La XLII edizione del Festival Internazionale della Chitarra di Lagonegro impreziosita dall’unica tappa italiana del tour mondiale del duo formato da Antoine Boyer e Yeore Kim

Domenica 24 agosto il Teatro Iris di Lagonegro ha ospitato un concerto di grande rilievo nell’ambito della 42ª edizione del Festival Internazionale della Chitarra, rassegna organizzata dall’Associazione Musicale Lagonegrese. L’evento ha visto salire sul palco Antoine Boyer, chitarrista francese tra i più stimati della sua generazione, e Yeore Kim, armonicista coreana che ha portato il suo strumento a un livello espressivo raro.

Ad aprire la serata è stato Pietro Cantisani, Direttore artistico del festival, che con cortesia e competenza ha introdotto i musicisti e tracciato il contesto del concerto, sottolineando l’importanza della loro presenza a Lagonegro, unica tappa italiana del tour internazionale.

Il programma ha unito composizioni tratte da diversi progetti discografici dei due musicisti, offrendo un panorama vario delle loro ricerche sonore. Da “Tangram” (2021) sono stati proposti brani come Yeore’s Waltz e Tangram Suite, costruiti su incastri ritmici e melodici che mettono in evidenza l’equilibrio tra improvvisazione e scrittura.

Dal più recente lavoro di Boyer, “Everything Moves” (2025), sono emersi brani come Waltz for Paris e Everything Moves, caratterizzati da una scrittura più intimista, con progressioni armoniche ampie e linee melodiche che tendono a un lirismo meditativo.

Non è mancato un riferimento al disco “You and I” (2022), che ha segnato una tappa significativa nella collaborazione del duo (i due sono anche partner nella vita).

In particolare, l’esecuzione di “Romantic Song” ha mostrato con chiarezza la capacità di Boyer di lavorare per sottrazione, affidando all’armonica di Kim un ruolo centrale nel delineare la curva melodica.

Dal punto di vista tecnico, il concerto ha messo in luce la padronanza di Boyer di diversi linguaggi chitarristici. Di chiara formazione classica, le esecuzioni di Boyer hanno alternato passaggi di derivazione gipsy jazz – con tipici arpeggi veloci e accenti sincopati – a sezioni più vicine alle composizioni contrappuntistiche proprie di Bach, con uso di timbri nitidi e dinamiche ampie. Notevole il suo utilizzo del vibrato non sulla singola nota ma sull’intero accordo!

Yeore Kim ha mostrato un approccio raffinato all’armonica cromatica: non soltanto come strumento solista, ma come voce capace di sostenere anch’essa linee contrappuntistiche, armonizzazioni dense e momenti di dialogo quasi cameristico con la chitarra. Particolarmente efficace è risultata la gestione del fraseggio, spesso vicino alla vocalità jazzistica, con un uso misurato di portamenti e modulazioni timbriche. Chiudendo gli occhi, in moltissimi momenti sembrava di ascoltare una fisarmonica.

Il lavoro di insieme si è fondato su un’intesa di coppia solida ed evidente: tempi ben calibrati, transizioni fluide tra sezioni tematiche e improvvisazioni, capacità di costruire climax senza mai forzare il volume o la velocità. Il pubblico, competente e attento, ha seguito con partecipazione ogni fase del concerto, tributando lunghi applausi agli artisti, che hanno concesso ben due bis.

L’evento ha confermato il ruolo del Festival Internazionale della Chitarra come punto di riferimento culturale non solo per la Basilicata ma anche per l’intero panorama nazionale. Giunto alla 42ª edizione, il festival continua a distinguersi per la qualità delle proposte e per la capacità di coniugare tradizione e apertura internazionale. Un merito che va riconosciuto all’Associazione Musicale e ai suoi curatori, che da decenni mantengono viva una manifestazione capace di attrarre musicisti di livello mondiale in un contesto geografico lontano dai grandi centri.

Dora Intini
Foto di Pietro Cantisani

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