Rachel Z e Omar Hakim con Jonathan Toscano al BeatOnto Jazz Festival 2025: quando la classe prende il sopravvento

Una serata davvero straordinaria per la terza data del Beat-Onto Jazz Festival. Dopo il primo set, con Gianfranco Menzella ed il suo omaggio a Bob Berg, un’esibizione davvero straordinaria di un trio magico, con la pianista americana Rachel Z, il batterista Omar Hakim ed il contrabbassista Jonathan Toscano. Un concerto che ha sorpreso davvero tutti. Dei tre, quello che gode di una maggiore notorietà è Omar Hakim, che per tre anni dal 1983 al 1985 è stato un componente del gruppo musicale dei Weather Report, ma ha avuto prestigiose collaborazioni in campi trasversali della musica, dal Jazz al rock al pop. Ma al termine della serata tutti e tre hanno raccolto applausi a scena aperta.

Ancora una volta voglio rimarcare che all’inizio di ogni serata del Festival, giusto per il tempo necessario alla presentazione dei concerti in programma da parte di Marco Losavio, il gruppo delle “Donne in nero” (composto anche da uomini) ha stazionato sotto il palco con lo striscione con lettere cubitali con la scritta # STOP AL GENOCIDIO”, e le bandiere della Palestina. Non una parola, ma con un forte messaggio a tutti i presenti, di non diventare complici di chi continua a sterminare un popolo ormai ridotto alla fame. E la bandiera della Palestina , dal primo all’ultimo giorno del Festival, è rimasta al vento al lato del palco. Chi ama l’arte non può accettare passivamente che tutto questo possa accadere.

Almeno per me, fino a pochi giorni prima dell’evento il nome di Rachel Z non mi diceva nulla. Avevo solo notato la sua presenza in diversi festival estivi in Italia, segno di una lunga tournee e solo questo è bastato a creare un minimo di aspettative. Ma assistere al concerto è stato davvero piacevole e a conclusione di tutta la rassegna, per me è stata l’evento più piacevole tra i tanti in cartellone.

Rachel Z è una pianista americana attiva nell’area di New York city. Il suo vero nome è Rachele Carmela Nicolazzo, ovviamente di origini italiane (il nonno era calabrese). E’ sposata con Omar Hakim, acquisendo così (come avviene in America) il suo cognome. Ha registrato 13 album come leader. Il suo stile musicale, in particolare la sua capacità di improvvisazione, è stato descritto come affine a quello di Herbie Hancock e McCoy Tyner.

Agli inizi degli anni 2000 ha collaborato anche con il nostro Pino Daniele , con il quale ha iniziato a lavorare nel 1996 e con cui è stata in tournée fino alla sua morte nel 2015. Ma ha avuto altre importanti collaborazioni con Peter Gabriel, Al Di Meola, Bobby Watson, Wayne Escofferey, Terry Lyne Carrington, Wayne Shorter. Con Lui, per la sua collaborazione al suo Album High Life del 1996 ha conquistato un Grammy Award per il suo contributo all’orchestrazione e al sound design dell’album. Con il marito Omar Hakim hanno formato gli OZExperience, ora “Ozmosys” (Omar e Rachel Z),

Omar Hakim è nato a New York da una famiglia di musicisti, ha iniziato a suonare la batteria all’età di 5 anni. All’età di dieci anni, si esibiva pubblicamente con suo padre Hasan Hakim, un veterano del trombone delle Big Band di Duke Ellington e Count Basie. Questo periodo ha influenzato la tecnica tradizionale e l’improvvisazione jazz di Omar e costruito una solida base per il suo stile unico di drumming. L’amicizia del padre con John Coltrane ha fatto sì che il giovane Omar trascorresse il suo tempo con due grandi batteristi del jazz, Elvin Jones e Art Blakey. Tra le sue principali collaborazioni posiamo citare quelle con Herbie Hancock, Pino Daniele, Weather Report, Dire Straits, Anita Backer, Sting, Chaka Khan, Mariah Carey, Madonna, Lionel Richie, Bruce Springsteen, Tullio De Piscopo, David Bowie, Teresa De Sio, Mick Jagger, Miles Davis,  Michael Jackson, Bryan Ferry, Carole King, Marcus Miller, Bobby McFerrin, Jovanotti, Foo Fighters. Di certo, tra i batteristi oggi in attività, è uno dei più richiesti e raffinati, e non solo in campo jazzistico. Batterista leggendario con una carriera lunga oltre quattro decenni, porta la sua impareggiabile competenza ritmica al progetto. Il suo stile dinamico e versatile aggiunge profondità e intensità a ogni brano, creando un groove accattivante che ci ha fatto muovere a ritmo.

Jonathan Toscano è un giovane bassista che vanta collaborazioni con talenti di fama mondiale sulla scena internazionale. Nato a New York da padre nato in provincia di Messina, ha uno stile dinamico che gli ha fruttato importanti riconoscimenti con artisti rinomati. Tra le tante collaborazioni, possiamo citare Gregoire Maret, Steve Wilson, Jeremy Pelt, Billy Kilson, George Garzone, Minu Cinelu e molti altri. La collaborazione con Omar Hakim e Rachel Z non è occasionale, ma va avanti da qualche anno. La gamma armonica e il talento percussivo di Toscano lo hanno reso un musicista molto ricercato sul palco sin dall’inizio della sua carriera. 

Tutti e tre i musicisti, ognuno per le proprie peculiarità, hanno reso il concerto molto accattivante e il ritmo sprigionato ha subito coinvolto il numeroso pubblico. Molti dei brani presentati sono tratti dall’ultima incisione “Sensual tour” pubblicato a fine dicembre 2024. Molte le composizioni originali di Rachel Z , ma anche Toscano, da parte sua, ha dimostrato un’ottima maturità compositiva. Tra un brano e l’altro, molti riferimenti al rapporto autentico tra le persone, al fine di una riconciliazione innanzi tutto con se stessi.

Il primo brano (Save my soul) è stata la loro preghiera per la pace nel mondo. Si è parlato di relazioni uomo donna, di coloro che si spendono per aiutare gli altri o di preghiera Hawaiana per sanare le relazioni umane eripristinare l’equilibrio.

Il brano “Artemisia” è dedicato ad Artemisia Gentileschi, per la sua straordinaria abilità artistica e per aver sfidato le convenzioni sociali del Seicento, diventando una delle prime artiste donne a raggiungere fama e successo in un’epoca dominata dagli uomini e le cui opere sono oggi esposte alla galleria degli Uffizi di Firenze vicino a quelle di Michelangelo. E parlando di arte e di architettura, una dedica particolare è stata fatta ad un grande artista contemporaneo del jazz, Wayne Shorter, con cui sia Rachel Z che Omar Hakim hanno avuto modo di collaborare.

La composizione di Jonathan Toscano porta il titolo di “Quadricolor” come il nome di una varietà di anemone di mare particolarmente diffuso nel mar Rosso. Altro brano originale di Rachel Z, dal titolo “Just you, and love”, è stata fatta al marito Omar. Un’altra dedica particolare è stata per gruppo rock Foo Fighters, nato nel 1994 a Seattle dopo lo scioglimento dei Nirvana, e con il quale Hackim ha avuto modo di collaborare. Come spiegato a tutto il pubblico, la loro canzone “These days” è una di quelle canzoni che vengono consumate in macchina durante gli spostamenti del gruppo. Il bis finale, dal titolo “Forgive me”, prende spunto da una pregiera hawaiana

Davvero una serata straordinaria. Questa pianista non ci ha messo molto ad ammaliare il pubblico che davvero ha apprezzato il senso del ritmo, della melodia, della spensieratezza che è scaturita da tutte le composizioni. A posteriori, per quello che mi riguarda, è stata la cosa più bella del festival, ma senza togliere nulla agli altri. Una serata indimenticabile. Grazie a Emanuele di Mundo e Carmine De Renzio e tutti gli organizzatori del festival. Grazie all’Amministrazione Comunale egli sponsor privati per aver reso fruibile la manifestazione a tutti.

Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro

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