Il Festival barese ‘Time Zones’ 2025 brinda a quarant’anni di musiche possibili con otto imperdibili serate evento

Time Zones compie quarant’anni e li festeggia restando fedele alla sua vocazione: esplorare le “musiche possibili”, quelle che sfuggono alle etichette ed aprono mondi.

Anticipato da due concerti speciali dedicati ad Erik Satie, nel centenario della sua scomparsa, il festival torna dall’11 ottobre al 15 novembre con otto serate di musica e visioni. Un viaggio che toccherà più luoghi e più città: il Centro Culturale Resilienza a Bitonto, il Teatro Kismet, il Teatro Forma e l’Officina degli Esordi a Bari, ed il Teatro Rossini di Gioia del Colle.

«Viviamo tempi difficili, forse i più duri dal secondo dopoguerra – commenta il direttore artistico Gianluigi Trevisi –. La politica mondiale è dominata da disegni pericolosi, e il genocidio che si consuma vicino a noi potrebbe essere solo un primo passo. Le arti rischiano di smettere di essere un antidoto. Speriamo di no».

Il festival, come sempre, risponde con la musica: classica e ambient, rock alternativo e cantautorato, elettronica e contaminazioni di ogni genere. Una rassegna che in passato ha ospitato nomi allora sconosciuti, diventati poi icone, e che ancora oggi non smette di scommettere sul nuovo.

Si comincia venerdì 10 ottobre a Bitonto: apre la pianista e cantante Stefania Avolio, capace di trasformare il pianoforte in un diario di viaggio interiore, con tre album all’attivo ed un nuovo lavoro appena uscito. Segue la Giulia Impache Band, che con IN: titolo Parole che creano immagini ha firmato uno degli album più sorprendenti del 2025, un mosaico di elettronica, voce e suggestioni antiche che ha conquistato pubblico e critica.

Il 7 novembre, sempre al Resilienza, spazio alla sperimentazione: il musicista indonesiano Wukir Suryadi porta sul palco i suoi strumenti di bambù autocostruiti, mentre il duo formato dall’americano Jonah Parzen-Johnson e dal turco Berke Can Özcan fonde jazz ed atmosfere orientali.

Dal 24 al 26 ottobre, il cuore del festival batte al Teatro Kismet di Bari. La prima sera vede protagonisti Colin Newman dei Wire e Malka Spigel dei Minimal Compact con il progetto “Immersion”, un intreccio tra elettronica, pop e new wave, seguiti dal sassofonista e poeta Alabaster DePlume, artista di culto della scena londinese. Sabato 25 tocca al produttore inglese Forest Swords, che costruisce paesaggi sonori tra hip-hop e ambient, ed alla voce intensa della curda-iraniana Hani Mojtahedy, in duo con Andi Toma dei Mouse On Mars. Domenica 26 il testimone passa a Vincenzo Zitello, pioniere dell’arpa celtica in Italia, ed a Pivio, compositore di colonne sonore che per l’occasione si presenta con una formazione ricchissima, fra band e doppio quartetto d’archi.

Il 31 ottobre l’Officina degli Esordi si trasforma in club: la producer turca Hüma Utku apre con Dracones, seguita dal berlinese Ben Lukas Boysen, capace di intrecciare elettronica e tradizione classica. La notte si chiude con il dj set del barese Janek K, volto di punta del collettivo La Fabbrica del Beat.

Il 1° novembre il Teatro Rossini di Gioia del Colle ospita un omaggio ad Erik Satie: prima con Roberto Salahaddin Re David, che intreccia musica ed immagini in Ambienti musicali per un arredamento eccentrico, poi con la pianista Alessandra Celletti ed il suo raffinato Satie Mon Amour.

Il gran finale è sabato 15 novembre al Teatro Forma di Bari: il pianista e compositore Mattia Vlad Morleo presenta in anteprima il suo nuovo disco, in uscita proprio in quei giorni, mentre a chiudere il festival arrivano gli Spain, storica band californiana guidata da Josh Haden, con il loro rock intimo e malinconico che ha segnato la scena slowcore internazionale.

Daniele Milillo

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