
Domenica 28 settembre, alle 21, nella Chiesa di San Giorgio Martire, nel quartiere barese di Loseto (piazza De Ruggiero), si conclude il «Barinon Festival 2025», la rassegna dell’EurOrchestra dedicata alla figura di Niccolò Piccinni, il più illustre compositore nato a Bari. Il progetto – articolato come «Vita di Piccinni in un Prologo e Sei Quadri» – è curato dalla direzione artistica di Francesco Lentini (con trascrizioni originali di Angela Montemurro), ed è sostenuto dall’avviso pubblico comunale «Le Due Bari 2025». Ingresso libero, posti prenotabili anche su eventbrite.it.
A dare corpo e voce a questa intensa rievocazione sarà l’attore e regista Leonardo Lestingi nei panni di Piccinni narratore, affiancato dai soprani Flora Marasciulo e Angela Cuoccio, dal tenore Gianni Leccese e dal basso Shen Huang. Le trascrizioni e i testi sono a cura di Angela Montemurro, anche in veste di maestro al cembalo. Sul podio, a dirigere l’EurOrchestra, il maestro Francesco Lentini.
Il sesto e ultimo appuntamento è con il concerto intitolato «Vita di Piccinni», con un doppio “quadro”: «Gli incontri, la partenza, il ritorno a Parigi» e «L’ultimo concerto». La prima parte, resa ancora più accessibile grazie alla traduzione nella lingua dei segni, è dedicata agli episodi che segnarono profondamente la vita di Piccinni durante il decennio trascorso a Parigi. Tra questi, l’incontro – breve ma folgorante – con Mozart, percepito come un genio luminoso, e l’affinità elettiva con il compositore tedesco Johann Simon Mayr (1763-1845), uniti da ideali comuni.
Dal catalogo mozartiano sarà proposta la musica per balletto «Les petits riens», composta dal giovane salisburghese nel 1778, durante il suo tentativo di inserirsi nei più prestigiosi ambienti artistici parigini. Di Mayr verrà eseguito invece il «Salve Regina» per quattro voci e orchestra. A rappresentare la produzione piccinniana dello stesso periodo, il pubblico ascolterà una Marcia dall’oratorio «Gionata» (1792) e l’Ouverture dall’opera «Griselda» (1793), ispirata alla celebre favola del «Decameron».
Il “quadro” finale riporterà in vita l’ultimo concerto tenuto da Piccinni nella sua dimora parigina, organizzato per raccogliere qualche sostegno economico negli ultimi anni di malattia e povertà. Con mano tremante al clavicembalo, l’anziano compositore accompagnò allora le voci della moglie Sibilla e delle figlie, riproponendo alcune delle pagine a lui più care: l’aria «Lasciami, o ciel pietoso» da «Zenobia», «Il sogno di Athis» da «Athis» e il «Terzetto di Ifigenia, Oreste e Pilade» da «Ifigenia in Tauride».