A Bari si discute su “La costruzione di un archivio tra storie di famiglie e d’impresa” in occasione  della Domenica di Carta, l’iniziativa che permette di aprire gli Istituti archivistici alla cittadinanza

Domenica 12 ottobre 2025 alle ore 10.30, si terrà a Bari  la tavola rotonda dal titolo La costruzione di un archivio tra storie di famiglie e d’impresa, organizzata dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica della Puglia in occasione  della Domenica di Carta, l’importante iniziativa che permette di aprire gli Istituti archivistici alla cittadinanza, valorizzando il patrimonio documentario attraverso eventi culturali, esposizioni e attività di carattere divulgativo.  

L’evento sarà focalizzato sul tema Gli archivi di famiglia, scelto dalla Direzione Generale Archivi per evidenziare il ruolo fondamentale che questi archivi rivestono nella costruzione delle memorie individuali e collettive. Gli archivi familiari rappresentano  un prezioso patrimonio nella trasmissione intergenerazionale delle identità, offrendo una testimonianza autentica della vita quotidiana, delle relazioni sociali e delle trasformazioni culturali nel tempo.  Inoltre, tali archivi spesso raccontano storie imprenditoriali di grande lungimiranza e continuità, tracciando percorsi di innovazione e successo che hanno segnato la storia economica e sociale del nostro Paese. 

Presso la sala conferenze della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Puglia, saranno presentati e messi a confronto due archivi di famiglia, l’Archivio privato Kühtz-Falconieri di Bari e l’Archivio Acquaviva d’Aragona di Conversano che presentano  aspetti differenti, ma hanno in comune il legame con realtà imprenditoriali. 
Entrambi gli Archivi sono stati dichiarati di interesse storico dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica della Puglia che coordina e segue gli interventi di ordinamento e inventariazione di cui sono oggetto. 

L’Archivio Falconieri-Kühtz, dichiarato nel 2024, si è costituito in seguito all’unione tra Umberto Kühtz, architetto, e Franca Falconieri, professoressa, che hanno custodito anche le carte delle rispettive famiglie di origine. L’archivio, dunque, riflette  la complessità e la poliedricità delle storie di queste due famiglie borghesi che, nel corso di un secolo, hanno raccolto materiali di grande rilevanza per la storia sociale, economica, politica e architettonica della regione; in entrambe c’è almeno un progetto  imprenditoriale di successo e la capacità di creare ricchezza per il territorio come testimoniano le carte pervenute dalle famiglie imparentate Benetti, attivi nella viticoltura, e de Cillis, produttori dell’Amaro e del cognac omonimi. 

La documentazione dell’Archivio Acquaviva d’Aragona, dichiarato nel 2019, è conservata nel castello di Marchione in agro di Conversano. I documenti riguardano la famiglia dei conti di Conversano e la famiglia del coniuge della Principessa Giulia, il Principe  di Boiano e Duca di Monasterace, Giustiniani Tomacelli Filomarino. Donazioni, appunti genealogici, atti di concessione, controversie giudiziarie e corrispondenza, documentazione fotografica, cartoline permettono di delineare le vicende della famiglia e il  suo rilevante ruolo avuto nell’arco di cinque secoli nel territorio meridionale, costituendo una preziosa testimonianza per la ricostruzione della storia feudale e politica. 

L’incontro si propone di incentivare la conoscenza di queste realtà archivistiche del territorio e favorire il confronto sui principali elementi distintivi di questa particolare tipologia di archivi. 

È consigliata la prenotazione al seguente link: http://bit.ly/46XXilY 

 
PROGRAMMA
 Marco Giacomo Bascapè  Saluti istituzionali 
Biagio Lieti  Famiglie e imprese tra XIX e XX secolo: un’introduzione storica 
Silvana Kühtz  L’eredità familiare e la costruzione dell’Archivio Kühtz-Falconieri  
Maria Paola Rosito  Il progetto di riordino e valorizzazione archivistica 
Antonio Fanizzi, Michele Forte  Gli Acquaviva d’Aragona e famiglie imparentate tra Puglia, Basilicata, Campania e Abruzzo 
Adriano Buzzanca  Il vincolo di destinazione d’uso e la valorizzazione partecipata degli archivi privati di famiglia 

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