Le vibrazioni positive del ‘Fabrizio Bosso Spiritual Trio’ hanno catturato il pubblico dell’Associazione Nel Gioco del Jazz al Teatro Forma di Bari

Per l’Associazione Nel Gioco del Jazz, con la Direzione Artistica di Pietro Laera, che ha introdotto la serata, e presieduta da Donato Romito, è andato in scena sul palco del Teatro Forma di Bari lo “Spiritual Trio” di Fabrizio Bosso, con Alberto Marsico e Alessandro Minetto. Il concerto è inserito nella rassegna “Soundscapes”, in programmazione fino a dicembre 2025.

Fabrizio Bosso ha creato lo Spiritual Trio già nel 2008 per eseguire un repertorio musicale che si riferisce al gospel e agli spiritual americani, come ben evidente nella track list del primo Album (Spiritual) pubblicato nel 2011 (“Joshua fit the battle of Jericho”, “Down by the riverside”, “Nobody knows the trouble i’ve seen”, “Amen”, “When the saints go marchin in”). Sonorità eccitanti pronte a catturare i sensi e a rapire l’anima, ritmi carichi di spiritualità. Questo trio tutto piemontese guidato dall’incontenibile talento trombettistico di Bosso ha iniziato a pescare a piene mani dal repertorio gospel e spiritual, trasformandoli con arrangiamenti ricchi di swing e hard bop. Dopo la prima pubblicazione del 2011, sono seguiti altri tre album: “Purple” del 2013, “Someday” del 2019 e “Welcome back” pubblicato il 20 giugno 2025. La caratteristica di questi quattro album è quella che riportano lo stesso disegno (una grande S stilizzata che ripropone una specie di drago con l’effige dei tre musicisti, e quello che varia è il colore di fondo della copertina (giallo, porpora, blue, bianco). L’occasione del concerto al Forma è ovviamente stata quella di presentare i brani del recente Welcome back.

Gli strumenti tipici che accompagnano i canti gospel sono le percussioni e l’organo ed in questo progetto ben si sposano con la “voce” sempre accattivante della tromba di Fabrizio Bosso. Non a caso l’organo è uno strumento tipico delle funzioni religiose.

Quattro dischi in più di quindici anni di attività non è un numero elevato, ma è la dimostrazione che il progetto non è di tipo occasionale, ben radicato nel tempo. A memoria, forse è la prima volta a Bari per questo trio che troppo tempo fa (circa 10 anni) si è esibito ad Alberobello, Monopoli e Bisceglie.

Fabrizio Bosso è conosciuto da tutti, non solo gli appassionati di Jazz, per aver accompagnato tante voci della musica pop, nazionali ed internazionali. E’ un’eccellenza che tutto il mondo ci invidia e riesce sempre a stupire per la sua tecnica e per i mille progetti che presenta. Mai ripetitivo, molto legato alla nostra terra, dove abbiamo avuto l’opportunità di ascoltarlo in mille formazioni, accompagnandosi al suo quartetto e musicisti del calibro di Bebo Ferra, Vince Abbracciante, Sergio Cammariere, Julian Oliver Mazzariello, Giuseppe Venezia e tanti altri.

Alberto Marsico, insieme al nostro Vito Di Modugno, è probabilmente l’Hammond organista italiano più noto a livello internazionale. Vanta infatti numerosissime tournee e lavori discografici con artisti di tutto il mondo. Nato a Torino nel 1966, è attivo a livello professionale da circa venticinque anni ; la sua passione per l’ organo Hammond nasce però nel 1994, dopo aver frequentato i seminari di Jack Mc Duff a Genova, e nel 1995 lo stesso McDuff registra una composizione a lui dedicata, firmata da Marsico e intitolata “Jack-pot”. Collabora con diversi musicisti statunitensi in ambito soul-jazz, quali Lannie McMillan, Ollie Nightingale, Linda Young, Beverly Watson, Peter Bernstein, Jimmy Witherspoon – Kenny Burrell – Jimmy Cobb – Joey DeFrancesco, Alvin Queen, oltre ai nostri Flavio Boltro – Enrico Rava – Rosario Giuliani Roberto Gatto – Dado Moroni – Gianni Cazzola. Continua, ormai dal 2004, la propria periodica collaborazione didattica con i Conservatori di Lipsia, Dresda ed Enschede per l’approfondimento della tecnica collegata allo strumento.

Alessandro Minetto è nato ad Alessandria nel 1969 e ha iniziato a studiare a quindici anni. Ha iniziato l’attività professionistica all’età di ventidue anni in Italia e all’estero e ha frequentato i seminari di Manhù Roche, Enzo Zirilli, Roberto Gatto, Ettore Fioravanti, Max Roach, Roy Haynes e tanti altri. Ha collaborato con Giorgio Licalzi, Fabrizio Bosso, Aldo Zunino, Gianni Coscia, Furio Di Castri, Gianni Basso, Larry Schneider, Jimmy Cobb, Tom Kirkpatrick, Steve Grossman, Benny Golson, Francesco Cafiso, Dusko Gojkovic, Ronnie Matheus, Lee Konitz e molti altri. Come sideman in diverse band è stato in tour in Olanda, Brasile, Vietnam, Francia, Inghilterra, Germania, Turchia, Grecia, Svizzera, Etiopia e ovunque in Italia. Con una carriera costruita sulla dedizione, sulla ricerca musicale e su un’inconfondibile raffinatezza stilistica, è oggi considerato un punto di riferimento nel mondo della batteria jazz. La sua capacità di adattarsi a contesti diversi, mantenendo sempre una voce chiara e riconoscibile, lo ha portato a collaborare con musicisti internazionali di grande calibro, distinguendosi per la sua eleganza e il suo senso ritmico.

Quasi tutti i brani eseguiti sono tratti dall’ultimo Album. In particolare, tre sono le composizioni originali che portano la firma di Alberto Marsico, quasi a rimarcare il suo ruolo fondamentale in questo trio: il brano di apertura, “Welcome back”, per proseguire in seguito con “Upstairs” e “Stupid lullaby”. Due invece i brani originali di Fabrizio Bosso: “Spirito libero” e “Crossroads”. Tanti gli omaggi a compositori rinomati o no, da partire “You’re so beautiful” scritta da Billy Preston e portata al successo da Joe Cocker, alla bellissima “The preacher” di Horace Silver, a “Theme from Taxi driver” dell’omonima colonna sonora, al bis finale, diventato un po’ la sigla di chiusura di tutti i suoi concerti, “In a sentimental mood” di Duke Ellington. Un solo brano (oltre al bis) non presente in “Welcome back”: “Bernie’s toon”, scritto nel 1952 da Bernie Miller, diventato cavallo di battaglia di Gerry Mulligan (presente nell’Album Somaday).

Una serata davvero speciale che non ha deluso le aspettative del pubblico. Tutti sanno che Bosso non delude mai e ascoltare i suoi assoli è sempre un piacere, ma anche Alberto Marsico e Alessandro Minetto sono stati davvero eccellenti, meritandosi anche loro la loro parte di applausi.

Grazie all’Associazione Nel Gioco del Jazz per l’ottima proposta. Davvero, come detto nella presentazione da parte di Pietro Laera, l’ascolto del concerto è stata un’esperienza “spirituale”, ma senza tralasciare la grinta ed il ritmo che i tre musicisti hanno saputo trasmettere.

Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro

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