Trasformare in musica le contraddizioni del nostro tempo, rendendo il paradosso non un limite ma una forma di dialogo creativo fra opposti: Kekko Fornarelli con il suo Trio conquista il Festival Bari in Jazz 2025

Il 12 agosto al Minareto della Selva di Fasano ha visto un gradito ritorno del pianista barese Kekko Fornarelli. Non è la prima esibizione di Fornarelli per Bari in Jazz, ma è la prima volta che lo fa con il suo Trio. E’ stato presentato in prima assoluta (in collaborazione con Puglia Culture), il suo nuovo progetto di prossima pubblicazione dal titolo “Paradox“. Davvero un momento tanto atteso, sia dal pubblico presente che dall’artista, visibilmente emozionato. Ad accompagnarlo, Federico Pecoraro al basso elettrico e Alessandro Rossi alla batteria. Ha saputo trasformare in musica le contraddizioni del nostro tempo, rendendo il paradosso non un limite, ma una forma di dialogo creativo fra opposti.

Federico Pecoraro è un bassista della provincia di Lecce, che vive a Bruxelles e che un tempo suonava la batteria per supportare il padre bassista, prima di dedicarsi anche lui al basso, con alle spalle anni di esperienze live e in studio. Ha studiato sotto la guida di Massimo Moriconi frequentando l’accademia Percento Musica. I suoi generi preferiti sono il funky, rock, jazz, fusion, blues, pop, restando assai versatile e professionale in qualsiasi genere.

Alessandro Rossi (milanese, ma con radici pugliesi) è considerato uno dei batteristi più talentuosi ed eclettici dell’attuale scena del jazz. Inizia a suonare la batteria a sei anni; studia percussioni al conservatorio di Milano per poi laurearsi in “Batteria e Percussioni Jazz” al conservatorio di Como. Nel 2014 Siena Jazz gli assegna la borsa di studio per partecipare alla I.A.S.J., masterclass internazionale di jazz diretta da Dave Liebman, svoltasi l’anno successivo (2015) a Lisbona. Primo nella graduatoria nazionale istituita dai conservatori italiani, è stato il batterista della ONJGT (Orchestra Nazionale Giovani Talenti del Jazz Italiano) diretta da Paolo Damiani, con la quale ha collaborato con Enrico Rava e Paolo Fresu. Diverse sono le collaborazioni con artisti del calibro di Riccardo Fioravanti, Roberto Cecchetto, Fulvio Sigurtà, Andrea Dulbecco, Bebo Ferra, Paolino Dalla Porta, Tino Tracanna, Claudio Filippini, Rob Luft, Carlo Morena, Simona Severini, Malika Ayane e tanti altri-, 

Lunghe e proficue sono state in precedenza le collaborazioni di Kekko Fornarelli con Bari in Jazz. Aveva ricoperto il ruolo di “ambasciatore” del festival per alcune collaborazioni con altri festival nel mondo. Poi, con il Covid, il silenzio. Ha elaborato colonne sonore per film, ha suonato con orchestre ed archi, ma alla fine emerge sempre il desiderio di tornare ad esibirsi in trio. E al Minareto lo ha fatto in modo prepotente, lasciando senza fiato il pubblico accorso a sentirlo. Resta un visionario della Musica Jazz Moderna.

Questo attesissimo come-back segna una nuova era per uno dei protagonisti più innovativi del panorama jazz contemporaneo: Kekko Fornarelli, originario di Bari e attualmente residente a Ginevra, ha segnato il mondo del jazz con il suo stile inconfondibile, incantando il pubblico di oltre 60 paesi con più di 400 concerti in tutto il mondo. Celebrato negli anni anche da media internazionali come The Guardian e Financial Times, il Kekko Fornarelli trio ha saputo costruire una connessione profonda con il pubblico, spaziando tra tradizione melodica mediterranea e sperimentazione contemporanea.

Durante questi ultimi quattro anni di pausa dai tour, Fornarelli si è dedicato principalmente alla scrittura di colonne sonore per il cinema, culminando nel Premio Nino Rota 2024, un riconoscimento prestigioso alla sua capacità di fondere emozione e visione cinematografica nella sua musica.

La premiere assoluta di Paradox per Bari in Jazz 2025 segna solo l’inizio di un viaggio che continuerà nel 2026 con un tour mondiale nei teatri e nei festival più prestigiosi del mondo. Il Kekko Fornarelli trio è pronto a incantare nuovamente le platee internazionali con la sua musica, portando un messaggio di innovazione, bellezza e connessione universale. In alcuni momenti del concerto, grazie anche ad un incessante sostegno ritmico, la sua musica mi ha dato l’impressione di una locomotiva (nell’immaginazione poteva andare benissimo una locomotiva a vapore) che avanzava nel buio e nella nebbia, che parte lentamente, accelera nelle tenebre, per rallentare alla fine della sua corsa. Davvero inarrestabile.

Fornarelli parla al pubblico con sincerità, raccontando il disorientamento degli artisti che ancora scrivono, registrano e producono dischi in un’epoca di ascolto liquido e gratuito. “Ho magazzini pieni di CD”, scherza, per poi invitare tutti a prenderne uno in omaggio a fine concerto. Il set prende quota con Phoenix, riflessione musicale sulla ricostruzione dopo le “ceneri” della pandemia, e tocca corde intime con “One More Dance”, dedicata alla madre scomparsa recentemente, ancora troppo giovane, dopo aver dedicato la vita ad aiutare gli altri. Raccontando questa storia, la sua emozione è stata tangibile ed ha finito di emozionare tutto il pubblico presente.

”Paradox” è una riflessione musicale sul nostro tempo, sulle contraddizioni che attraversano l’essere umano e il mondo che abitiamo. Un viaggio in cui la tensione fra gli estremi non è un ostacolo, ma una risorsa creativa: il paradosso diventa linguaggio, possibilità, apertura.

Ancora una serata degna di nota, grazie al Festival Metropolitano Bari in Jazz ed il suo Direttore Artistico Koblan Amissah Bonaventure. Un plauso ai tre artisti che sono stati capaci di emozionarci fino alle lacrime. Non resta che augurare loro un prossimo tour ricco di soddisfazioni.

Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro

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