Andrea Dulbecco e Michele Sannelli: una monumentale sfida a suon di xilofono “Sotto le stelle del Jazz” di Laterza

In fin dei conti, il paese di Laterza non è impossibile da raggiungere. Situato al centro tra le città di Taranto, Bari e Matera, riesce ad essere polo attrattivo per un vasto territorio con le sue proposte musicali. Quest’anno la rassegna “Sotto le stelle del Jazz” fa il bis con tre spettacoli entusiasmanti. Dopo l’esibizione di un gruppo straordinario quale “Eternal Love” di Roberto Ottaviano, e il duo di Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello, la seconda edizione della rassegna si è chiusa (troppo presto) con un’esibizione davvero particolare con il Direttore Artistico, Michele Sannelli al vibrafono e alla marimba, che ha fatto di tutto per confrontarsi con il suo maestro di strumento, Andrea Dulbecco, affiancati da Nicola Angelucci alla batteria e Dario Deidda al basso elettrico.

Dopo una breve introduzione del Direttore Artistico della rassegna, è intervenuto il Sindaco Francesco Frigiola e la Consigliera con delega alla Cultura Alessia Tria sottolineando che la musica è soprattutto cultura (non solo intrattenimento) e la musica jazz in particolare ha la capacità di alzare il livello qualitativo della proposta culturale. La Consigliera ha ribadito che non è un capriccio della consigliera Tria, a cui piace il jazz, ma una volontà precisa di dotare questo territorio di un progetto culturale molto ambizioso. La cultura connette le persone e le fa crescere.

Sannelli non ha esitato ad sottolineare il ruolo di mentore e papà musicale di Andrea Dulbecco, riconosciuto come uno dei migliori vibrafonisti italiani. Ma anche Deidda e Angelucci, che di certo abbiamo avuto il piacere di ascoltare in situazioni diverse, sono due maestri dei loro rispettivi strumenti.

Filo conduttore di tutto il concerto sono state le musiche di Chick Corea, scomparso nel 2020. Giusto per sottolineare il suo ruolo, nella sua carriera ha avuto 79 nomination ai Grammy Award, vincendone trenta.

Fare un omaggio ad un grande musicista senza che sul palco sia presente il suo strumento può sembrare un azzardo, ma può avere la valenza di far ascoltare veramente l’essenza della musica di Corea, e quanto la sua musica può funzionare indipendentemente dal fatto che sia eseguita con il suo strumento o presentata dal suo trio. Ma la presenza sul palco del vibrafono e della marimba è un altro legame con Corea, visto che ha avuto una collaborazione più che quarantennale con un grande vibrafonista come Gary Burton, incidendo in duo diversi album.

Tra l’altro, l’aspetto simpatico di tutto il concerto è stato il continuo scambio di strumento (vibrafono e marimba) tra Sannelli e Dulbecco, facendo apprezzare la diversità timbrica dello strumento e la diversità di approccio di ciascuno.

Andrea Dulbecco si è diplomato con il massimo dei voti in strumenti a percussione presso il Conservatorio G. Verdi di Milano, dove ha anche studiato composizione e conseguito il diploma di pianoforte. Attualmente è docente di strumenti a percussione presso il Conservatorio di Milano e di vibrafono e improvvisazione presso l’Accademia del suono di Milano. Oltre alla carriera di musicista classico svolge un’intensa attività come vibrafonista Jazz suonando ed incidendo con numerosi artisti di fama internazionale quali Paolo Fresu, Enrico Rava, Dado Moroni, Furio Di Castri, Giorgio Gaslini, Franco Ambrosetti, Tom Harrell, Pierre Favre, Paul McCandless, Steve Swallow, Dave Liebman ed esibendosi in importanti Festival tra i quali quali Umbria Jazz e Roccella Jonica. Ha effettuato tournée negli Stati Uniti, Messico, Africa ed Estremo Oriente. Ha al suo attivo numerose incisioni discografiche.

Michele Sannelli, ginosino di nascita ma da tempo trasferitosi a Milano dove insegna dopo essersi diplomato in conservatorio con Andre Dulbecco. Resta molto attaccato alla sua terra svolgendo il ruolo di Direttore Artistico della rassegna Sotto le Stelle del Jazz. Nel 2023, con il suo gruppo (i Gongers) ha pubblicato il suo primo album, Inner Tales, acquisendo anche diversi riconoscimenti.

Dario Deidda, salernitano, fa parte di una famiglia di musicisti. Il genere musicale che predilige è il jazz, ma si avvicina però anche ad altri generi più popolari che lo portano a suonare tra gli altri anche con Pino Daniele nel 1999 e con Fiorella Mannoia dal 2003 al 2007. Oltre a progetti solisti, si esibisce con il Kurt Rosenwinkel Standars Trio e Quintet, insieme al chitarrista Mark Turner e al batterista Marcus Gilmore.

Nicola Agelucci è abruzzese. Il primo album a suo nome, lo ha registrato per la maggior parte a New York e pubblicato nel 2010. Dal 2013 è membro del quartetto di Fabrizio Bosso e collabora stabilmente con Bebo Ferra, Rosario Bonaccorso, Olivia Trummer, Dado Moroni, Max Ionata, Paolo Recchia.

Una sezione ritmica di tutto rispetto, che ha avuto ampi spazi per dimostrare una grande perizia.

Il concerto è iniziato con il brano (di Corea, ovviamente) “Tones for Joan’s Bones”, tratto dal primo disco inciso da Chick Corea a suo nome, registrato nel 1966 e pubblicato nel ‘68. A seguire, “Mirror Mirror”, “Bud Powell” (ovviamente un omaggio di Corea al grande pianista), per finire con “Chick’s Tunes”, una delle prime composizioni di Corea, inciso nel 1964 in un disco di Blue Mitchell, “The thing to do”. Tra l’altro, questo disco vede l’esordio del batterista Al Foster, recentemente scomparso.

Una parentesi merita l’esecuzione in duo (Sannelli e Dulbecco) di alcune “Children’s song” (la 1, la 3, la 14 e la 2), tratte da un album inciso in piano solo nel 1971. E prendendo spunto dal titolo dei brani, Michele Sannelli non ha esitato a dedicare questi brani ai bambini palestinesi, barbaramente trucidati. E’ compito di noi adulti prendere ad esempio la loro purezza, semplicità ed innocenza.

Oltre alle composizioni di Chick Corea, è stata presentata una composizione di Dulbecco (Jimmy, dedicata a Jimmy Giuffrè) e uno di Sannelli (Vibes song).

E ancora una volta, con tre concerti tutti sold-out, la rassegna chiude i battenti. Ancora un grazie all’Amministrazione Comunale per aver difeso questo bel progetto. Arrivederci pertanto al prossimo anno: non c’è due senta tre.

Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro

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