
Venerdì 3 ottobre è uscito Le Maioliche, primo EP del collettivo barese IL MAESTRALE: un lavoro nato da una campagna di crowdfunding e da un lungo periodo di ricerca, messa a fuoco estetica e cura del dettaglio. Il trio — Alessandra Valenzano, Simona Valente e Nicholas Palmieri — intreccia cantautorato pop-rock italiano con innesti elettronici e suggestioni mitteleuropee, muovendosi tra intimità acustica e pulsazioni sintetiche. Le voci si rincorrono, si incastrano e si rispondono costruendo un linguaggio eccentrico e allergico alle etichette: indie, world, tradizione e club culture dialogano senza forzature. In un panorama regionale spesso appiattito su cartoline da brochure, IL MAESTRALE si conferma tra le penne e i suoni più promettenti della nuova Puglia.
Tracklist
- Nor Arax
- Le Peonie
- Mediterraneo Centrale
- Tapis Roulant
- Dance, Dance, Dance
- Berlinesi
Traccia per traccia
Nor Arax
Apertura dal respiro ancestrale. La citazione al villaggio armeno fondato tra il 1924 e il 1926 per accogliere i profughi del genocidio — grazie all’impegno del poeta Hrand Nazariantz — è più di un rimando storico: è un atto politico di memoria. Musicalmente è un’introduzione solenne e malinconica, quasi “sacra”, che nel finale porta echi di ninna nanna popolare intrecciati all’elettronica.
Le Peonie
Cambio di pelle quasi totale. Brano più strumentale, attraversato da una vena iberica (complice un riff di ottoni) che però si piega su una forma canzone italianissima. La firma del MAESTRALE resta evidente: dinamiche, incastri vocali e arrangiamenti che aprono e chiudono come ventagli.
Mediterraneo Centrale
Già singolo, è forse il manifesto del progetto: strofe di osservazione, un ritornello che resta in testa e un tema ineludibile — la ferocia del mare diventato frontiera di morte nell’ultimo decennio migratorio. Il pezzo tiene insieme empatia e lucidità, evitando retorica.
Tapis Roulant
Il vertice del disco. Atmosfera lo-fi, synth con profumo anni ’80 e un giro di basso che strizza l’occhio a Thundercat. Qui l’orizzonte si fa più esistenziale e la timbrica di Simona Valente al basso/voce sposta l’equilibrio dell’EP su coordinate nuove. È l’esperimento meglio riuscito: visionario ma accessibile, figurativo e con un ritornello davvero catchy.
Dance, Dance, Dance
Omaggio esplicito a Murakami, pieno di riferimenti narrativi. Coerentemente con il titolo, la componente dance è marcata: cassa in quattro, basso in primo piano, chitarra in strumming. Eppure l’identità del MAESTRALE non si perde: la scrittura resta al centro, anche quando il corpo prende il comando.
Berlinesi
Il brano più romantico — e in parte più ermetico. Intro sospeso, tessiture elettroniche che si dilatano fino all’esplosione dei ritornelli. Solenne, incisivo, chiude l’EP lasciando risonanze lunghe.
Perché funziona
Le Maioliche è un lavoro di cesello: come un copriletto in pizzo, fittissimo di motivi e rimandi. Richiede un certo bagaglio culturale per coglierne tutte le trame, ma resta morbido e accogliente: ci atterri sopra senza ferirti, anzi trovi quiete. L’equilibrio fra tradizione e modernità è naturale, mai didascalico: dialetto barese senza macchietta, introspezione senza posa, critica sociale tradotta in immagini e non in slogan.
In un’epoca in cui la Puglia rischia di diventare un brand — sole, mare, “vita lenta” e folk da cartolina — IL MAESTRALE è l’eccezione che scompagina il tableau: dimostra che si può mescolare il canto popolare con elettronica, rock e dance con disinvoltura, e che dal Sud possono arrivare narrazioni profonde, non stereotipate. Se questo è solo il primo EP, la traiettoria lascia ben sperare: prodotti che curano la sostanza prima della posa. Le Maioliche è un esordio che mette radici e, allo stesso tempo, apre finestre.
Claudio Ladisa
Foto di Alice Palumbo e Nunzia Tarantino