Belinda Davids omaggia Whitney Houston per le “Notti di Stelle 2025” della Camerata Musicale Barese: una voce che è uno ‘stargate’ nella memoria, una porta delle stelle nello spazio-tempo

La rassegna musicale “Notti di Stelle” della Camerata Musicale Barese ci ha regalato l’atteso evento “Fantastica Whitney”.

In una serata resa ancora più magica dalla brezza leggera dell’estate barese, Belinda Davids ha incantato il pubblico dell’Ateneo, trasformato per l’occasione in spazio scenico, con un impeccabile tributo alla regina dell’R&B-pop Whitney Houston

Sin dalle prime note, la presenza scenica di Belinda Davids si è imposta con forza e grazia. La sua voce, potente e cristallina, è stata capace di trasportare il pubblico in una dimensione altra: chiudevamo gli occhi, e pareva davvero di ascoltare Whitney, eppure, in ogni istante, era impossibile dimenticare che sul palco ci fosse sempre e solo Belinda. Un’interprete con una personalità fortissima e con un rispetto profondo per l’eredità musicale che stava omaggiando.

L’accompagnamento musicale è stato affidato all’Orchestra Sinfonica della Magna Grecia, che ha saputo sostenere con finezza ed energia la performance della Davids. Il dialogo tra voce e strumenti è stato continuo e fluido, senza sbavature: l’orchestra ha creato armonie che la cantante ha saputo esaltare con il suo timbro inconfondibile e un controllo vocale degno delle grandi interpreti del soul e del pop.

La sinergia tra orchestra e solista è emersa chiaramente, soprattutto nei brani più conosciuti dal pubblico italiano, nei quali era facile riconoscere la maestria con cui venivano interpretati. Dai pezzi più ritmati ai momenti più intimi, il crescendo emotivo è stato costante. Anche i violini, probabilmente strumenti più affini ad un repertorio più classico, sembravano nati per suonare quelle melodie, tanto era la loro naturalezza. Un plauso particolare al sassofonista che, nella parte finale del concerto, ha regalato un raffinato assolo.

La scaletta ha alternato con equilibrio brani esplosivi come “I Wanna Dance with Somebody”, “Million Dollar Bill” e “I Will Always Love You” – veri e propri vulcani emotivi – a ballate più delicate e commoventi come “Didn’t We Almost Have It All”, “One Moment in Time” e la celeberrima “I Have Nothing”. Tutto eseguito con rara precisione tecnica e una generosità interpretativa che ha conquistato il pubblico, il quale ha mostrato il proprio gradimento con un incontenibile momento dance, quasi una standing ovation, sinceramente meritata.

In quasi due ore di spettacolo, senza soluzione di continuità, Belinda Davids ha dimostrato di essere molto più che una voce somigliante a quella di Whitney Houston: è un’artista capace di rendere omaggio con autenticità e talento, in un equilibrio perfetto tra rispetto del modello e personalità. Un concerto che ha ricordato a tutti noi come la musica, in quanto arte sublime, sia eternatrice di tutte le cose, capace di collegare epoche, cuori e luoghi in un’unica, vibrante emozione, portando in vita anche solo per qualche ora una grande artista scomparsa troppo presto.

L’unico elemento negativo è stato costituito dalla inadeguatezza delle luci, quasi accecanti, troppo orientate sul pubblico. Fatto comprensibile, se si ricorda che si trattava di un palco di fortuna, e qui si apre la questione relativa alla necessità di avere spazi culturali adeguati ad eventi di tale portata, ma questa è un’altra storia.

Vicky Berardinetti
Foto di Gabriella Russo
dalla pagina Facebook della Camerata Musicale Barese

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