
Sempre per il Festival metropolitano Bari in Jazz 2025, sempre al Minareto della Selva di Fasano, l’11 agosto, dopo l’esibizione del Trio di Antonello Losacco, è andato in scena un altro trio composto da tre straordinari musicisti provenienti da parti disparate del mondo, e per questo nominato “Tres Continentes”. Sul palco, l’intesa e l’energia tra il chitarrista sardo Bebo Ferra, la violinista e cantante Aska Maret Kaneko e il bassista Carlos “El Tero” Buschini hanno creato una serata unica, fatta di dialoghi musicali profondi, improvvisazione e pura magia sonora. Ogni nota ha raccontato una storia, ogni strumento ha parlato una lingua diversa. Un viaggio musicale che ha attraversato culture, ritmi ed emozioni, da tre continenti diversi. Tutto questo con una deliziosa sorpresa finale.

Ognuno dei “Tres Continentes” è identificabile nello stile della composizione che, nell’incontro, si arricchisce delle caratteristiche proprie degli altri grazie all’incredibile capacità d’improvvisazione e di interazione dei componenti del trio, dando vita a un dialogo musicale aperto, creativo, intenso e poetico attraverso composizioni originali e canzoni, un vero e proprio caleidoscopio di colori ed emozioni. Aska Kaneko, Bebo Ferra e Carlos El Tero Buschini sono tre eccellenze dei loro strumenti e compositori raffinati, accomunati dalla convinzione di quanto profondo sia il valore della musica come connessione ed espressione di libertà.

Aska Kaneko, conosciuta anche come Aska Maret Kaneko, è una violinista, compositrice, direttrice musicale, produttrice e cantante giapponese, apprezzata a livello internazionale per il suo stile espressivo e fortemente improvvisativo. Nata a Tokyo in una famiglia di artisti visivi, ha iniziato a studiare violino e pianoforte all’età di 4 anni. A 15 anni ha vinto il primo premio in un concorso internazionale per quartetti a Londra. Si è poi formata presso l’Università Nazionale delle Belle Arti e della Musica di Tokyo.

Negli anni ’80 ha fondato l’ensemble Aska Strings, con il quale ha pubblicato diversi album. Ha diretto per dieci anni l’Asian Fantasy Orchestra, un progetto della Japan Foundation volto alla collaborazione tra musicisti di diversi paesi asiatici. Nel 1998 ha ricevuto a New York il Bessie Composition Award.

Aska Kaneko ha una vasta discografia sia da solista che in ensemble, spaziando tra jazz, classica contemporanea, world music, ambient ed elettronica. Ha inoltre partecipato come violinista a oltre 45 colonne sonore di anime e videogiochi giapponesi. Il suo approccio musicale è profondamente legato all’ascolto e all’improvvisazione, influenzato da una lunga pratica all’aperto a contatto con la natura. La sua musica è pensata come un ponte tra l’energia invisibile dell’universo e le emozioni del pubblico.

Bebo Ferra (Cagliari, 29 agosto 1962) è un chitarrista e compositore jazz italiano tra i più apprezzati a livello nazionale ed europeo. Nato in Sardegna ma attivo da anni a Milano, ha iniziato a suonare la chitarra da bambino e si è affermato nel corso del tempo grazie a una ricerca musicale personale, lirica e sperimentale. Ha guidato numerose formazioni, tra cui trii, quartetti e progetti in duo. Tra i suoi progetti più noti ci sono il Trio Voltage, il Trio Lights, il Quartet Metafisica, il duo con Andrea Dulbecco e con Fabrizio Bosso. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni tra i più importanti musicisti italiani e internazionali, tra cui Paolo Fresu (con cui suona stabilmente nel Devil Quartet), Enrico Rava, Franco D’Andrea, Rita Marcotulli, Joe Lovano. Ha inciso circa 100 dischi, di cui una ventina come leader o co-leader.

Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il primo premio al Jazz Contest del Corriere della Sera nel 1991, e il premio come miglior chitarrista acustico dell’anno dalla rivista InSound nel 2011. Ha anche composto colonne sonore premiate in vari festival cinematografici italiani. Ha collaborato anche con l’Orchestra della Scala di Milano, per la quale ha registrato come solista il balletto Games diretto da Carlo Boccadoro. Il suo stile, caratterizzato da lirismo, poliritmia e apertura alla contaminazione, lo rende una delle voci più originali del jazz italiano contemporaneo.

Carlos “El Tero” Buschini è un bassista e compositore argentino, nato nel 1964 a Despeñaderos, nella provincia di Córdoba. Fin da giovane si dedica allo studio della chitarra, del basso e del contrabbasso, sviluppando uno stile personale che fonde le radici musicali sudamericane con il jazz, la world music e la musica contemporanea. La sua formazione si è svolta tra l’Argentina, l’Italia e la Francia, paesi in cui ha vissuto e lavorato a lungo. Nel corso della sua carriera ha collaborato con numerosi artisti di rilievo della scena internazionale, tra cui Juan Carlos Cáceres, Bojan Z, Julien Lourau, Nicolas Folmer, Javier Girotto, Minino Garay e Gerardo Di Giusto.

Buschini ha preso parte a numerose formazioni tra jazz e tango – tra cui Horizon Quartet, Madre Tierra, Havana Mambo, Tango Negro Trio – e ha inciso vari album, tra cui World Tango Project, Azul, Nevo Tango, Havana Mambo Night, oltre ai dischi con Gaia Cuatro come Udin e Haruka (con la partecipazione di Paolo Fresu). In duo con Horacio Burgos ha realizzato EntreveraDOS, un progetto intimo e sperimentale che esplora in chiave contemporanea la zamba, la milonga e il tango.

L’atmosfera suggestiva che si è venuta a creare in questo luogo (il Minareto), suggestivo di suo, è stata subito tangibile. Davvero è stato un concentrato di tre continenti differenti e distanti tra loro. Tutte le composizioni eseguite sono originali, dei tre componenti del gruppo. Alternativamente, sono state presentate composizioni di Aska Maret Kaneko (Autumn Grace, The moon nocturne, Yew), Carlos “El Tero” Buschini (A duras penas, Triston), e Bebo Ferra.

Sprigos de luna, una composizione di Bebo Ferra tratta da un audiolibro che vede la voce recitante di Angela Finocchiaro, è stato un momento particolarmente toccante, in cui tutti e tre i componenti hanno avuto modo di cantare utilizzando il dialetto sardo.
Un bel finale a sorpresa, con il trio che è diventato quartetto con l’aggiunta del sempre straordinario Vince Abbracciante con la sua fisarmonica. E’ stato invitato a salire sul palco da Carlos Buschini, che lo ha definito un “brigante pugliese”, sempre pronto a ammaliare il pubblico con il suono del suo strumento.

Di certo una serata più che particolare, che è riuscita a trascinare il folto pubblico in un viaggio onirico. Tutto questo grazie al Festival Metropolitano di Bari in Jazz, e grazie al suo direttore Artistico Koblan Amissah Bonaventure. Due concerti per una serata “da sogno”.
Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro