Il ‘Nico Gori Swing Tentet’ chiude in modo entusiasmante la XII edizione del ‘Francavilla è Jazz’

Anche quest’anno è calato il sipario del “Francavilla è Jazz”, un Festival tra i più apprezzati della nostra regione, ormai rinomato e apprezzato anche a livello nazionale. Un cartellone davvero ricco, con la direzione artistica di Alfredo Iaia, che ha voluto presentare cinque serate tutte differenti tra loro proprio per evidenziare la grande ricchezza di questo genere musicale. Nei giorni precedenti abbiamo visto avvicendarsi sul palco  tanti artisti straordinari, dal duo di pianoforte con Danilo Rea e Dado Moroni, dal gruppo di Giuseppe Bassi con Javier Girotto e Daniel Karlson, dalla pianista cubana Jany McPherson, al gruppo di Andrea Sabatino con Badrya Razem, oltre a tanti altri musicisti che è riduttivo definirli accompagnatori. E per finire, la chiusura del festival è stata affidata al Nico Gori Swing Tentet, una vera esplosione di energia, di festa, di allegria.

Come al solito la presentazione della serata, magica a tutti gli effetti anche per una spettacolare eclissi di luna, è stata affidata a Maria Angelotti e ad Alfredo Iaia, ospitando per i doverosi ringraziamenti, anche il Sindaco di Francavilla Fontana, Antonello Denuzzo. Occorre ribadirlo: un accesso libero e gratuito per tutte le serate della manifestazione è stato possibile grazie al sostegno dell’Amministrazione Comunale e dei tanti sponsor privati, grandi e piccoli. E tutto questo sempre davanti al messaggio che è stato lanciato sin dal primo giorno: “Make Jazz, not war”, un chiaro segno di solidarietà con il popolo palestinese ma non solo. Il Sindaco Denuzzo ha tenuto a rimarcare come il Festival, anche quest’anno, sia cresciuto come pubblico e nella considerazione dei media nazionali, non solo quelli che si occupano di musica jazz. Anche il Direttore Artistico Alfredo Iaia non ha esitato ad esternare la sua soddisfazione e la gioia per la grossa presenza di un pubblico anche di altissimo livello, tenendo a ringraziare tutta la squadra organizzativa, una squadra forte, affiatata e qualificata, per raggiungere obiettivi sempre più alti, iniziando da Roberto Passaro, Stefano Dentice, Alessio Tommaselli, Maria Fusco, Maria Angelotti, Serena Candita, Rosario Nicoletti, Marco Rollo (tecnico del suono dalla prima edizione), Gianni Santoro per la fornitura dei pianoforti.

Nico Gori, clarinettista, sassofonista, compositore, arrangiatore, porta avati tantissimi progetti con formazioni diverse, in duo, in trio, quartetto sestetto, ma qui a Francavilla è arrivato con un gruppo allargato a 10 componenti per una bomba musicale carica di potenza, di ritmo, di swing. Fiorentino, classe 1975, inizia lo studio del clarinetto all’ età di sei anni, conseguendo il diploma presso il Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze nel 1993. Dal 1985 studia sasofono e pianoforte conseguendo il compimento medio inferiore nel 1994. Nel 2003 consegue a pieni voti il Diploma in Musica Jazz  presso il Conservatorio Pietro Mascagni di Livorno.

Nel 2000 vince il Premio Massimo Urbani come miglior talento italiano emergente e da quel momento la sua carriera è costellata di grandi successi e riconoscimenti. Nella sua carriera Nico Gori ha tenuto numerosi concerti sia come solista che in big band, orchestre sinfoniche e formazioni jazz in qualità di leader o side-man, spaziando dalla musica classica al jazz, dal funky all’acid jazz, esibendosi in teatri, clubs, festival, trasmissioni radio e televisive in tutto il mondo.

Dal 1998 ha all’attivo diverse registrazioni discografiche con formazioni jazzistiche, funk e pop, partecipando anche alla realizzazione di jingles pubblicitari e brani per la RAI. Ha collaborato e collabora con musicisti di grande fama quali tra cui Fred Hersch, Tom Harrell, Lee Konitz, Enrico Rava, Stefano Bollani, Renato Sellani, Antonello Salis, Bruno Tommaso, Paolino Dalla Porta, Gianluca Petrella, Roberto Gatto, Ellade Bandini, Ares Tavolazzi,  Massimo Moriconi e con cantanti pop quali Anna Oxa, i Dirotta su Cuba, Fabio Concato e Gino Paoli.

Il Nico Gori Swing Tentet è arrivato sul palco di “Francavilla è Jazz” per festeggiare i suoi primi dieci anni di attività, presentando il loro ultimo Album: Ten Years, pubblicato a maggio 2025.

Oltre al nostro Nico Gori al clarinetto, lo Swing Tentet è composto da Iacopo Crudeli in veste di presentatore della serata e di cantante insieme all’altra voce femminile, Michela Lombardi, Federico Frassi al pianoforte, , Mattia Donati alla chitarra (ma anche alla voce), Francesco Tino al basso elettrico, Vladimiro carboni alla batteria, Tommaso Iacoviello alla tromba, Renzo Cristiano Telloli al sax alto, Francesco Felici al sax tenore, Silvio Bernardi al trombone.

Il concerto, come l’Album, è stato aperto da una versione a dir poco travolgente di “St. Louis Blues” che ha fatto subito intuire al numeroso pubblico presente a cosa sarebbe andato incontro.  Dopo di che, uno ad uno sono stati presentati quasi tutti i brani del disco, da “L.O.V.E.” (un brano portato al successo da Nat King Cole), “Smoke gets in your eyes”, “Minority” (un brano “al fulmicotone” di Gigi Gryce inciso per la prima volta da Clifford Brown), “Sturdust”, “I wish you love” (un brano francese scritto da Charles Trenet con il titolo originale “Que rest-t-il de nos amours”) e “C’est si bon”, per passare all’unico brano originale di Nico Gori, “Ten Years”, scritto per festeggiare i primi dieci anni di attività del Tentet. Non sono mancati però altri brani non presenti sul disco, ma che hanno davvero esaltato il pubblico, da “Take the A train” di Billy Strayhorn e cavallo di battaglia di Duke Ellington, a “Minnie the moocher”, reso famoso da una versione di Cab Calloway nel film The Blues Brothers, ad un esilarante brano finale con “C Jam Blues”. Un bis adeguato alla situazione con “Just a Gigolò”.

Davvero un bel concerto per una rassegna particolarmente azzeccata. Ho partecipato a tutte e cinque le serate e sono sempre tornato a casa più che soddisfatto. I miei complimenti a chi si spende per organizzare una rassegna di tale livello, a chi la finanzia, ed al numeroso pubblico presente, particolarmente attento e silenzioso (in situazioni gratuite, questa cosa non è scontata). E a questo punto attendiamo che Francavilla è Jazz faccia “tredici”, come una volta si usava dire per i più fortunati (chissà se i più giovani intendono). Arrivederci al 2026.

Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro

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