lungta Film e Alea Film, ed è costruito sulla storia vera di Mattia Piccoli, un bambino che a 11 anni è stato insignito del titolo di Alfiere della Repubblica per la cura con cui assisteva il padre malato di Alzheimer. Nel cast, tra gli altri, anche Teresa Saponangelo, Javier Francesco Leoni, Giorgio Montanini, Eleonora Giovanardi. La storia è liberamente ispirata anche dal libro «Un tempo piccolo» di Serenella Antoniazzi (Ed. Gemma).
Edoardo Leo interverrà, sempre sabato 25 ottobre, anche al saluto iniziale prima delle proiezioni al Cinema Massimo di Lecce (ore 18.40), e al Red Carpet di Monopoli (ore 20.15).
Nel 2021 l’undicenne Mattia Piccoli viene nominato Alfiere della Repubblica dal Presidente Sergio Mattarella, per “l’amore e la cura con cui segue quotidianamente la malattia del padre”. Questo film racconta la sua storia e quella del papà Paolo che, poco più che quarantenne, lentamente comincia a perdere pezzi della sua memoria. Ma proprio mentre il mondo inizia a sfumare, lui sceglie di restare vicino a ciò che conta davvero, forte anche dell’amore della moglie Michela. Insieme al figlio intraprende un percorso fatto di quotidianità condivisa, risate improvvise e silenzi che parlano. Una storia che celebra la potenza dell’amore oltre il tempo e la memoria.
«Quando ho letto “Un tempo piccolo” – spiega il regista – ho capito subito che non avrei voluto incontrare i veri protagonisti: perché la verità profonda di una storia a volte si coglie meglio modificando la realtà. In quella della famiglia Piccoli c’era una verità universale: la paura di dimenticare. “Per te” nasce così, come un film sulla memoria più che sulla malattia, intriso di ricordi personali e collettivi. Ho voluto raccontare la diagnosi come un “tragico scherzo”, un atto che mescola dolore e ironia, perché la vita stessa è una tragicommedia. Paolo e Michela rappresentano due modi diversi di affrontare la tragedia: chi usa la leggerezza per esorcizzare il dolore e chi invece sceglie di attraversarlo. Non è un film sulla vittima eroica, ma su un uomo comune, distratto e imperfetto, che scopre il coraggio di dire “ho paura”, parole proibite per chi è cresciuto nell’idea che la forza sia silenzio. “Per te” è una dedica, un gesto di cura, un invito a riscoprire la connessione autentica in un tempo di solitudini mascherate da contatti digitali».