
Torna a Matera per la 29ª edizione del VivaVerdi Multikulti a cura dell’associazione Arterìa, lo spettacolo Sembra Amleto di e con Francesco Zaccaro, in scena lunedì 21 luglio alle 20:30 sulla Terrazza delle Monacelle, in via Riscatto 9 (nei pressi del Duomo).
Prodotto da IAC Centro Arti Integrate e con la regia di Ivano Picciallo, lo spettacolo è un atto unico che trae ispirazione da uno dei testi più celebri e rappresentati di Shakespeare per intraprendere un viaggio liberatorio “intimo e catartico” attraversando temi e nodi irrisolti, quelli della memoria, del lutto, dell’identità e dei legami familiari, con un linguaggio simbolico, essenziale e contemporaneo. Un viscerale monologo dove parola, gesto e corpo si muovono sul filo sottile tra realtà e finzione, vita e morte, attore e personaggio. La scena minimalista fa da sfondo ad un rito che lascerà cadere le maschere teatrali per svelare il volto autentico dell’attore/uomo.
«Sono orgoglioso e onorato di tornare nella mia città con Sembra Amleto – dichiara l’attore – testo da me scritto e interpretato, diretto da Ivano Picciallo. Una rielaborazione del classico di Shakespeare guidata da un respiro che sa di madre e sa di terra».
Francesco Zaccaro vanta una formazione di alto livello ed un ricco percorso teatrale, cinematografico e televisivo. È cofondatore della compagnia Malmand Teatro, ha ricevuto diversi riconoscimenti tra cui il Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2017 e il Premio Garinei&Giovannini (menzione speciale come miglior attore emergente 2024) per il ruolo di Toto nello spettacolo Aggiungi un posto a tavola diretto da Marco Simeoli, al fianco di Lorella Cuccarini e Giovanni Scifoni.
Ivano Picciallo, regista e formatore, porta in scena un linguaggio teatrale ricco di esperienze e influenze, spaziando dalla Commedia dell’Arte al teatro sperimentale, sempre alla ricerca di nuove modalità espressive.
Con Sembra Amleto si chiude il ciclo di appuntamenti del mese di luglio dedicato al teatro in musica contemporaneo della rassegna Intersecazioni. Seguirà una pausa prima di ripartire con il calendario di settembre tra master, concerti e residenze artistiche.
Una sedia, una tomba, una montagnola di terra. E uno dei testi più celebri della storia del teatro: Amleto di Shakespeare, che in questo spettacolo diventa pretesto per un viaggio intimo e catartico. Sembra Amleto non è una riscrittura fedele, ma un filo narrativo da seguire, annodare e sciogliere, fino a lasciar cadere la maschera teatrale e svelare il volto dell’attore, liberato dalla finzione. Scritto e interpretato da Francesco Zaccaro, artista materano, lo spettacolo è un monologo viscerale, dove parola, gesto e corpo costruiscono un dialogo diretto con lo spettatore. Al centro, il nodo irrisolto dei legami familiari, in particolare il rapporto con la madre, figura simbolica e presenza costante anche dopo la morte. Sulla sua tomba, l’attore riversa parole mai dette, segreti consumati dal silenzio. La confessione si fa rito scenico: l’attore si spoglia dei ruoli, passando da “idiota” – clown tragico e grottesco – a uomo fragile, pronto a lasciar morire il proprio personaggio. Sembra Amleto è il racconto di una liberazione, una ricerca personale e universale che attraversa memoria, lutto, identità e famiglia, con un linguaggio simbolico, essenziale e contemporaneo.
«Lo spettacolo corre su un filo immaginario, sospeso tra realtà e finzione, vita e morte, attore e personaggio. A cosa può portare un’opera scritta? Cosa può aprire? A quali e quante funzioni può assolvere? Sono righe da rappresentare? Parole da assimilare? Sicuramente sono pagine che, deciso di intraprendere il viaggio, concedono al fruitore una trasformazione. Ed è così che l’attore, in scena, mastica il dramma con toni farseschi, delinea personaggi grotteschi e, improvvisando delle evoluzioni, li seppellisce, finendo per seppellire anche sè stesso, ovvero il personaggio di Amleto. Ma una volta chiusa l’opera, terminato il percorso drammaturgico, è qui che si fa spazio la tragedia, davanti a cui Shakespeare non concede scampo né prove di furbizia. Parte il vomito: l’attore, svuotato del personaggio, sfoga tutto quello che ha tenuto dentro, sfondando nel complesso contemporaneo, ma curandosi di mantenere intatto il tessuto verbale dell’opera, la sua universalità, facendo attenzione a non aprire un immaginario quotidiano. Amleto, per catarsi, in un finale amaro, “sembra” così concedere all’attore la sua espiazione. Ma, non sarà altro che, ancora, rappresentazione».
“Il filo non è ciò che si immagina. Non è l’universo della leggerezza, dello spazio, del sorriso. È un mestiere. Sobrio, rude, scoraggiante.” [Philippe Petit]
Ivano Picciallo si laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo a La Sapienza di Roma. La sua formazione ha luogo con le seguenti esperienze: Verso Itaca, seminario tenuto da Emma Dante al Teatro Olimpico di Vicenza. Dalla CDA ai nuovi linguaggi al Teatro della Pergola. Docenti: N. Wolcz, M. Monetta, M. Proulx, J. Skubaczkowski. The Dubliners al Teatro La Comunità con Giancarlo Sepe. Incontro con Fabio Mangolini ed Enrico Bonavera al Bibiena di Mantova. Stage di clown con Hernan Genè. Stage di trampoli e arti circensi al Teatro Potlach. Stage di Mimo con Michele Monetta. Stage Internazionale di Commedia dell’arte con Carlo Boso AIDAS de Montreuil Parigi. Stage di acrobatica con la compagnia di Giorgio B. Corsetti e Julien Lambert. Stage di recitazione con Carlo Quartucci e Carla Tatò. Stage sulla voce naturale (Metodo Linklater) con Gabriele Parrillo. Nel 2007-2010 stage di alta specializzazione sulla commedia dell’arte con Claudio De Maglio e la supervisione del prof. Ferruccio Marotti. Nel 2007-2009 Scuola di teatro Auroville diretta da Augusto Zucchi.
Francesco Zaccaro frequenta il CTA – Centro Teatro Ateneo – diretto da Ferruccio Marotti e si laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo con tesi sperimentale sulla figura di Enrico Bonavera, Arlecchino contemporaneo. Nel 2010 scritturato dalla Compagnia Çàjka, matura professionalmente con la guida di Francesco Origo (Teatro Stabile di Genova) e Sergio Bini Bustric. Apprende tecniche e linguaggio di commedia dell’arte studiando con Enrico Bonavera e Claudio De Maglio e di maschera neutra con Augusto Fornari. Selezionato da Eimuntas Nekrošius (Teatras Meno Fortas) per Ivanov e Il giardino dei ciliegi di Anton Čechov. Nel 2017 vince il Premio Nazionale Giovani realtà del Teatro – 10ª edizione con il monologo originale Gran Ghetto. Per il cinema e la tv, esordisce recitando al fianco di Edoardo Pesce e Riccardo De Filippis nel film a episodi In bici senza sella – ep. Il santo graal. Nel 2021 è Giacomo Quarta nella Fiction Rai Imma Tataranni sostituto procuratore 2 per la regia di Francesco Amato. Nel 2022 ricopre il ruolo di Simone Losurdo nella Fiction Rai Il metodo Fenoglio diretto da Alessandro Casale e nel 2023 è tra gli interpreti del film Rai La luce nella masseria, film che celebra i 70 anni dall’inizio delle trasmissioni televisive RAI, per la regia di Tiziana Aristarco e Riccardo Donna. Con il progetto Caffè Sangue, di cui è autore e interprete, è selezionato a La Biennale di Venezia per Biennale College – Teatro 2022 Performance Site-Specific. Cofondatore della compagnia Malmand Teatro, realtà attiva nel panorama nazionale, con cui dal 2016 porta in scena gli spettacoli: A sciuquè – A giocare (Miglior Spettacolo e Regia al Fringe festival di Roma); Sammarzano (Menzione della Critica al Premio Scenario 2019); Sembra Amleto, monologo da lui scritto e interpretato. Attualmente è tra i protagonisti di Aggiungi un posto a tavola diretto da Marco Simeoli, al fianco di Lorella Cuccarini e Giovanni Scifoni dove interpreta il personaggio di Toto, ruolo per cui riceve il Premio Garinei&Giovannini (Menzione Speciale Miglior attore emergente 2024).
Ha preso il via la campagna abbonamenti relativa agli spettacoli in cartellone nella seconda parte del VivaVerdi Multikulti 2025, che si svolgerà da settembre a dicembre prossimi. L’abbonamento darà diritto ad assistere a dieci concerti a scelta a partire dal 5 settembre al prezzo di 80 euro per il biglietto intero e di 60 euro per il biglietto ridotto.
Gli abbonamenti potranno essere acquistati direttamente al botteghino nelle serate dei prossimi spettacoli in programma a Le Monacelle i giorni il 19, 20 e 21 luglio.
Per ulteriori informazioni si può contattare l’Associazione via mail agli indirizzi di posta elettronica: ticket@arteriamatera.it oppure prenotazioni@arteriamatera.it.
Il prossimo appuntamento della rassegna “Intersecazioni” VivaVerdi Multikulti 2025 – 29ª edizione è a SETTEMBRE per la sezione Concerti e Residenze:
venerdì 5 settembre, Fondazione Le Monacelle – ore 20:30
SUMMIT – OMAGGIO A PIAZZOLLA / MULLIGAN
Vito Soranno sax baritono – Antonio Ippolito bandoneon
Loredana Paolicelli pianoforte – Antonio Carmentano contrabbasso